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Da Prati a Obrador passando per Ebosse: il Toro riflette su quali riscatti estivi effettuare

Federico De Milano
Tra il mercato di riparazione di gennaio e quello della scorsa estate, sono parecchi i giocatori in prestito nella rosa granata

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La rosa del Toro rischia di andare incontro a una profonda rivoluzione nel corso della prossima stagione. Sono tanti infatti i calciatori granata attualmente in bilico e che non sono per nulla certi di essere confermati anche per il campionato 2026/27. Una buona componente di questo elenco è formata anche da quei giocatori che sono arrivati sotto la Mole soltanto in prestito e il cui cartellino appartiene ad altre società. La dirigenza del Torino sta infatti facendo le opportune valutazioni su quali diritti di riscatto esercitare al termine della Serie A attualmente in corso. L'unico già sicuro al 100% di salutare la squadra dopo il 30 giugno è Luca Marianucci visto che è arrivato dal Napoli in prestito secco.

Simeone, Anjorin e Kulenovic: i riscatti sono formalità

Un altro giocatore che, sei mesi prima di Marianucci, ha fatto il tragitto da Napoli a Torino è Giovanni Simeone. L'attaccante argentino è però già formalmente un calciatore di proprietà granata visto che l'obbligo di riscatto scattava dopo il primo punto conquistato dal Toro dal mese di febbraio in avanti. Situazioni simili potrebbero avverarsi a breve anche per quanto concerne altri due elementi della rosa. Si tratta di Sandro Kulenovic e Tino Anjorin: per entrambi scatterà infatti l'obbligo di riscatto, rispettivamente da Dinamo Zagabria ed Empoli, nel momento in cui la squadra di Roberto D'Aversa riuscirà a centrare la salvezza, obiettivo non scontato ma alla portata. Chi rischia di non poter proseguire la sua avventura all'ombra della Mole è poi Niels Nkounkou. Il terzino sinistro probabilmente non raggiungerà le 15 presenze (necessarie da contratto) per far diventare obbligatorio il riscatto da parte del Torino del cartellino del francese di proprietà dell'Eintracht Francoforte.

Situazioni diverse per Prati, Ebosse e Obrador: il Toro riflette

Ci sono grandi riflessioni invece su altre tre giocatori su cui la dirigenza granata sarà del tutto libera di scegliere in base alle proprie preferenze. Il primo è Enzo Ebosse che ha anche un costo piuttosto contenuto, pari a 1,2 milioni di euro, che il Toro potrebbe decidere di versare nelle casse dell'Udinese, visto l'elevato minutaggio che D'Aversa gli sta concedendo, forse anche un po' a sorpresa. Sono meccanismi importanti per il gioco dell'allenatore anche Matteo Prati e Rafa Obrador che hanno però costi più onerosi. Il riscatto primo costerebbe 7 milioni di euro da pagare al Cagliari mentre per il secondo l'accordo con il Benfica era pari a 9 milioni di euro. Sono attualmente in corso le opportune riflessioni della dirigenza che attende ovviamente di vedere come si concluderà la stagione, prima di prendere una decisione definitiva sul futuro di questi ultimi tre calciatori e naturalmente molto dipenderà anche da chi siederà l'anno prossima sulla panchina granata.