Ebbene sì, tifare Toro ha raggiunto ieri un apice di totale insensatezza durante la partita dell'Artemio Franchi di fronte al quale persino un ''navigatissimo'' psicologo virtuale come me fa fatica a mantiene la mente lucida
Columnist
Fiorentina-Torino, tutte le emozioni possibili in 90 minuti
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Ebbene sì, tifare Toro ha raggiunto ieri un apice di totale insensatezza durante la partita dell'Artemio Franchi di fronte al quale persino un ''navigatissimo'' psicologo virtuale come me fa fatica a mantiene la mente lucida
Partiamo dall'inizio: si gioca in casa dei nostri più veri e storici amici e la giornata inizia con il solito gemellaggio più che mai sentito. In campo è tutta un'altra storia infatti la Viola spinge e il Toro se ne sta impietrito per i primi 36 minuti; siamo 3-0 e nel settore dedicato ai miei pazienti serpeggia pessimismo e depressione. Non si riesce nemmeno a parlare, ci si guarda gli uni con gli atri come a chiedere al vicino perché la squadra non abbia nemmeno la forza di reagire. Segna il Toro e il sentimento che inizia a prevalere è di rammarico perché in fondo la Fiore non è poi così invulnerabile dietro... se solo noi.... nel secondo tempo Santana accorcia ancora: qui la mente del paziente si divide tra ulteriore rammarico e la speranza di poter rimontare. Nella mente del soggetto iniziano a riecheggiare quei 3 gol alla Gobba di Lucarelli, poi Ferrante e infine Maspero. Manca ancora molto alla fine e la squadra sembra rinvigorita al punto che, dopo un paio di occasioni fallite, Cerci trova il colpo del 3 pari. A questo punto è un delirio, il tifoso del Toro non ci crede ancora, non sa bene cosa pensare e inizia a chiedersi quanto manca; qualcuno nel settore ospiti immagina che tanto non potrà mai andare bene fino in fondo e che qualcosa di storto succederà. Purtroppo succede! D'Ambrosio rimette in gioco Romulo in area e ovviamente quest'ultimo non sbaglia. Si ripiomba nello sconforto. Sono convinto che la maggior parte dei miei pazienti mi confesserà che forse sarebbe stato meglio non rimontare proprio e finire magari con un sonoro 3-1 dopo un secondo tempo senza particolari sussulti. Difficile dargli torto.
Vi invito nel mio solito ''studio'' a parlarne con me per descrivermi cosa avete provato ieri.
Riccardo Agnello
( Foto Dreosti )
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