Toro News Campionato La Corte UE dà ragione alla Superlega: “UEFA e FIFA, abuso di posizione dominante”
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La Corte UE dà ragione alla Superlega: “UEFA e FIFA, abuso di posizione dominante”

Enrico Penzo
La Superlega ha vinto, la Corte UE si è pronunciata: "Abuso di posizione dominante di UEFA e FIFA"

Lo scontro sulla Superlega e sulla gestione del calcio europeo da parte della UEFA è destinato a concludersi. Nella giornata di oggi, la Corte di giustizia dell’Unione Europea si è appena pronunciata sul ricorso lanciato dalla European Superleague Company il 27 maggio 2021, prima al Tribunale di Madrid e poi alla Corte UE. Un ricorso non alla competizione in quanto tale, ma piuttosto sul ruolo della UEFA e della FIFA nel mondo del calcio. Lo stesso nasce per chiarire se la UEFA sia rispettosi delle norme sul monopolio, come evidenziato da Calcio&Finanza. Negli ultimi minuti è giunta la decisione da parte della Corte Europea che ha dato ragione alla Superlega, dichiarando che Uefa e Fifa abbiano abusato di posizione dominante. Si tratta di una giornata epocale per il mondo del calcio.

La sentenza della Corte di Giustizia Europea

I due passaggi chiave dell’attesissima sentenza della Corte di Giustizia Europea si possono riassumere nei concetti di illegale e abuso di posizione dominante. Chiamata a dare il proprio parere nella diatriba che dall’aprile 2021 vede opposte da una parte la Superlega, rappresentata dalla società A22 Sports Management, e dall’altra Uefa e Fifa, la Corte nel proprio comunicato ufficiale pubblicato stamani si è cosa espressa: "Le regole di Fifa e Uefa che impongono la propria approvazione allo sviluppo di nuove competizioni tra club, come per esempio la Superlega, proibendo a squadre e giocatori di parteciparvi, sono illegali. Non c’è una cornice legale che garantisca trasparenza, oggettività, mancanza di discriminazione e proporzionalità da parte di Fifa e Uefa”. E ancora: “Le regole che danno a Fifa e Uefa il controllo esclusivo sullo sfruttamento dei diritti commerciali dei diritti relativi a questi tornei sono tali da limitare la competizione in un ambito di grande importanza per media, consumatori e spettatori televisivi dell’Unione Europea”.