Non bastano 120 minuti: il PSG vince la Champions League ai rigori
Non bastano 120 minuti alla finale di Champions League. Una lunga attesa ha decretato, dopo 90 minuti di tempi regolamentari, 30 di tempi supplementare e calci di rigore, i campioni d'Europa. Il match al Ferenc Puskas Stadium di Budapest comincia subito con grande carica: dopo soli 6 minuti dal fischio d'inizio, Kai Havertz approfitta di qualche rimpallo e dopo una grande cavalcata batte Safonov con un tiro molto potente.
Da quel momento la gara della capitale ungherese assume ritmi differenti: la formazione di Arteta si chiude, quella di Henrique attacca e conquista percentuali di possesso palla davvero elevate. Al 65' Kvicha Kvaratskhelia entra in area dell'Arsenal ed è atterrato. Sul dischetto Ousmane Dembélé che spiazza Raya e conquista il pareggio. La gara si accompagna fino al 90' senza altri cambiamenti di risultato, con le squadre già concentrate verso i supplementari.
Non bastano neanche i 30 minuti successivi: il direttore di gara Daniel Siebert concede un minuto di recupero al 120' e la gara si concretizza soltanto ai rigori. Arsenal e PSG se la giocano tutta sotto la curva dei tifosi parigini. Sbaglia prima Eze, poi Mendes subito dopo. I rigori arrivano fino all'ultimo, quando Gabriel spara alto dal dischetto. La Champions League è del PSG, che diventa campione d'Europa per la seconda volta nella sua storia, per la seconda volta consecutiva. 1-1 ai tempi regolamentari, 4-3 ai rigori: il PSG vince ancora.
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