Toro News Campionato Serie A, allarme invasione: è questa la cura per tornare ai Mondiali?

Serie A, allarme invasione: è questa la cura per tornare ai Mondiali?

Redazione Toro News
A fronte di una Nazionale che delude, i dati sul campionato portano ad alcune riflessioni

Abbiamo perso l'accesso a tre mondiali per tre volte di fila e non abbiamo appreso niente. Dopo cinque giornate della stagione 2026/27, il 68,7% (399 su 581) dei giocatori in Serie A è straniero, con quasi 70 nazionalità rappresentate. La Francia è il Paese più presente con 30 giocatori, davanti a Spagna (26), Argentina (24), Brasile (21) e Olanda (18). Numeri che fotografano un campionato nel quale quel poco di talento che c'è ormai arriva soprattutto da fuori.

Solo due squadre sono "italiane"

A raccontare quanto sia profonda la tendenza sono le singole squadre. Il Milan è al 92,3% di impieghi stranieri, la Juventus all’84,8%, il Lecce all’84,5%, il Sassuolo al 79,1%. Inter (70,7%), Roma (71%), Fiorentina (73,8%) e Genoa (75,9%) superano largamente la soglia del 70%. E il dato più estremo arriva dal Venezia: 99,6% stranieri, appena lo 0,4% italiani. Frosinone e Monza rappresentano invece l’altra faccia, rispettivamente al 30,1% e 43,2%.
Nel 2025/26 gli stranieri rappresentavano il 69,1% delle presenze, contro il 55,2% del 2017/18. In meno di un decennio la quota è quindi cresciuta di quasi 14 punti percentuali. La direzione è evidente: la Serie A continua a importare calciatori mentre lo spazio per quelli italiani si restringe.

Un limite evidente

Poi chiediamo alla Nazionale di tornare ai Mondiali. Un ragazzo italiano dovrebbe riuscire a crescere nel campionato di casa, ma oggi può trovarsi a competere in squadre dove nove giocatori su dieci sono stranieri. Non è una questione di passaporto: è una questione di spazio. E quando quello spazio si riduce così tanto, prima o poi il conto arriva anche alla Nazionale.
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