FIGC, è il giorno delle elezioni: Malagò parte avanti, Abete insegue
È il giorno delle elezioni federali che designeranno il nuovo presidente della FIGC dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, successive ad anni fallimentari, conclusi con la terza esclusione consecutiva dai Mondiali dell'Italia. A contendersi la guida del calcio italiano sono Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, in una sfida che, almeno sulla carta, vede l'ex presidente del CONI partire con i favori del pronostico. Malagò può infatti contare sull'appoggio di quattro delle sei componenti federali: Serie A, Serie B, Associazione Calciatori e Associazione Allenatori. Un blocco che rappresenta oltre la metà del peso elettorale complessivo e che lo pone in una posizione di vantaggio alla vigilia del voto. Dall'altra parte Abete può fare affidamento sul sostegno della Lega Nazionale Dilettanti, di cui è presidente, mentre resta ancora non schierata la Lega Pro, il cui orientamento potrebbe comunque incidere sugli equilibri dell'assemblea.
Il sistema elettorale prevede il voto a scrutinio segreto attraverso una piattaforma elettronica. Per eleggere il nuovo presidente è sufficiente ottenere la maggioranza semplice (50% +1) dei voti validamente espressi. In caso di mancata elezione immediata sono previsti fino a tre scrutini, con quorum differenti a seconda delle fasi della votazione. Al primo basta la presenza del 34% degli aventi diritto al voto. Tutto lascia pensare, però, che il nome del successore di Gravina possa emergere già nelle prime battute di una giornata destinata a segnare il futuro del calcio italiano. Al di là del nome che verrà eletto, sia Malagò che Abete avranno il compito di rialzare un'Italia ai minimi storici dal punto di vista calcistico e dovranno riformare e rifondare un intero settore nella speranza, anzi nella necessità di una maggiore prosperità futura.
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