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Italia, Gravina non è più il presidente della FIGC: "Scelta convinta e meditata"

Eugenio Gammarino
Gravina si è dimesso dalla carica di presidente della FIGC

Gabriele Gravina non è più il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Arrivano le prime conseguenze dopo la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali dell’Italia, la terza consecutiva. La prima testa a saltare è proprio quella del presidente della FIGC, una decisione richiesta a gran voce da parte dell'opinione pubblica e del mondo della politica dopo la delusione contro la Bosnia. Nella giornata di oggi, giovedì 2 aprile, Gravina ha rassegnato le proprio dimissioni, in occasione della riunione dei presidenti delle componenti del Consiglio Federale. Si chiude così l’avventura del 72enne in carica dal 2018. Prevista il 22 giugno l’assemblea per eleggere il nuovo presidente a Roma.

Il comunicato

Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici. Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà, nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile, una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)”.

Gravina: "Ringrazio chi mi ha mostrato stima"

All'uscita dalla sede della Figc di via Allegri, l'ormai ex presidente Gravina ha espresso le sue parole di commiato: "Dopo tanti anni il sentimento è di grande serenità, devo ringraziare tutte le componenti che mi avevano mostrato stima, affetto, vicinanza e insistenza nel continuare, ma la mia è una scelta personale, convinta e meditata".