Toro News Altre News "Non si può sempre azzeccare il mercato"... Perché il Torino non punta sull'U23?

"Non si può sempre azzeccare il mercato"... Perché il Torino non punta sull'U23?

Davide Bonsignore
La difficoltà nel gestire il passaggio dalla Primavera alla prima squadra porta con sé una riflessione molto più ampia sulle formazioni Under 23

La certezza, più che la sensazione, è che il calcio stia andando in una direzione ben chiara: mantenere la proprietà dei talenti che si vuole preservare. Tutto cominciò anni fa, con l'abolizione delle comproprietà. Quindi un aumentare sempre crescente dei prestiti, che ora si sta cercando di ridurre in molti modi. Ma non una riduzione generale degli accordi temporanei, fondamentali per valutare un giocatore prima di procedere all'acquisto. Quanto degli accordi temporanei con obiettivo conclamato di far crescere i giovani.

Roma verso l'Under 23: le parole del CEO

"Non si può vivere di plusvalenze. Non basta, perché prima o poi sbagli il mercato", le parole di John Galantic, CEO della Roma dal Festival dello Sport di Trento. Con un obiettivo, chiaro, come spesso accade mosso da esempi di successo: "Bisogna crescere più talenti, servono più Lulli e Pisilli". E quindi una dichiarazione che spiega gli obiettivi della dirigenza giallorossa: "Ci vuole una tappa di crescita tra Primavera e prima squadra. Quindi ci serve una squadra Under 23". Una direzione già presa da molti altri club in Italia, quali Inter, Milan, Juventus e Atalanta, che ha decisamente portato i suoi frutti, vista la grande quantità di talenti sfornati da quelle formazioni. La Roma resta quindi alla finestra nel caso ci fosse l'opportunità per aggiungere un'ulteriore squadra Under-23 in Serie C (lo si capirà solamente sul finire della stagione 2026/2027).

Il Torino cosa fa?

In casa granata, di fatto, i recenti avvenimenti hanno permesso di fare un passo molto importante: regalare rilevanza ai prestiti secchi. L'esempio, importante, di Cacciamani e della stagione fatta dal classe 2007 con Abate alla Juve Stabia, ha portato la dirigenza granata a valutare con molta più attenzione i prestiti secchi, sia in Serie B che in Serie C. D'altro canto, non si può non considerare il vantaggio di avere una seconda squadra in terza serie. Non solo garantirebbe la possibilità di mantenere il controllo su un giovane talento. Ma soprattutto permetterebbe di controllarne la gestione in tutto e per tutto. Spesso, dai prestiti verso altri club si generano problemi legati al minutaggio o alle gestioni tecnico-tattiche. Un aspetto che, centralizzando il lavoro, si migliorerebbe senza ombra di dubbio. La direzione del calcio, in questo senso, è dettata dall'estero, e l'Italia segue giustamente la linea. Chissà se prima o poi lo farà anche il Torino, anche se l'ipotesi appare molto lontana non soltanto dal realizzarsi ma anche dall'essere pensata.
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