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Gravina e le dimissioni, il giorno dopo: da "sto bene" alle reazioni in politica

Redazione Toro News
Il presidente in sede FIGC per decidere la data del consiglio federale dove verrà stabilito il suo futuro

"Come sto? Bene, bene", questa è stata la risposta di Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio Italiana, all'arrivo in sede in mattinata. All'indomani della sciagurata e fallimentare disfatta in Bosnia, che ha segnato l'ennesima e terza mancata qualificazione al Mondiale consecutiva da parte dell'Italia, Gravina si è recato negli uffici della FIGC per prendere una decisione in merito alla data del consiglio federale che sarà giudice del suo futuro. Secondo Fantacalcio.it, è stata convocata per domani una riunione allargata che coinvolgerà le componenti del sistema, tra cui Serie A, Serie B, Serie C, Lega Dilettanti, Assoallenatori e Assocalciatori, con il fine di verificarne l'orientamento in vista del Consiglio Federale della prossima settimana. Si avvierà un confronto condiviso per trovare soluzioni per il rilancio del calcio italiano.

"La partita l’avete vista tutti e c’è poco da commentare. Sono stati eroici. La parte tecnica è da salvaguardare. Per quanto riguarda quella politica, ho già avvisato i miei collaboratori di convocare un Consiglio Federale, faremo delle valutazioni. Capisco la richiesta di dimissioni, ma faremo le valutazioni insieme al Consiglio" - ha commentato ieri in conferenza stampa Gravina in merito alle richieste di dimissioni. "Faremo riflessioni molto approfondite - ha dichiarato sull'argomento - perché non posso rispondere qua, e le riflessioni vanno fatte in sedi deputate. Si pensa che la FIGC possa decidere tutto autonomamente, ma le cose sono molto più ampie". In seguito, ha chiosato aggiungendo: "Voglio chiedere se c'è stato almeno un provvedimento utile richiesto, un modo per affrontare la crescita del calcio italiano. Questo vale per il blocco di sistema, di norme e di regole, sia a livello nazionale che a livello internazionale. Alcuni di voi che hanno parlato di responsabilità oggettiva relative alla mia persona. Mi sono sempre assunto le mie responsabilità, ma ci sono decisioni che non hanno intaccato il grande lavoro di chi in questi mesi ha profuso energie".

Non sono tardate ad arrivare le reazioni nel mondo della politica a riguardo della catastrofe italiana di Zenica e delle dimissioni dell'attuale presidente della FIGC. Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare, ha affermato: "Va tutto rifondato, questo è evidente: credo che qualcuno debba assumersi in queste ore delle scelte e delle responsabilità rispetto ai fallimenti che abbiamo visto e vissuto. Penso che sia per tutti noi italiani veramente una disdetta impressionante - ha poi aggiunto - specie per quelli delle nostre generazioni, perché i ragazzi ormai non sono nemmeno più abituati a considerare i Mondiali un elemento della loro vita: per tutti noi che siamo cresciuti con i Mondiali dell’82 e gli altri grandi eventi che ci hanno contraddistinto come una nazione che nel calcio vedeva successi". Intervento ancora più deciso da parte di Salvatore Caiata di FdI, che ha richiesto un'informativa al ministro dello Sport Andrea Abodi in merito al "fallimento del calcio italiano". "Noi ce l’abbiamo particolarmente con Gravina che ha rubato un sogno ai nostri giovani" - ha dichiarato. Sulla richiesta di Caiata si è espresso Marco Grimaldi di Avs dicendo: "Vogliamo dissociarci dalla richiesta - chiosando con - Convocate pure Abodi, chiedete la testa di Gravina ma non vi assolvete dalle responsabilità che avete”. “Le dimissioni di Gravina non vanno richieste, dovrebbero essere un atto di dignità istituzionale. Per fare una nazionale servirebbe essere attrattivi su giocatori stranieri che alzano il livello" - la posizione di Marco Berruto del Pd, per il quale bisognerebbe indagare "le ragioni che hanno portato all’abisso del calcio italiano". Infine, per Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia: "Per la terza volta l’Italia esclusa dai Mondiali. Nonostante la grinta degli azzurri e un grande capitano come Gattuso. E così, in totale, saranno 16 gli anni fuori dal torneo più importante del mondo. Una vergogna nazionale senza precedenti. Il sistema calcio è da azzerare, i vertici della FIGC dovrebbero avere la decenza di farsi da parte. Gravina, dopo questo disastro hai solo una cosa da fare: dimissioni immediate! Basta. L’Italia del calcio merita di meglio".