Toro News Columnist Il guazzabuglio
Columnist

Il guazzabuglio

Renato Tubere
Torino, primi di agosto. Un granata, uno fra i tanti che questa estate sono rimasti in città, inforca la bici e si reca al Filadelfia. Scopre quel che tutti in fondo non vogliono vedere: là dove c'era lo stadio da 15mila posti in cui una squadra vinse consecutivamente ben 100 incontri stregando il mondo intero oggi c'è un corpo morto. Fatto...

[REVIVE al momento non ha un sdk per amp, che si fa? lo lasciamo fuori? va per forza inserito con un iframe? è obbligatorio?]

Torino, primi di agosto. Un granata, uno fra i tanti che questa estate sono rimasti in città, inforca la bici e si reca al Filadelfia. Scopre quel che tutti in fondo non vogliono vedere: là dove c'era lo stadio da 15mila posti in cui una squadra vinse consecutivamente ben 100 incontri stregando il mondo intero oggi c'è un corpo morto. Fatto di cose inanimate.

A QUANDO IL NUOVO FILA? - C'è una recinzione, un cantiere, macerie, calcinacci, addirittura un boschetto rigoglioso che occupa il lato di Via Tunisi: insomma, un luogo in rovina! Meno male che quel rettangolo di gioco è ora un bel praticello che invita a tirare quattro calci in allegria. Dai balconi dei grattacieli qualcuno osserva incuriosito. Luigi Chiarella, questo è il nome del coraggioso tifoso, s'è improvvisato reporter scattando foto meravigliose che testimoniano lo stato attuale delle cose.
Cliccando su questo blog, ho trovato un pdf e ho letto le impressioni di questo atipico fotoreporter e mi sono detto: ma il nuovo Fila, il centro sportivo dove si allenerebbero la Prima squadra e le giovanili, quando diavolo sarà pronto? Il progetto appena approvato dai vertici della Fondazione Stadio Filadelfia ha dei costi precisi. Chi e quanto tirerà fuori il denaro per realizzare il sogno di tre generazioni di tifosi granata? Comune, Regione, Provincia, Credito Sportivo, società granata dicono che tutto è a posto: ma chi di loro farà la prima mossa? Mi sbaglierò ma stiamo assistendo all'ennesima manfrina stile baruffe chiozzotte made in Goldoni. Siamo in Italia, quindi è lecito aspettarsi tutto e il contrario di tutto. Tranne che un po' di serietà! In Inghilterra invece …

COME RIFARSI UNO STADIO IN DUE MESI - Certo se fossimo a Worvelhampton, città di 240mila abitanti un'ora e mezza a Nord di Londra, scopriremmo che il club locale, fresco fresco di retrocessione in Championship, ha terminato in soli due mesi – da metà giugno a metà agosto - la ristrutturazione del suo impianto, considerato decrepito dalla Football Association, con i soldi ricavati dalla cessione di due dei suoi migliori giocatori. Niente richiesta di soldi pubblici, solo la segnalazione al municipio dei lavori da effettuare. Risultato finale? Nuove tribune, nuovi sportelli per la biglietteria, un bel parcheggio per chi arriva da fuori città in macchina, persino un caseggiato adibito a foresteria per farci stare gli allenatori delle squadre giovanili e i loro allievi che arrivano da lontano. Tifosi estasiati, primo fra tutti l'indimenticabile Robert Plant, voce dei Led Zeppelin: anche perchè gli abbonamenti sono stati addirittura ridotti di un 10% rispetto alla scorsa stagione. Questo benchè il calendario preveda sei incontri casalinghi in più! Il bello è che nessun politicante, super-burocrate, ambientalista o magistrato ci ha messo il becco. Il nuovo stadio Molineaux ha un costo quasi identico a quello previsto per la realizzazione del nuovo Filadelfia. La certezza delle regole, il disprezzo per chi perde tempo accumulando scartoffie inutili, l'importanza della parola data, il rispetto per la comunità dei tifosi: questo e non altro fa la differenza anzi scava un abisso fra Piemonte e Staffordshire, fra Toro e Wolves, fra calcio italiano e inglese!

PRANDELLI, MA CHE COMBINI? - Non meriterebbe troppa attenzione la prova incolore della nazionale in Bulgaria se non fosse per la decisione del nostro ct, il troppo osannato Cesare Prandelli, di togliere dopo il gol del 2-2 Angelo Ogbonna. Al suo posto è entrato tale Peluso: uno che, secondo il codice etico sbandierato ai quattro venti da Abete, la maglia azzurra l'avrebbe dovuta vedere in cartolina in quanto espulso nel precedente turno di campionato con la sua Atalanta a Quartu Sant'Elena. Ben altri sembravano in quel momento gli azzurri in crisi d'identità, per usare un termine molto “prandelliano”: ad esempio i signori Barzagli, Bonucci, Maggio e Giovinco. Non sarà che il buon Angelo ha un'identità troppo spiccata per piacere al mago di Orzinuovi? Ora, caro Prandelli, accetti un consiglio: lo lasci in panchina per Italia-Malta di martedì prossimo! Alla ripresa ci sarà Toro-Inter e non ha francamente senso schierare Ogbonna di nuovo in questa sua difesa a tre che fa tanto Zaccheroni dei tempi d'oro: quella difesa che ... gol subiti? Come direbbero a Roma: 'na cifra!

Renato Tubere