Toro News Columnist La componente "adulta" preservi il talento di Luongo

La componente "adulta" preservi il talento di Luongo

Andrea Calderoni
L'entourage del giocatore, Ruggero Ludergnani, Francesco Baldini e in parte anche lo stesso Ignazio Abate: ognuno dovrà aiutare il 2008 dopo l'inciampo

Una partita in cui rischiano di perderci tutti. Una partita in cui bisogna intervenire di concerto per salvaguardare un talento purissimo. La squalifica fino al 7 dicembre di Andrea Luongo è stato uno shock per l'intero ambiente granata. Ma se possibile la motivazione che ha portato alla maxi-squalifica è più impattante, soprattutto pensando a Luongo, ragazzo elogiato da tutti per il suo modo di porsi, di impegnarsi e di concedersi. "Per avere, al termine della gara, dopo l’esecuzione dei tiri di rigore, raggiunto e affrontato un calciatore della squadra avversaria colpendolo con un pugno al volto; ricevuto a sua volta dal calciatore avversario un pugno al volto che lo faceva cadere, continuava da terra a strattonarlo e colpirlo fino all’intervento di calciatori e dirigenti di entrambe le società che si adoperavano per separare i due calciatori". Proprio da qui deve partire la riflessione. Forse doveva già partire da qualche settimana in seno alla Primavera granata. Ai più attenti non erano sfuggiti alcuni comportamenti sopra le righe nel primo scorcio stagionale. Il principale protagonista era stato un altro giocatore in orbita Prima Squadra, Manuel Carrascosa (espulso nel primo tempo contro il Sassuolo e graziato dall'arbitro contro il Cesena dopo una reazione ingenua e infantile). Nemmeno la giornata fin qui più lieta della stagione della Primavera era scivolata via senza tensione: il finale di partita contro la Roma si era infatti macchiato di una rissa ben più che abbozzata in cui lo stesso Luongo era apparso uno dei più animati. Un climax ascendente che ha portato alle conseguenze più estreme martedì in Coppa Italia contro il Bari. Il Torino di Francesco Baldini è stato clamorosamente eliminato da una squadra di categoria inferiore (Primavera 2) dopo la lotteria dei rigori e a quel punto si è spenta la luce. Luongo pagherà il conto più salato, ma non è stato l'unico a trasgredire le regole durante la nefasta gara del Robaldo. Anche l'uomo più in forma della Primavera, Filippo Conzato, è stato espulso e dovrà scontare una giornata di squalifica.

La riflessione, dunque, esula da Luongo (perché così tanto nervosismo nella Primavera granata in questi primi tre mesi stagionali? E tra l'altro anche nella scorsa stagione le cose non erano andate molto meglio a livello disciplinare...) ma necessariamente deve tornare a Luongo perché tanto si è parlato del classe 2008 durante l'ultima estate. Si è affermato come la sorpresa in positivo della preparazione estiva: l'ha iniziata a Spiazzo con la Primavera, l'ha finita da titolare a Pinzolo con la Prima Squadra e non contento si è tolto altre soddisfazioni fino alla chiusura delle trattative del mercato (subentrato contro la Carrarese e titolare contro il Monza in Coppa Italia). Il calciomercato ha portato a un rafforzamento sostanziale della mediana di Ignazio Abate (il centrocampo granata è senza dubbio il reparto meglio fornito) e inevitabilmente Luongo è tornato in pianta stabile in Primavera. Non più tardi del 14 settembre su Toro News, all'indomani del match vinto dai ragazzi di Baldini contro l'Atalanta, si titolava: "Luongo, la prova più difficile. Solo così sarà un successo". A distanza di nemmeno due mesi è arrivata questa durissima battuta d'arresto che senza dubbio condizionerà il finale di 2026 del giovane partenopeo. Nel mezzo c'è stato un cammino a strappi. Bene, benissimo con l'Under-19 azzurra durante la maxi-sosta per le Nazionali, meno convincente con la fascia da capitano e la maglia granata della Primavera del Torino. Qualche segnale di nervosismo e qualche ricamo di troppo erano emersi già nelle gare precedenti a quella di martedì (emblematica, in tal senso, la sostituzione al 45' contro il Cesena del 10 ottobre dopo un primo tempo avulso). E poi si è arrivati al match contro il Bari, nel quale l'apporto da subentrato di Luongo sulla partita non è stato buono e l'epilogo è stato ben peggiore.

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E ora? Ora bisogna fare quadrato intorno ad Andrea Luongo. I soggetti coinvolti nella partita sono parecchi: l'entourage del giocatore, il responsabile del settore giovanile granata Ruggero Ludergnani, il tecnico della Primavera Francesco Baldini e in parte anche lo stesso Ignazio Abate. Sono stati tutti protagonisti dell'ascesa estiva del 18enne della Peluso Academy e nel momento dell'inciampo dovranno remare tutti dalla stessa parte per cercare di orientarlo nella giusta direzione. Bisognerà provare a tramutare la punizione in opportunità. Come? Muovendo le corde giuste, ma per farlo l'unico modo sarà ascoltare il ragazzo. L'altra cosa che non potrà mancare da parte della componente "adulta" della vicenda sarà la chiarezza: identificare la via, senza possibilità di fraintendimenti. Manterrà la fascia di capitano in Primavera? Quali margini ci sono per tornare stabilmente nella Prima Squadra di Abate? Siamo sicuri che una stagione totalmente in Primavera a 18 anni (19 a febbraio) sia la strada migliore per la sua maturazione? Un prestito nel professionismo potrebbe aiutare? Tutte domande di buon senso, a cui bisognerà rispondere in modo limpido e trasparente. La posta in palio è altissima, lo sport è pieno zeppo di talento inespresso da far mordere le dita di tutte le mani. E qualsiasi decisione dovrà essere presa con sagacia e unione d'intenti. Le cinque settimane senza partite aiuteranno tutti, ne siamo sicuri, a uscire migliori da questa vicenda in cui non è davvero ammessa sconfitta, considerate le qualità tecniche e umane di Andrea Luongo.

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