Toro News Campionato Serie A, è invasione USA: Frosinone vicino al passaggio di proprietà

Serie A, è invasione USA: Frosinone vicino al passaggio di proprietà

Davide Bonsignore
I ciociari potrebbero allungare la striscia di quei club in Italia già colorati a stelle e strisce

"Se arriva un fondo? Se serve a far crescere il Frosinone io faccio un passo indietro. Se è arrivato? Ancora no, ma da qualche anno stiamo guardando all'estero". Parole del presidente del club ciociaro, Maurizio Stirpe, nel corso del Festival della Serie A, quasi due settimane fa. Parole del presidente di una squadra che ha appena riconquistato la presenza nel massimo campionato italiano e che si dice pronto a cedere la proprietà. Non solo si dice pronto a cedere, si dice pronto a cercare un acquirente. Anzi, si dice già in moto per cercare un acquirente all'estero. Il motivo? Il bene del club.

Parole che, forse, anche i tifosi del Torino riconoscono, vista la sempre più densa presenza di frasi quali "Sono disposto a vendere il Torino" nelle dichiarazioni del patron Urbano Cairo. E, in effetti, le ultime novità vogliono un presidente granata effettivamente in movimento per cedere: i dossier circolati negli ambiti della finanza americana sono realtà, così come le offerte, stando a quanto riportato dalla testata Il Sole 24 ore, arrivate sul tavolo di Bank of America, intermediario d'oltreoceano che ha già avuto un ruolo importante nei passaggi di società di Milan e Inter e che anche con il Torino ha il compito di cercare investitori e fondi interessati a spendere del capitale nel calcio italiano.

La tendenza d'oltreoceano: Serie A a stelle e strisce

Il centro del discorso, in questi ultimi anni, è proprio questo: quanto sta diventando americano il calcio italiano? Se anche il Frosinone dovesse essere ceduto a una realtà d'oltreoceano - e nelle righe successive sono esplicitati i dettagli di questa operazione -, vorrebbe dire che nella Serie A 2026/27 quasi il 50% delle squadre saranno a stelle e strisce. La società oggi in mano a Maurizio Stirpe andrebbe ad allungare la striscia di membri di un club inizialmente costituito dalle milanesi, Inter (OakTree) e Milan (RedBird), quindi alimentato dalla Roma (Friedkin), poi da Fiorentina (Commisso) e Atalanta (Pagliuca al 55%), quindi dal Parma (Krause). A queste si aggiungono le altre due neopromosse: Monza (BLV) e Venezia (Niederauer), che prendono perfettamente il posto di Verona (Presidio) e Pisa (Knaster). Otto club di proprietà americana (per non parlare delle quote di minoranza del Cagliari, in mano a Praxis), con l'elenco degli italiani, rimasti in nove, che si restringe sempre più. Un passaggio di proprietà del Frosinone da Stirpe a un fondo americano ribalterebbe questo risultato, facendo di quella statunitense la nazionalità più presente tra le proprietà in Serie A.

Il caso Frosinone: i dettagli

La notizia delle ultime ore vuole il Frosinone vicino a chiudere per la cessione a un fondo americano. Secondo quanto raccolto da Sky Sport, il futuro proprietario del Frosinone sarà il fondo Gamechanger 20. Dietro il consorzio statunitense c'è l'imprenditore Brett Johnson, fondatore e presidente di due realtà di grande livello e dimensione come Fortuitous Partners, fondo d'investimento nel settore sportivo, e Benevolent Capital Partners, società di private equity. Sono da comprendere le reali entità della trattativa; l'impressione, stando alle ultime indiscrezioni, è che Maurizio Stirpe resterà presidente del club e l'attuale dirigenza sarà affiancata dai nuovi soci che acquisteranno alcune quote. Non si hanno certezze sulla percentuale del Frosinone che diventerà di proprietà americana, ma l'operazione è accomunabile a quella dell'Atalanta, oggi in mano per oltre il 50% all'americano Stephen Pagliuca. Nei prossimi giorni si avranno ulteriori informazioni sul caso Frosinone, ma intanto la certezza è di una tendenza sempre più a stelle e strisce. E chissà se prima o poi anche il Torino entrerà a far parte di questo club.