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Calciomercato, la Roma insiste per Cacciamani, il Toro alza il muro

Andrea Novello
Il club giallorosso spinge per il classe 2007, ma i granata non sono intenzionati a privarsene così presto

Il Toro ha tra le sue mani un gioiello. Lo certifica il fatto che l'interesse di altre squadre su di lui sia presente ancor prima di aver esordito in Serie A. Su Alessio Cacciamani è forte l'interesse della Roma, che vorrebbe avere un sostituto giovane e di prospettiva per Wesley sulla propria corsia mancina. Al momento però per la società giallorossa c'è una montagna da scalare. Il Toro non vuole cedere il classe 2007, almeno non in questa stagione e non lo venderà per una cifra inferiore ai 15 milioni. Mentre la Roma è disposta ad offrire molto meno. Per il Toro, in ogni caso, non si tratta solo di un fattore economico.

L'unico esterno a sinistra e quello che serviva

In primis perché, tra i giocatori oggi a disposizione di Abate, Cacciamani è l'unico esterno sinistro di ruolo. Vedi i 90 minuti giocati nell'amichevole contro il Burnley. Non è un caso che il Toro stia cercando almeno un altro interprete per quella corsia, qualcuno che possa alternarsi con lui o giocargli davanti nelle gerarchie. Ma c'è anche un'altra ragione, legata alla storia recente del club. Negli ultimi anni, infatti, la fascia sinistra è stata uno dei problemi più ricorrenti del Torino. Dopo Ansaldi, l'ultimo esterno capace di entusiasmare davvero i tifosi, si sono susseguiti esperimenti e soluzioni mai pienamente convincenti. Lazaro è stato spesso adattato sulla sinistra pur essendo un esterno destro, così come in diverse occasioni Vojvoda. Poi è arrivata la parentesi deludente di Sosa, mentre nell'ultima stagione Nkounkou ha trovato pochissimo spazio, senza mai riuscire a dare continuità alle proprie prestazioni. L'unica vera eccezione è stata Obrador. Nei pochi mesi trascorsi in granata, da gennaio a maggio, lo spagnolo ha lasciato intravedere qualità importanti, tanto da convincere una parte della tifoseria che il Torino avrebbe dovuto puntare su di lui. Il club, invece, ha scelto di non esercitare il diritto di riscatto fissato a 9 milioni di euro, proprio per puntare su Cacciamani.

E proprio mentre i granata rinunciavano a Obrador, in casa avevano già un possibile sostituto a chilometro zero. Quel giocatore è Cacciamani, cresciuto nel settore giovanile del Torino e reduce dall'esperienza in prestito alla Juve Stabia, dove ha avuto modo di lavorare proprio con Abate. Oggi il tecnico lo ritrova in prima squadra e può proseguirne il percorso di crescita. Per questo la domanda viene quasi spontanea: ha davvero senso privarsi adesso di Cacciamani, il giocatore che serviva in questo momento, per ritrovarsi ancora una volta a ricostruire una corsia sinistra che, negli ultimi anni, è stata uno dei punti più deboli della rosa?

La scelta più logica

La risposta, almeno oggi, è no. Non avrebbe senso privarsi di Cacciamani proprio nel momento in cui il Toro sembra aver trovato, in casa, un giocatore capace di occupare una corsia che da anni rappresenta un problema. Certo, il classe 2005 deve ancora crescere, commetterà degli errori e avrà bisogno di tempo per adattarsi alla Serie A. Ma venderlo adesso significherebbe ricominciare ancora una volta da zero, andando a cercare sul mercato un profilo che, inevitabilmente, comporterebbe un investimento economico e nessuna garanzia di rendimento. C'è poi un altro aspetto da non sottovalutare. Cacciamani conosce già l'ambiente granata, arriva dal settore giovanile e ha appena concluso una stagione importante con Abate alla Juve Stabia. Il tecnico sa cosa può chiedergli e il giocatore conosce già principi e richieste dell'allenatore. In un ruolo in cui il Toro ha cambiato interpreti quasi ogni anno senza trovare una soluzione stabile, rinunciare a un profilo giovane, di proprietà, con margini di crescita e soprattutto un grande potenziale sarebbe una scelta difficile da comprendere. Per una volta, invece di rincorrere l'ennesima scommessa sul mercato, il Toro potrebbe semplicemente valorizzare quella che ha già in casa. Anche perché un'eventuale cessione di Cacciamani aprirebbe un problema non da poco: Petrachi si ritroverebbe a dover trovare non uno, ma addirittura due esterni sinistri nel giro di poche settimane. Una missione tutt'altro che semplice, soprattutto con un mese scarso di mercato ancora a disposizione. La strada più logica, e anche quella che sembra voler seguire il club, è un'altra: blindare Cacciamani e respingere ogni tentazione. Dopo anni di esperimenti e continui cambi sulla corsia mancina, il Torino ha finalmente l'opportunità di dare continuità a un giocatore cresciuto nel proprio vivaio. Sprecarla sarebbe un errore. Sarebbe l'Errore.