''La rivolta intelligente prende corpo''
PREMESSA: E’ inevitabile per vari motivi che anche questo mio scritto sia lungo. Chi è interessato e lo leggerà ne comprenderà i motivi. Mi piacerebbe e farebbe comodo essere sintetico, ma ho inteso che non approfondire crea equivoci. E’ per altro possibile che pur dilungandomi, qualche vuoto rimanga. Proverò a colmarlo in seguito.
Quando ho deciso di farmi portavoce delle diverse idee e proposte dei tifosi granata lette e sentite nelle due settimane immediatamente successive alla coltellata annunciata, che vedeva il Toro FC sprofondare nuovamente nella serie cadetta, non sapevo se quanto avrei scritto sarebbe stato inteso da tutti e vissuto nel modo che auspicavo. Se spesso nei miei scritti ribadisco il mio sovraccarico di impegni nella vita, non è per vantarmi o “elevarmi” ad un rango superiore, ma solo per cercare di far comprendere che nella mia posizione non è comune mettersi in gioco con tanto di firma autografa e impiegare tanto tempo non solo a scrivere di e per il Toro ma anche ad occuparmi di tutto quanto da quattro anni organizzo con alcuni amici per il nostro Club ed indirettamente per l’immagine del Toro. Spero così facendo di far comprendere che essendo già di per se difficile strutturare organicamente dei concetti su qualsiasi argomento si voglia trattare nella vita, a maggior ragione è complicato in poco tempo raccogliere ed esporre umori, visioni, sentimenti, convinzioni, a volte persino opposte tra loro, che abitano il cuore e la mente dei tifosi granata. Purtroppo non tutti hanno la voglia, la capacità, la sensibilità per comprendere che possono esistere persone che non hanno alcun secondo fine nell’intraprendere simili avventure se non quello di provare a mettere a disposizione delle probabili attitudini, al servizio di una causa particolare, forse unica come è la fede granata. Non esistono altri fini ( certamente, credetemi, non quello di diventare famoso, visibile, o corbellerie tipo candidarsi alle elezioni o quant’altro … farei altro ) se non quello di non sentirsi un ignavo che non ha tentato nel suo piccolo di servire una causa in cui crede. Lo faccio anche nel mio mestiere, uscendo spesso dai protocolli, attirandomi qualche critica di disapprovazione, talvolta scatenando anche un po’ di invidia. Tuttavia l’esperienza mi ha riservato in questo modo soddisfazioni uniche legate ai rapporti umani con le persone migliori, più limpide, meno contorte. Questo è quanto sto cercando di fare, insieme con alcuni amici, per la storia più recente del Toro. Dieci giorni fa, dopo due settimane di meditazione, brevi rivisitazioni di quanto avevo scritto grazie all’aiuto del direttivo del nostro Club e della redazione di TN, ho…abbiamo deciso di partire con quanto alcuni di voi hanno letto: una proposta di “rivolta intelligente”. Chi non l’ha letta potrà farlo sia su Toro News nella sezione “ Lettere alla redazione”, sia sul nostro sito “ http://www.torinclubcto.com Quando è uscito il pezzo io mi trovavo a Genova al congresso nazionale ed europeo della radiologia muscolo scheletrica e di medicina dello sport. Pur avendo tre relazioni importanti da presentare, tra cui quella di apertura e di chiusura dei lavori, non sono riuscito a staccare dal Toro. Ci hanno pensato i tanti colleghi che conoscono il mio recente impegno, chi per farmi le “condoglianze”, chi per dividere con me la delusione. Anch’io ci ho messo del mio; appena arrivato, di fronte a tanti amici e colleghi, docenti di altre università italiane ed europee, mi è venuto in contro il presidente del congresso, professore universitario e caro amico di fede genoana. Ho fatto il gesto di stringergli la mano ma al momento di espletare la formalità, l’ho ritratta dicendo “ non siamo più gemellati, mi spiace”. Ho finto di tornare sui miei passi per ripetere il gesto altre due volte, lasciando interdetti tutti, poi sorridendo l’ho abbracciato. Questo per dirvi che certe cose si devono fare, dire, ripetere perché è necessario che i torti subiti non passino nel dimenticatoio, ma poi è giusto metterci una pietra sopra e ricominciare, pur continuando a far tesoro dell’esperienza per future evenienze. In quei tre giorni, non avendo il tempo di verificare se il pezzo era stato pubblicato, ne ho avuto la conferma da alcune e. mail che mi sono arrivate sul Black Berry. Poche frasi entusiaste che in modi diversi appoggiavano l’iniziativa. Poi un paio di SMS dai ragazzi del direttivo del nostro Toro Club mi hanno avvisato tra gli altri di una decina di commenti contrari, qualcuno anche poco simpatico, ma ci stava. Non credo a quanti mi dicono che chi commenta sui vari siti in modo negativo articoli ed opinioni sia un gobbo infiltrato che si nasconde dietro un nickname per dare fastidio. Sono convinto che siano tifosi che come tutti hanno tanta rabbia e frustrazione dentro e devono in qualche modo trovare una via di sfogo, magari anche inveendo contro il tifoso della stessa squadra che non la pensa come loro, spesso solo per un particolare. E’ per questo che ho chiesto il silenzio in chi crede di dissentire ma, come vedete, poi non ignoro bensì prendo in considerazione anche chi non è d’accordo o crede di non esserlo. La prima parte di questo articolo è proprio rivolto a questi pochi o tanti tifosi ai quali, forse, non sono riuscito a trasmettere il messaggio. Sta di fatto che a fronte di alcuni riscontri negativi nel giro di pochi giorni ne sono comparsi di positivi e ben più numerosi, con e. mail anche interessanti, come quella di Luciano Cavagnero che ha riproposto un suo progetto, diventato anche libro “ Se vogliamo possiamo”, con argomento l’azionariato popolare. Un sogno di tanti che non deve essere considerato una irraggiungibile utopia ma una meta a cui rivolgere la nostra attenzione e dedicare parte dei nostri sforzi. Comunque a muoversi attivamente per primi sono stati alcuni Toro Club e una parte della tifoseria organizzata. Marco Montiglio ( presidente del CCTC) mi ha scritto, ci siamo quindi telefonati ed in seguito ha partecipato ad un direttivo del nostro Club. Sabato una riunione/agape programmata per le 13 presso il “Punt Masin” di Nole Canavese si è trasformata in una prima occasione di confronto a cui ho partecipato, dopo aver corso come un pazzo in tangenziale alle 14 appena smontato dalla guardia in ospedale. Sono intervenuti vari presidenti e rappresentanti di Toro Club, tra cui i Tori Seduti, il Salvadori, il Franceschini, il San Maurizio, i Viking, il Volpiano … mi scuso con quelli dimenticati. C’era anche il mitico “ Socrates” ed Ottavio Sessa. Tutti avevano già quasi completato l’agape ed io sono rimasto “strategicamente” a digiuno. Ho ascoltato quanto già sapevo da Montiglio, sondato gli umori e le idee dei presenti, espresso con difficoltà ( manco a dirlo ero stanco da mettermi a piangere) alcuni pareri, ho capito che tutti o quasi avevano letto e sostanzialmente apprezzato il tentativo mio e del nostro Club. Marco ha citato più volte la parola “ rivolta intelligente”. In sostanza il progetto prende corpo. Intanto ho avuto la conferma che i presenti erano consapevoli di rappresentare una piccola fetta della tifoseria granata. Sanno di far parte eufemisticamente del“ braccio armato ”, passatemi il termine, cioè coloro che per consapevole scelta e passione hanno deciso di rappresentare il folclore, l’incitamento ma anche la protesta rumorosa dei tifosi granata. Sanno che, nonostante siano quasi sempre solo loro a seguire in capo al mondo la squadra, non possono considerarsi l’unica tipologia di tifo e soprattutto hanno un grande rispetto per tutti gli altri. Il CCTC ha inteso che deve conquistare o riconquistare la credibilità necessaria per rappresentare il vero centro di coesione e rappresentanza di tutti Club. Le iniziative più eclatanti intraprese, non ultima la protesta a Milano davanti alla Cairo Comunication, sono state distorte nel loro significato da alcuni tifosi nei loro commenti sui forum granata, per quanto sostanzialmente ben descritte da alcuni media, e percepite in modo sbagliato da molti tifosi proprio per la scarsa condivisione preliminare, determinata in gran parte dall’urgenza di intraprendere questo atto dimostrativo. Personalmente, anche se non ero mai stato preventivamente informato di nessuna, ho sempre preso come Toro Club una posizione a favore, magari discutendo dei modi e toni, ma condividendo assolutamente la sostanza. Montiglio e Sessa si sono impegnati a velocizzare il più possibile le comunicazioni a tutti i Toro Club. Bisogna dare loro il tempo di organizzarsi ed aiutarli fornendo gli estremi e.mail e telefonici perché ciascun Club sia raggiunto con semplicità. Da parte loro esiste la volontà di utilizzare tutti i canali informativi principali che si renderanno disponibili per diffondere comunicati, idee, iniziative. Anche in questo caso d’altra parte tutti i siti sia di grande diffusione ed informazione, come Toro News, sia di più ristretta visibilità come i siti dei Club, dovranno cercare di offrire il giusto spazio e la più rapida disponibilità di mezzi. Tutti sono ormai consapevoli che oggi lo strumento mediatico è una risorsa imprescindibile per qualsiasi tipo di attività. Anche per il Toro e per i suoi tifosi è pertanto fondamentale saper sfruttare al massimo questa potenzialità, visto che tra l’altro il sito che mi ospita è uno se non il principale canale di informazione sportiva calcistica della nostra città. Penso che tutti i tifosi granata abbiano patito in questi ultimi anni per quanto si è verificato nella nostra Maratona. Il CCTC si è mosso al momento ufficiosamente per contribuire a riportare la Maratona ai tradizionali fasti. Montiglio ha indicato e tutti hanno compreso e condiviso, qual’è il primo passo da compiere. Saranno loro a spiegare ufficialmente quanto prima cosa deve accadere. La questione è delicata ed assolutamente in mano al presidente Cairo; non è opportuno in questo momento che io anticipi altro. Mi limito a dire che la Maratona è un patrimonio del Toro, e la società deve essere consapevole che è sicuramente più sano ritrovarla strapiena di tifosi uniti, caldi, veri, che inciteranno e contesteranno liberamente, esclusivamente sulla base dei fatti. Questa è la priorità per il CCTC e non possiamo che essere d’accordo. Questione rapporti con Cairo e decisioni societarie. La mia/nostra proposta portava nel titolo provocatoriamente come primo punto la riconferma di Camolese. Si era nell’imminenza della decisione a tutti sapevano con quasi assoluta certezza che il teatrino si sarebbe chiuso con l’ingaggio di Colantuono. La volontà granata individuava dai sondaggi, non solo su T. N. , Camolese come assoluta prima scelta mentre Colantuono era tra gli ultimi per cui ci si è espressi in tal senso. Come sempre il tifoso dimostra il suo amore per i colori accettando in definitiva le decisioni della società ed i sondaggi successivi all’arrivo di Colantuono hanno visto una completa inversione di tendenza con la maggioranza dei tifosi esprimersi in modo positivo. Da quanto è emerso si è compreso che tutta la tifoseria ha colto nella decisione del Presidente un parziale cambiamento di rotta ed un comportamento più in linea con quanto lo si è invitato a fare in questi anni. Nel momento in cui ha deciso di confermare Foschi ha accettato che questi imponesse la sua scelta per l’allenatore. Anche le dichiarazioni successive sono state finalmente quelle che volevamo sentire. Il presidente faccia il presidente e conceda carta bianca nelle scelte tecniche e nella gestione della squadra allo staff che ha deciso di assumere. Ci auguriamo che non siano solo parole. Resta il rammarico nel notare l’assoluta volontà di non circondarsi di uomini da Toro. Diventa a questo punto una nostra priorità adoperarci per insegnare a Foschi e Colantuono a diventarlo. Non c’è dubbio che se alla loro comprovata esperienza e grinta si aggiungesse anche questo altro aspetto, potrebbe finalmente nascere un cocktail esplosivo. Osserveremo, commenteremo, sproneremo, gioiremo o disapproveremo sulla base delle azioni. E’ graditissima la decisone del presidente di cambiare il numero di cellulare e di non renderlo più pubblico sperando che eviti di farsi “consigliare” da chi non rappresenta nessuno. L’intenzione è quella di individuare dei referenti dei Club e della tifoseria organizzata che probabilmente prenderanno contatti con lui e con la società semplicemente con dei comunicati pubblici dopo averli condivisi, in modo che non ci siano equivoci. Le voci fuori dal coro rimarranno tali. Esistono punti tuttavia in cui ho l’impressione che gran parte della tifoseria non sarà disposta a transigere facilmente. Lo ribadiamo su questo lungo resoconto ma lo ripeteremo più volte se sarà necessario. Se è vero che i soldi apparentemente li mette un padrone – presidente di una società, è altrettanto vero che questi soldi arrivano direttamente ed indirettamente da chi sostiene con il suo tifo, la sua attenzione e le sue tasche la società stessa per i colori che rappresenta. E’ assolutamente riduttivo ed ingiusto che un tifoso non si senta in diritto di sindacare a priori alcune scelte o partecipare alle stesse. Se a questo si aggiunge il fatto che tutti, dai presidenti ai calciatori, sono di passaggio al Toro, mentre i tifosi restano per sempre “al di là del tempo e dello spazio”, parafrasando una nota opinionista di Toro News, pensiamo che proporre caldamente delle linee di indirizzo su una gestione societaria sia un dovere/diritto della tifoseria. Ed allora siamo tutti concordi che nessuno dei calciatori attualmente nella rosa per noi è inamovibile ed estremizzando possono anche andarsene tutti. Ma dal momento che non si può ricostruire da zero allora gli elementi che più ci stanno a cuore, se vogliamo, continuano ad essere i più giovani, Rubin, Ogbonna, Dzemaili, Rosina, Bianchi, a cui aggiungiamo un veterano che ci ha regalato una delle poche piacevoli sorprese in questo triste anno, Franceschini, che paradossalmente vorremmo vedere capitano della prossima compagine di B. Tutti gli altri, e ribadiamo tutti con pochi distinguo, siamo ben felici se si accasano in altre squadre. Attenzione: quanto scrivo, riportando come sempre ciò che ho percepito dai più, è in perfetta linea con un'altra saggia volontà e richiesta popolare e popolana: l’investire sui giovani e sulle giovanili. Il futuro del TORO non può che passare attraverso questi ragazzi che, anche se in ristrettezza e coinvolti in un ennesimo periodo buio della storia granata, hanno rappresentato le poche note liete di questa società. La conferma di Asta e, per il momento, l’assenza di novità su Corini ci confortano auspicando che anche questo validissimo ex giocatore e sicuramente altrettanto valido futuro allenatore possa trovare una sua strada lontana dal Toro, semplicemente perché per la nostra storia, ribadiamo, non ha rappresentato nulla. Per il resto le voci sugli imminenti acquisti ci spaventano e se la società decide di sacrificare i pochi pezzi pregiati per scambiarli nuovamente con cariatidi a fine corsa, difficilmente verrà digerito. Se le cariatidi saranno poche e motivate, ma affiancate a giovani noti e meno noti, con prospettive di crescita non è escluso che la piazza si allinei, ma è un rischio. In questo discorso si inserisce la questione ingaggi. Il fatto che il presidente abbia promesso di mantenerli invariati per i pezzi pregiati, o presunti tali, nel caso che decidano di restare, è un gesto che può per certi versi fare piacere alla tifoseria. Può essere colto come un segno di generoso impegno a costruire una squadra che risalga immediatamente in seria A. Ciò non toglie che ancora una volta la maggior parte dei tifosi sembra gradire di più se ad esempio Dzemaili, Rosina e Bianchi, decidono di rimanere perché convinti finalmente dalla reale presenza di un progetto serio. Nel qual caso dovrebbero dimostrarlo accettando anche una riduzione dell’ingaggio. Il segno sarebbe oltremodo positivo e rappresenterebbe un vero indicatore sia del progetto sia del fatto che restano non per i soldi o perché non li vuole nessuno. Lo stesso dicasi per i futuri nuovi arrivi. Certo non è giusto che i “figli” paghino le colpe dei “padri” ma è anche vero che dagli errori si deve dimostrare di aver imparato. Quindi ingaggi “bassi” ( sole da dieci a quindici volte lo stipendio di un operaio in sostanza) e premi partita. Veniamo alle proposte di “rivolta intelligente”. Tutti i Toro Club ed i gruppi organizzati hanno nel loro DNA la presenza allo stadio ed alle trasferte. Così sarà anche quest’anno. Anche noi del CTO, io per primo, acquisteremo un abbonamento, salvo poi cederlo di volta in volta a chi avrà piacere di esserci, visto che per quanto mi riguarda non potrò e vorrò andare per un discreto numero di giornate. Ciò detto lo stesso Montiglio non si dichiara contrario al fatto che si possa diffondere un messaggio positivo a tutti coloro che diserteranno l’abbonamento; non verranno mai considerati tifosi di terza fascia o traditori, semmai il contrario. Questa è una scelta dolorosa ma deve essere considerata davvero un modo intelligente di protestare, per nulla lesivo delle casse della società. Anzi è assai probabile che nel momento in cui il Toro si dimostri all’altezza delle aspettative, lo stadio si riempirà di tifosi felici e paganti che potranno coprire in breve tempo i piccoli ammanchi lasciati dagli abbonamenti invenduti. In sostanza si è tutti d’accordo sul moto, come dire “non compriamo più a scatola chiusa”. In tanto l’idea di utilizzare le Giovanili e la Primavera del Toro come squadre sulle quali investire maggiori attenzioni sembra prendere corpo. Poi chiaramente ognuno faccia come crede meglio. Stesso discorso per il foraggiamento delle casse che arricchiscono i signori che quest’anno hanno così impunemente sbeffeggiato con decisioni a dir poco scandalose la nostra tifoseria. Giolitti diceva “ Le leggi si applicano sui nemici e si interpretano con gli amici”; quest’anno più che mai questo “insegnamento” è stato applicato nelle regole calcistiche da Collina ed i suoi, nei nostri confronti. Se la regola ci penalizzava veniva applicata, se ci favoriva veniva interpretata in modo che ci sfavorisse. I Clubs ed il CCTC sanno benissimo che oggi la fetta più grossa del “ calcio business” è costituita dai diritti televisivi e dagli sponsor pubblicitari che popolano le trasmissioni ed i canali sportivi. La guerra contro questo sistema è persa in partenza, ne siamo consapevoli. Significa fare la guerra al futuro che è ormai già presente nel modo di vivere umano. Diverso è temporaneamente far intendere che il tifoso granata non è un idiota che continua a mantenere il suo abbonamento a Sky Calcio ( per fare l’esempio più eclatante) anche se il Toro non è in serie A. Chi dice e pensa che una protesta di questo tipo possa solo fare il solletico “al palazzo” ( non è un termine coniato da me ma di ampio uso) si sbaglia e di grosso. Un abbonamento costa in media 500 euro all’anno. Per 1000 persone fa 500.000 euro, per 10.000 fa 5 milioni e per 100.000 persone fa 50 milioni di euro. All’interno delle trasmissioni sono presenti messaggi pubblicitari che come noto condizionano, ormai senza alcuna regola, le nostre scelte commerciali. Non vederli ci permette di subire meno il condizionamento con qualche ricaduta anche sugli acquisti. Certo i diritti verranno pagati lo stesso alla lega e alle società, ma l’anno venturo un pensierino Sky e C. lo rivolgeranno pure a queste congregazioni truffaldine, se si accorgeranno di aver perso qualche milioncino di euro con il Toro in B, non credete? Non si può imporre a nessuno questa, come altri tipi protesta, ma è nel nostro diritto proporla argomentandola. Anche in questa caso ne i rappresentanti del CCTC ne i Club intervenuti all’incontro si sono espressi negativamente. Sta alla imponente tifoseria Granata decidere se agire in tal senso. Termino con quelli che sono i programmi ai quali dovranno partecipare ancora più attivamente tutti i canali mediatici presenti nell’universo granata. Il Filadelfia deve essere ricostruito come ci è stato promesso e come è giusto che sia, senza che ribadisca i motivi ormai ampiamente noti. Se vogliamo che le manifestazioni, gli atti dimostrativi o quant’altro siano popolati de decine di migliaia di tifosi bisogna partire da lontano, decidere una data distante ed iniziare un incessante tamtam che consenta a tutti di organizzarsi, prendere ferie, annullare appuntamenti, prevedere per quel giorno una badante per i genitori o nonni anziani ed una baby sitter per i bimbi più piccoli. In sostanza dobbiamo organizzarci a lungo termine e nel frattempo ricomporre le fila tra tutti coloro che se ne sono occupati, litigando e dividendosi. Anche in questo caso dissentire sui particolari perdendo di vista il bersaglio grosso è un atto criminale. So che la redazione di Toro News si attiverà per proporre una data e condividerla con i tifosi, le associazioni, i clubs e gli altri canali mediatici. In sostanza lavori in corso. Analogo discorso per il “ tavolo granata” dell’avvocato Marengo ( che non si è al momento fatto vivo ma che confido di beccare viste vecchie comuni frequentazioni) che può benissimo sposarsi con la proposta di Luciano Cavagnero, o altre provenienti dalle associazioni più “ acculturate” ed anche più vicine ai tanti piccoli e grandi imprenditori della nostra provincia e regione, che da decenni ormai invitiamo a farsi avanti. Lavori in corso anche qui più che altro per pungolare, provare a coagulare, evitare “schizzinose divisioni”. E’ chiaro che da soli non possiamo fare molto. A buoni intenditori…!!! Come vedete scrivo molto ma faccio anche qualcosa di pratico che va ben oltre la “tastiera”. Tra l’altro: lunedì e martedì scorso mi sono recato a Pesaro per lavoro ed ho voluto incontrare Mario Patrignani, ex presidente del CCTC, ma ancora membro del consiglio. Non ci conoscevamo ma come era ovvio l’intesa e la complicità è stata immediata. Gli ho esposto brevemente il progetto perché avevamo entrambe pochi minuti a disposizione; non ha avuto nulla da obbiettare, anzi. Ho avuto l’impressione che se avessimo avuto più tempo avrebbe chiesto di inserire cose ben più pesanti e provocatorie. C’è sempre tempo. Comunque lui “sta ancora con Cairo”, per riconoscenza ed affetto personale, come è giusto che sia, ma com’è nel suo DNA granata, non ha alcuna intenzione di farsi prendere ancora in giro ne dal presidente, ne dai calciatori e tantomeno dalla lega. In sostanza la “rivolta intelligente” sta incredibilmente prendendo corpo. Ora tocca a noi tutti diffondere ed agire.
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