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Malagò sulla Figc: “La sfida mi affascina, ma serve un progetto condiviso”

Andrea Croveri
L’ex presidente del Coni commenta l’investitura della Lega Serie A: 19 club su 20 a favore. Abodi: “Non basta cambiare uomini”

Giovanni Malagò apre alla possibilità di candidarsi alla presidenza della Figc, ma senza accelerazioni. Intervenuto al podcast “Sette Vite” di Hoara Borselli, l’ex numero uno del Coni ha commentato l’investitura ricevuta dalla Lega Serie A, che lo vorrebbe alla guida del calcio italiano: “È una sfida che mi affascina ma sono realista”, ha spiegato, precisando però di non aver fatto alcun passo formale: “Innanzitutto tengo a chiarire che io non mi sono candidato. Non ho fatto alcun passo formale in questo senso. Alcuni rappresentanti della Lega di Serie A mi hanno chiesto un'eventuale disponibilità. Li ho ringraziati per la fiducia, ma ho detto che senza un passaggio formale non sarebbe corretto dare alcuna risposta. Nel momento in cui ci sarà un’indicazione ufficiale da parte di una componente, allora farò le mie valutazioni. Prima di quel prerequisito non si entra neanche in corsa”.

A pesare nella riflessione è il sostegno quasi unanime dei club di Serie A: “È abbastanza impressionante che un mondo famoso per la sua complessità, litigiosità e forte esuberanza di personalità, con 19 società su 20, indichi un soggetto terzo, molto conoscitore della situazione ma esterno, per chiedergli se può dargli una mano. È stato un unicuum, per decenni hanno fatto fatica ad arrivare a una maggioranza semplice. Fa riflettere, altrimenti avrei già declinato”. Malagò chiarisce però che un’eventuale candidatura non può prescindere da un progetto condiviso. Sul tema interviene anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che allarga il discorso oltre i nomi: “Vorrei un cambio di sistema, non solo di uomini”.