Toro News Campionato Gasperini pre Torino-Roma: "A Torino è difficile vincere, dobbiamo andare al massimo"

Gasperini pre Torino-Roma: "A Torino è difficile vincere, dobbiamo andare al massimo"

Eugenio Gammarino
Le parole della vigilia del tecnico giallorosso in conferenza stampa

Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida che domani alle 18:30 contrapporrà i giallorossi al Torino di Ignazio Abate. Di seguito le sue dichiarazioni.

Nei cinque maggiori campionati europei nessuno ha segnato come Malen da quando ha debuttato con la Roma. Si aspettava questa continuità?

"Era difficile pensare avrebbe fatto questi numeri. Numeri straordinari, fuori dal normale, ha fatto qualcosa di speciale questo giocatore e soprattutto ha avuto continuità. Sono numeri straordinari, significativi, anche per come sono stati fatti questi gol, con quali caratteristiche, con quali qualità. Prendendo Malen, sapevo sarebbe stato importante per noi, ma è chiaro che qui siamo andati oltre".

Mora si è già inserito negli schemi della sua squadra?

"Vedo quello che vedete tutti. Lui è molto giovane, e questo non viene considerato, ha talento, deve completarsi sotto l'aspetto fisico principalmente, ma anche sotto l'aspetto tattico, è chiaro che è arrivato da poco. Quello che ha fatto vedere finora nelle partite è di un giovane di grande talento e di grande livello. Non penso ci sia qualcuno nel mondo così giovane più protagonista di quanto sia lui in questo momento".

A proposito della difesa, Balerdi sembra pronto. Possono cambiare le gerarchie dei titolari?

"Vi prego di smetterla con questo discorso di gerarchie, non va bene nei confronti di questi giocatori. Tutti stanno dando il massimo. Questa voglia di fare gerarchie non ha senso, né efficacia per la squadra. Ghilardi è cresciuto, Koulierakis è un'alternativa importante. Balerdi lo sapevamo: è un giocatore che, nel Marsiglia, ha fatto qualcosa di notevole. Non è un ragazzino. Appena arrivato sapevamo che avremmo messo un giocatore di grande spessore. Se entriamo nel dicorso delle gerarchie, facendo discorsi su uno che gioca e l’altro non gioca è frustrato, non funziona così nelle squadre che fanno la Champions. Ci sono più titolari senza il bisogno di promuovere qualcuno e bocciare un altro. Diventa sempre un qualcosa di polemico che non dà forza".

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La Roma viene da due gare dispendiose dal punto di vista mentale. Qual è il rischio della prossima partita? Come si combatte il timore che si possa pagare qualcosa dal punto di vista mentale?

"Bisogna avere un gruppo solido, come noi abbiamo per fortuna. Non bisogna mai minarlo, qui abbiamo grandi giocatori e abbiamo fiducia in tutti. Non c'è poi uno standard unico per gestire dei periodi dove giochi tanto. Si naviga a vista, sperando di azzeccarci. Dopo la sosta, i giorni tra una partita e l'altra saranno veramente pochi. Quando un giocatore sta bene, va avanti. Se vedo un calciatore affaticato, lo sostituisco aspettando che torni quello di prima. Si vive di cicli. Sono tutti calciatori affidabili, non ci sono bocciature, altrimenti si entra in un meccanismo di polemiche continuo che fa danni alla squadra".

Ha visto lo striscione che Bergamo ha dedicato a de Roon? Ha parlato con il ragazzo?

"Ne parleremo oggi. Lui è stato per tanti anni un giocatore che ha portato in alto l'Atalanta e la città di Bergamo, e forse è per questo che è stato messo quello striscione. Ora è qui da noi ed è una fortuna. Una volta trovata la condizione migliore, sarà un giocatore di grande spessore e personalità, come Balerdi. Non è stata una scelta sua: non rientrava nei piani dell'Atalanta e cosa doveva fare? La scarpa vecchia in uno sgabuzzino e non giocare più per altre società? Sono molte contento che sia qua e darà un contributo importantissimo. Nulla toglie a ciò che ha fatto nella sua carriera. Lui non è una bandierina, è uno striscione a tutta curva per quella società e quella città. Lui sta crescendo di condizione, sarà un giocatore molto importante per noi. A centrocampo abbiamo quattro giocatori, tutti e quattro sono fondamentali e importanti".

Dybala come sta?

"Se sta bene gioca sempre, senza dubbio. Uno si riposa quando è stanco. Se sta bene lo vuoi mettere a dormire? Non puoi sapere quando uno si infortunerà, ma se sta bene uno gioca. Se si ha bisogno di riposare è giusto che uno si riposi. Così faremo di volta in volta. L'importante è cercare di riuscire a sfruttare il momento favorevole di ognuno. Le partite sono dure tutte: non è che giocare col Torino sia più facile di altre gare. Troveremo una squadra determinata, che vorrà fare il massimo della sua prestazione e in qualunque competizione, se non stai più che bene, non puoi avere la presunzione di vincere le partite. Noi domani dobbiamo giocare una gran partita per vincere a Torino perché è difficile e dobbiamo essere al massimo. E ogni volta dovremo dimenticarci, di volta in volta, della partita precedente. A Torino dovremo essere a posto”.

Come vede Castro? Può partire titolare?

"E poi magari non gioca Malen (ride, ndr). Torniamo al discorso di prima. Castro è un giocatore importante che abbiamo voluto. Sta facendo bene, bisogna essere fuori da questa mentalità da titolare o riserva. C'è lui, c'è Malen, c'è Mora, c'è Soulé. Tutti stanno facendo bene, Castro è entrato sempre, a parte l’ultima partita in Turchia, Mora anche. Domani recuperiamo anche Pellegrini che verrà con noi e sarà convocato. Forse per la prima volta ci siamo veramente tutti, Lulli ha un po' di febbre, vediamo oggi, ma sta meglio. Tutti questi 20 giocatori più i portieri possono fare parte di questa squadra".

Solo una precisazione rispetto a quanto detto ora sui convocati, quindi anche Kone ci sarà?

"Kone prova oggi, potrebbe esserci anche lui".

Quella tra il 45' e il 60' lo scorso anno è stata la fascia in cui la Roma ha preso più gol. E in questo inizio stagione due gol reti subite sono arrivate ad inizio ripresa. Ci state lavorando o solo una casualità?

"Intanto cerchiamo di evitare di prendere gol a inizio ripresa. In queste due partite l'abbiamo subito, ma in un contesto in cui abbiamo giovato bene globalmente. L'importante è non prendere gol, ovviamente".

A Torino potremo vedere Koulierakis?

"Non lo so. Sta bene, sono molto contento di quello che sta facendo. Lei non vuole vedere Hermoso? Ndicka? C'è sempre qualcuno che sta fuori, ma le assicuro che la Roma giocherà in 16 anche a Torino. Purtroppo in quattro non giocheranno, ma magari giocheranno una gara successiva".

Le chiedo di Wesley e Molina: il brasiliano sembrato affaticato, Molina se ne parla tanto, è stato un acquisto importante in estate, cosa dobbiamo aspettarci?

"Il massimo. Bene entrambi. Wesley ha preso una brutta botta al ginocchio l'altra che l'ha condizionato nel finale, ma loro sono atleti molto forti e in due giorni recuperano, figurati in quattro. Molina è arrivato a fine agosto, è 15 giorni che sta con noi, ha saltato la preparazione con noi, lo vedo in crescita. Lui come De Roon e gli ultimi arrivati sono un po' indietro, gli altri sono qui dal 13 luglio".

La squadra ha reagito bene fino alle difficoltà nelle partite. Pensa sia una qualità consolidata all'interno del gruppo?

"A me il gruppo soddisfa molto per come si allena, per come affronta le gare. Gare difficili, complicate, il gruppo arriva sempre con una bella mentalità, sempre pronto a giocarsi la partita per fare risultato. Ha saputo tirarsi dalla sua parte la gente e poi ci sono le partite: gare equilibrate, difficili per tutti, e ora, superata la prima fase, si entrerà in una fase di più partite. Penso sarà un campionato molto duro ed equilibrato. Quando tutte le squadre avranno terminato il loro rodaggio, le gare saranno difficili ognuna, con l'aggravante che chi fa le coppe deve resettare ogni volta sia la sconfitta, sia la vittoria. Questo è un ritmo infernale, ma il calcio è questo ad alti livelli e la capacità dei giocatori deve essere di guardare avanti".

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