Serie A, l'arte perduta della punizione: due gol in cinque giornate. Mentre Messi...
Il gol su punizione è diventata ormai un'eccezione in Serie A: il dato è eclatante
Mentre dall’altra parte del mondo Lionel Messi continua a inseguire la storia a colpi di punizioni, in Serie A questa specialità sembra sempre più un’arte perduta. L’argentino è arrivato a 76 gol su punizione diretta in carriera, appena due in meno del record di Marcelinho Carioca, e nelle ultime settimane ne ha messi a segno quattro in sette partite. In Italia, invece, dopo le prime cinque giornate (50 partite) del campionato 2026/27, le reti direttamente da calcio piazzato sono appena due. Quelle di Adzic in Monza-Sassuolo e di Zeballos in Lecce-Monza. Entrambe, però, va detto, sono andate a segno con la complicità dei due portieri avversari, che nelle due occasioni sono stati imprecisi.
Un calo progressivo
Non è soltanto una fotografia di questo inizio di stagione, ma la conferma di una tendenza. I gol su punizione sono progressivamente diminuiti: dai 33 del 2015/16 e dai 36 del 2017/18 si è arrivati ai 14 del 2024/25, fino alle appena 12 reti registrate nella scorsa stagione. La Serie A che ha avuto specialisti come Mihajlovic, Pirlo e tanti altri sembra dunque aver perso una delle sue specialità: oggi le punizioni vengono ancora sfruttate, ma sempre più spesso per cercare una deviazione o un compagno, piuttosto che per calciare direttamente verso la porta.La punizione è diventata un'eccezione
E così, mentre Messi continua a dimostrare che il gesto tecnico non è affatto passato di moda, nel nostro campionato il gol su punizione è diventato quasi un evento. Due reti in cinquanta partite raccontano un calcio cambiato, dove gli specialisti sono sempre più rari e portieri e barriere hanno imparato a leggere meglio quelle traiettorie. Una curiosità statistica, certo, ma anche il segnale di come una delle grandi armi del calcio di qualche anno fa sia diventata oggi una vera eccezione.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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