Toro News Columnist Filadelfia aperto, Abate mette i tifosi a un bivio: bisogna schierarsi

Filadelfia aperto, Abate mette i tifosi a un bivio: bisogna schierarsi

Andrea Calderoni
Per il popolo granata è momento di decisioni in un'atmosfera contraddistinta dalla potente contestazione a Cairo

Oggi inizia ufficialmente il ritiro del Torino a Pinzolo. Tredici giorni di sessioni aperte al pubblico (anche tre amichevoli in programma), di allenamenti a stretto contatto con i tifosi che popoleranno la Val Rendena fino al prossimo 25 luglio. Venerdì scorso durante la conferenza stampa di presentazione il nuovo tecnico Ignazio Abate ha dichiarato che permetterà un giorno alla settimana ai tifosi di assistere a un allenamento allo stadio "Filadelfia". Lo ha fatto per la prima volta ieri, domenica, permettendo a quasi 1.200 tifosi granata di osservare le prime mosse sul campo dei giocatori che fin qui compongono la rosa 2026/2027. Lo vorrebbe fare con costanza da agosto in avanti trasformando un qualcosa che negli anni sotto la Mole è divenuto straordinario in ordinario. "Ritengo giusto schermarsi nei giorni vicini alla partita - ha aggiunto - ma da quel punto di visto ero molto aperto. Ero abituato a Castellammare di Stabia a stare attorno ai palazzi ed era affascinante". Tale pensiero va a supporto di quanto ha evidenziato lo stesso Abate a inizio conferenza: "Quando sono arrivato a Torino 20-25 giorni fa sono andato direttamente al Filadelfia e un po’ mi sono sentito casa. Si respira un’anima popolare e siccome vivo di empatia, credo che il centro sportivo ci debba rappresentare".

Sarà realmente fattibile aprire tutte le settimane il Filadelfia ai tifosi? Probabilmente sì perché se ci sono le buone intenzioni si può tutto. Tuttavia, mettiamo sul tavolo due variabili che potrebbero complicare le intenzioni molto lodevoli di Abate. La prima variabile riguarda i risultati. Se dovessero essere costantemente buoni e la classifica dovesse di conseguenza sorridere, allora tenere testa al continuo confronto con il pubblico non sarebbe un problema, anzi sarebbe un'ulteriore iniezione di fiducia. In caso contrario sarebbe più difficile ipotizzare un'apertura costante del Filadelfia con il rischio di dover patire fischi e rimproveri da sommare a quelli della partita. La seconda variabile sono proprio i tifosi. Se dovessero riuscire a scindere in maniera saggia l'insoddisfazione nei confronti della presidenza Cairo con il momento di plauso e incitamento alla squadra, allora il Filadelfia diventerebbe davvero un posto dedicato esclusivamente alle questioni di campo e tornerebbe anche ad avere quel ruolo di collante tra squadra e tifosi, un ruolo che ha sempre recitato nella gloriosa storia granata. Se così non fosse e se la contestazione a Cairo dovesse divampare nelle sessioni aperte al pubblico volute da Abate, crediamo che la cancellazione della possibilità di assistere agli allenamenti sarebbe immediata. In un precedente editoriale avevamo sottolineato che si stava avvicinando per i tifosi il momento di esprimersi dovendo affrontare delle scelte (prima fra tutte partecipare domenica 12 luglio al primo allenamento a porte aperte, poi a cascata rinnovare o sottoscrivere l'abbonamento e così via). In qualche modo crediamo che Abate con la sua volontà di aprire il Filadelfia accentui il bivio di fronte a cui si trovano i tifosi stessi.

Abate offrirà una possibilità in più e la tifoseria granata dovrà comprendere se e come sfruttarla. Le modalità di protesta nei confronti della pluridecennale presidenza Cairo hanno raggiunto picchi estremi negli ultimi mesi (dalla cessione last minute di Bellanova in avanti) e alcune scelte presidenziali hanno evidenziato che il colpo è stato accusato (assenza il 4 maggio a Superga nel 2025 e nel 2026, assenza per la prima volta in 21 anni alla presentazione ufficiale di un nuovo allenatore). Il 2026 è iniziato con una dissertazione di massa della Maratona, poi mano a mano è tornata a popolarsi e il prossimo 19 luglio tutti i tifosi del Torino sono chiamati in adunanza al Filadelfia per "discutere e pianificare la nuova stagione". Sul tavolo ci sarà la partecipazione alla vita quotidiana del Torino e se si decidesse di partecipare, bisognerà svelare le modalità: di sostegno alla squadra e di contestazione alla presidenza? Le due cose possono convivere negli stessi momenti e negli stessi spazi? Oppure l'altra opzione sarebbe quella della precisa volontà di restare il più lontano possibile da tutto quello che è il Torino per lanciare messaggi forti e inequivocabili al presidente Cairo. Mai come in questo momento la tifoseria granata è chiamata a esprimersi e Abate indirettamente ha fornito un assist a tutti per ragionare sul dove e come schierarsi in una decisione da prendere con la testa nella consapevolezza che di mezzo c'è il cuore.