Messi, l’ultima notte con l’Argentina: il saluto al Diez che ha fatto la storia
Per vent’anni Lionel Messi ha fatto qualcosa che a tanti è sembrato impossibile: prendere un pallone e trasformarlo in meraviglia. Stasera, al Monumental, l’Argentina saluterà il suo Diez. L’ultima partita con la Selección arriva dopo una storia lunga, vincente, ma fatta anche di momenti complicati, di finali perse e di critiche da sopportare. Poi è arrivato il Mondiale. E, con quello, anche il momento di salutarsi e di voltare pagina.
L’ultima notte del Diez
Argentina-Benin comincia alle 20 locali, l’una di notte in Italia tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre, al Monumental. Per Messi sarà la 208ª presenza con la Selección, l’ultima dopo una carriera internazionale cominciata quando era ancora poco più di un ragazzo. Il contesto sarà quello di un’amichevole, ma il significato va naturalmente oltre il risultato. Il capitano scenderà in campo per l’ultima volta con la camiseta albiceleste e al termine della partita è atteso il saluto a una maglia che, nel corso degli anni, è diventata una parte importante della sua storia.Messi, l'Argentina e quella trama da film
Con l’Argentina, per Messi, non è stato tutto semplice. Per molto tempo è sembrato quasi necessario confrontarlo con Maradona, come se ogni partita dovesse servire a stabilire chi fosse il vero Diez della Selección. La sconfitta nella finale del Mondiale 2014 e le due finali consecutive di Copa America perse contro il Cile avevano aumentato quella pressione, fino alla decisione di lasciare la nazionale nel 2016. È durato poco. Messi è tornato e da quel momento la storia ha preso un’altra direzione: Copa America 2021, Finalissima, Mondiale in Qatar e un altro titolo continentale nel 2024. Nel frattempo ha costruito numeri che raccontano già da soli il peso della sua esperienza con l’Albiceleste: 207 partite, 125 gol e 68 assist, record della Selección sia per le reti sia per gli assist.
Per arrivare a questo punto, Messi ha attraversato tutto quello che una maglia può chiedere a un campione: le attese, le sconfitte, le critiche, il peso delle responsabilità. Ha continuato a tornare, fino a trovare la sera che per anni era sembrata irraggiungibile: il Mondiale alzato da capitano. Da lì in avanti sono arrivati altri record, altre pagine di una storia che oggi si prepara alla sua ultima riga. Messi lascia la Selección con un’eredità che va oltre i numeri, perché dentro quelle 207 presenze ci sono più di vent’anni di calcio argentino, generazioni cresciute guardandolo e un’idea precisa di cosa possa essere un campione quando riesce a durare così a lungo ai massimi livelli. Al Monumental finirà una partita, ma soprattutto si chiuderà un’epoca. E quando Messi si toglierà per l’ultima volta quella maglia, resterà il ricordo di un giocatore che ha fatto della Selección una parte inseparabile della propria leggenda.
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