A Superga sapremo di assomigliarci
Mio fratello è figlio unico, Rino Gaetano 1976, It
"Mio fratello è figlio unico", cantava Rino Gaetano cinquant'anni fa.
Era l'anno dell'ultimo scudetto del Toro e il cantautore ci regalava uno dei suoi brani più famosi, imprevedibile e spiazzante. Inno di chi è fuori dagli schemi, di chi non scende a compromessi, di chi "non ha mai vinto un premio aziendale", di chi mantiene integra la propria onestà intellettuale, di chi "non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo".
Essere diversi dalla massa espone alla vendetta di chi detiene il potere e il protagonista della canzone non può non essere la vittima designata, "sfruttato, represso, calpestato, odiato".
Ma essere apparentemente sconfitto dal destino lo rende degno dell'amore che prorompe nel grido a chiusura del brano, urlo di rivalsa e riconoscimento di valore, come una medaglia al merito conquistata sul fronte della vita.
Si avvicina il 4 maggio, il nostro giorno. Il giorno di ogni tifoso del Toro, per una volta oltre le divisioni e oltre gli scontri di pensiero.
Il giorno del Grande Torino, squadra ascesa al mito che continua ad attirarci come un ideale, al di là della sfortuna che si è divertita a prenderci a pugni, al di là dei padroni del gioco che ci hanno "sfruttati, repressi, calpestati, odiati", senza riuscire a scalfirci.
Siamo come il figlio unico della canzone, liberi nonostante le botte della sorte, determinati a non arrenderci.
Ci vedremo tutti a Superga tra un paio di giorni e, anche senza conoscerci, sapremo di assomigliarci, quelli che c'erano allora, come mia madre, bambina appassionata di Bacigalupo, e quelli che sono arrivati dopo, ma è come se ci fossero stati anche loro.
Qualche giorno fa, mentre ero in coda in un negozio, mi è capitato di fare due chiacchiere con un anziano cuore granata, che la sera della tragedia era salito a Superga.
Anche mio padre quel giorno si era fatto la salita di corsa.
Le parole dell'ignoto interlocutore erano simili a quelle che avevo sentito mille volte ed era come se, attraverso la sua voce, il papà mi stesse raccontando ancora la triste favola sempre nuova. Misteriosi incroci del tempo, cose che capitano quando si avvicina il quattro maggio.
MARCO P.L. BERNARDI – Lasciarci le penne Autore di gialli, con "Cocktail d'anime per l'avvocato Alfieri" ha vinto l'edizione 2020 di GialloFestival. Marco P.L. Bernardi condivide con il protagonista dei suoi romanzi l'antica passione per il Toro e l'amore per la letteratura e la canzone d'autore. Nel marzo del 2023 è uscito il suo nuovo noir a forti tinte granata "Giallo profumo di limoni. L'avvocato Alfieri in un nuovo caso tra Torino e Sanremo" (Fratelli Frilli Editori).
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