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Fallimento Ternana, nessuna offerta all’asta: il club riparte dai Dilettanti

Andrea Croveri
Fallito il passaggio di proprietà, il club umbro precipita dopo anni di crisi societaria

La Ternana precipita nel baratro dopo tre anni di gestione instabile e crisi economica. L’ultimo capitolo è il più amaro: l’asta per la cessione del club si è svolta senza alcuna offerta, certificando l’assenza totale di soggetti interessati a farsi carico di una situazione finanziaria ormai compromessa.

Asta deserta: la Ternana riparte dai Dilettanti

Il declino era iniziato nel 2023, con l’uscita di scena di Stefano Bandecchi dopo l’elezione a sindaco di Terni. Da lì una rapida successione di proprietà senza continuità né solidità: prima Nicola Guida con Pharmaguida, poi Stefano D’Alessandro, infine la famiglia Rizzo tramite la holding FLACLA. Tre progetti diversi, accomunati da risultati sportivi altalenanti e soprattutto da una crescita costante dei debiti e delle criticità amministrative. Le mancate stabilizzazioni societarie, la perdita di occasioni sportive decisive e le tensioni interne hanno aggravato una situazione già fragile. Negli ultimi mesi si era persino paventata la liquidazione volontaria e il rischio di non completare la stagione. Ora il verdetto è definitivo: nessuna offerta all’asta, esposizione debitoria insostenibile e concreta possibilità di penalizzazioni future. La Ternana riparte dai Dilettanti, chiudendo un ciclo di tre anni che ha portato il club dalla Serie B a un crollo sportivo ed economico senza precedenti recenti.