Fallimento Ternana, nessuna offerta all’asta: il club riparte dai Dilettanti
La Ternana precipita nel baratro dopo tre anni di gestione instabile e crisi economica. L’ultimo capitolo è il più amaro: l’asta per la cessione del club si è svolta senza alcuna offerta, certificando l’assenza totale di soggetti interessati a farsi carico di una situazione finanziaria ormai compromessa.
Asta deserta: la Ternana riparte dai Dilettanti
Il declino era iniziato nel 2023, con l’uscita di scena di Stefano Bandecchi dopo l’elezione a sindaco di Terni. Da lì una rapida successione di proprietà senza continuità né solidità: prima Nicola Guida con Pharmaguida, poi Stefano D’Alessandro, infine la famiglia Rizzo tramite la holding FLACLA. Tre progetti diversi, accomunati da risultati sportivi altalenanti e soprattutto da una crescita costante dei debiti e delle criticità amministrative. Le mancate stabilizzazioni societarie, la perdita di occasioni sportive decisive e le tensioni interne hanno aggravato una situazione già fragile. Negli ultimi mesi si era persino paventata la liquidazione volontaria e il rischio di non completare la stagione. Ora il verdetto è definitivo: nessuna offerta all’asta, esposizione debitoria insostenibile e concreta possibilità di penalizzazioni future. La Ternana riparte dai Dilettanti, chiudendo un ciclo di tre anni che ha portato il club dalla Serie B a un crollo sportivo ed economico senza precedenti recenti.
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