Toro News Calciomercato Torino: sotto con il calciomercato, per dare la scossa giusta. Come un anno fa...
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Torino: sotto con il calciomercato, per dare la scossa giusta. Come un anno fa...

Gianluca Sartori
L'editoriale / La stagione granata è ad un punto di non ritorno e serve una sferzata per non finire nell'anonimato: questa può arrivare anche dalla società. Il precedente dell'operazione Immobile

La stagione granata è ad un punto di non ritorno: il pari contro il Milan è innegabilmente un risultato deludente, per come si era messa la partita e per la valenza che aveva nell'ottica della rincorsa europea che il Torino tutto - Mihajlovic in testa - ha fissato come obiettivo sin dallo scorso luglio. Giusto così, per una piazza e per un club come il Toro, che deve puntare a crescere sotto tutti i punti di vista, senza accontentarsi di un semplice "vivacchiare" a metà classifica. Il pericolo però, anche per questa stagione, è proprio questo: passare quattro mesi senza obiettivi, incapaci di reggere il ritmo delle prime sei-sette squadre, proprio quando in alcune fasi del girone di andata questa squadra sembrava promettere faville.

Ora le cose sembrano sfuggire di mano a Sinisa Mihajlovic, apparso scuro in volto come non mai nella conferenza stampa post Milan: per la prima volta, il tecnico serbo ha esplicitamente ammesso che forse non è il caso di parlare di obiettivo Europa League, se la squadra non è in grado di difendere un vantaggio. "Non so se la situazione è risolvibile", "E' difficile poter migliorare in certe cose", "Non sono riuscito ad imprimere la svolta mentale che volevo". Messaggi dal sapore di resa, generati anche dallo stress e dalla delusione di chi come Mihajlovic, vive con grande trasporto personale il suo lavoro: probabilmente, avesse modo di parlare oggi - due giorni dopo la partita - ritroveremmo lo stesso Mihajlovic di sempre, combattivo e voglioso di rifarsi.

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Allenatore e squadra, però, danno la sensazione, per i limiti che hanno, di aver bisogno di una sferzata da parte della società, che è chiamata a mandare certi messaggi: non rassegniamoci, andiamo avanti, puntiamo sempre in alto. Un modo per farlo è senza dubbio intervenire in modo adeguato sul mercato. Nell'era recente, il Torino sul mercato ha dimostrato di saper giocare intelligentemente, cogliendo situazioni favorevoli e attimi fuggenti per regalare un'iniezione di entusiasmo a squadra e ambiente. Nel mercato di gennaio di un anno fa, l'arrivo di Immobile diede la scossa giusta ad una squadra che veniva da un periodo molto buio, tra fine 2015 e inizio 2016, con quattro sconfitte sul groppone. Un acquisto che da solo non bastò a raddrizzare del tutto la stagione, ma diede un segnale preciso a tifosi, allenatore e giocatori: siamo il Toro e non ci possiamo arrendere alla mediocrità.

Qualcosa di simile è necessario anche quest'anno: Iturbe e Carlao da soli non completano la squadra e questo è evidente. Ci sono ancora due settimane per centrare a Torino i tasselli che servono: senza svenarsi per giocatori che non ne valgono la pena ma agendo con tempismo e coraggio, il club granata può però fare la differenza come in passato, sfruttando le occasioni giuste per far capire a tutti, avversari compresi, di saper corroborare le ambizioni con i fatti.