FIGC, l'asso nella manica di Malagò per blindare la presidenza
Il caso Malagò-FIGC continua ad essere al centro dell'attenzione. L'ex numero uno del CONI era stato eletto come massimo rappresentante della federazione, ma subito dopo la sua nomina Renato Miele, avvocato ed ex calciatore candidato alla presidenza della Figc, ha presentato formale ricorso alla giustizia sportiva. Miele contestava la regolarità del processo che ha portato Malagò al vertice della Federazione, accusandolo di non essere stato in possesso di una tessera Figc attiva al momento del deposito della candidatura, requisito obbligatorio per l’eleggibilità, secondo lo Statuto federale.
Da qui è partita tutta la vicenda. In alcune dichiarazioni recenti Malagò aveva riferito di essere sereno in merito alla situazione. Il procuratore della FIGC Giuseppe Chiné aveva chiesto l'archiviazione delle indagini, respinta però dal procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer lo scorso 8 settembre. Una situazione che potrebbe comportare il commissariamento della FIGC. Nel caso in cui dovesse diventare l'unica pista percorribile il presidente federale potrebbe puntare a gestire personalmente la fase commissariale, rimanendo così alla guida della Federazione durante il periodo necessario a risolvere il problema statutario e ad arrivare a nuove elezioni.
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