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Malagò: "Figc? Contattato già prima della Bosnia. La politica si occupi di calcio"

Andrea Croveri
L'ex presidente del Coni è intervenuto all'evento "Il Foglio a San Siro", le sue dichiarazioni

Giovanni Malagò, oggi presidente Fondazione Milano Cortina e tra i nomi in orbita nella corsa alla presidenza della Figc in quota Lega Serie A, è intervenuto all’evento "Il Foglio a San Siro" affrontando diversi temi legati alla governance dello sport italiano, ai rapporti con la politica e alle dinamiche interne al calcio. Sulle riflessioni in corso attorno a possibili cambiamenti di sistema, Malagò ha risposto alle parole di Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani: "Cambio di sistema? Abodi ha detto una cosa condivisibile".

Riguardo alle voci su una sua possibile candidatura alla guida della Federcalcio, Malagò ha mantenuto una posizione prudente: "Non si può dire che sono candidato alla Federcalcio. Uno riflette, come sto facendo io in questi giorni. Se ti vengono a trovare alcune società, anche prima della partita con la Bosnia, e poi ti vengono a ritrovare dopo qualche giorno, e poi ancora te ne ritrovi 19, sei preparato sul tema. Bisogna dare atto che c’è un discorso di credibilità e di rispetto da prendere in considerazione". Ampio spazio anche al rapporto tra sport e politica, tema centrale del suo intervento: "È indispensabile che la politica si occupi del calcio. Io credo, a livello collegiale, di avere avuto rapporti importanti e positivi con le persone che fanno politica a certi livelli. Bisogna necessariamente adeguarsi, ma nell’adeguarsi bisogna anche fare presente i propri problemi. Altrimenti si pensa che accettando senza contraddizione quello che pensa la politica, si risolvano tutte le situazioni. Bisogna sperare di andare d’accordo su tutte le cose, ma anche volontà di trovare la più ampia collaborazione". In chiusura, una battuta sui rapporti con l’esecutivo e sulle indiscrezioni circolate negli ultimi mesi: "Parlo con tanti rappresentanti del governo. Ho lavorato con tutto il governo benissimo, magari non vado d’accordo con una sola persona. Se poi la gente pensa che questa rappresenti il governo, ognuno può credere ciò che vuole" ha concluso.