Toro News Campionato Como o Crono? Dalla Serie D alla Champions, la nascita di un Titano

Como o Crono? Dalla Serie D alla Champions, la nascita di un Titano

Andrea Novello
La prima vittoria in Champions League: quando la crescita diventa anche economica

C'è un momento in cui la crescita di un club smette di essere soltanto sportiva e diventa economica. È quello in cui si entra in un circuito dal quale, una volta dentro, diventa più facile continuare a crescere. Il Como è un esempio molto attuale. Nel 2019 il club era in Serie D, oggi è in Champions League. In mezzo ci sono gli investimenti della proprietà Hartono, che hanno accompagnato una scalata rapidissima: quasi 89 milioni versati fino al 2023/24 e circa 137 milioni considerando anche quelli arrivati nei mesi successivi. Una crescita costruita prima attraverso il capitale e poi alimentata dai risultati e dalle scelte. Dall'allenatore Cesc Fabregas ai giocatori giovani, costosi, ma adatti alle richieste. Il modello Como, però, non si limita al campo.

Il club sta cercando di trasformare il nome Como e il territorio del Lago in un vero asset commerciale, puntando su sponsor, hospitality, moda, turismo ed eventi. I ricavi commerciali sono così cresciuti rapidamente, mentre la qualificazione in Champions porta ora una nuova, enorme fonte di entrate: almeno 37,32 milioni di euro secondo le stime di Calcio e Finanza, prima ancora dei risultati nella competizione. Ed è proprio questo il punto. Quando entri in questo giro, la forbice con il resto della concorrenza inevitabilmente rischia di allargarsi. Più ricavi significano maggiore capacità di investimento, una rosa più competitiva aumenta le possibilità di tornare in Europa e l'Europa genera nuovi ricavi. Un circolo virtuoso.

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Per il Toro il discorso è particolarmente interessante. Non si tratta di dire che oggi il Como abbia superato i granata, né di replicare il modello degli Hartono. Ma di capire che l'Europa ormai non è soltanto una questione sportiva: è una leva economica che può determinare la dimensione futura di una società. Mentre alcuni club iniziano a incassare qualificazioni in Champions, premi UEFA, nuovi sponsor e maggiore visibilità internazionale, il rischio è che la distanza diventi progressivamente più difficile da colmare. Come insegna Crono, sopprimere la crescita di chi vuol diventare Titano non porta risultati. E alla fine, il trono potrà essere ribaltato. Il Como, in questo senso, è un caso da osservare: dalla Serie D alla prima vittoria in Champions, contro il Lipsia, in sette anni. E adesso comincia la parte forse più importante della sua storia, quella in cui gli investimenti iniziali possono trasformarsi in un modello capace di autosostenere la crescita.

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