Toro News Columnist Rampanti: “Il Torino a Pisa ha giocato male? Ma avete visto la Fiorentina a Verona?"
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Rampanti: “Il Torino a Pisa ha giocato male? Ma avete visto la Fiorentina a Verona?"

Gianluca Sartori
Serino analizza così i temi caldi in casa Toro dopo Pisa-Torino 0-1

Il Torino vince a Pisa e si avvicina alla salvezza, nella partita successiva alla sosta per le Nazionali. Si guarda già alla partita col Verona, che mette in palio tre punti importanti per blindare la salvezza. Ne parliamo con Serino Rampanti, nella nuova puntata di “Parola al Mister”.

Serino, che partita è stata Torino-Pisa? “Nel calcio non si deve mai dare niente per scontato e tutte le partite devono essere affrontate con determinazione ed il giusto agonismo. Così ha fatto il Torino a Pisa. Qualcuno potrà sicuramente dire che la squadra non ha giocato bene non considerando le tante incognite che vai a trovare quando affronti una compagine con l’acqua alla gola come lo è il Pisa in questo momento. In queste giornate di campionato sto seguendo assiduamente anche le partite della Fiorentina perché faccioun parallelismo fra il rendimento di una e dell’altra squadra. Naturalmente Fiorentina e Torino, due squadre partite con un obiettivo diverso dal solo salvarsi. Ebbene, in questa giornata di campionato, affrontavano entrambe squadre fortemente candidate alla retrocessione, Verona e Pisa. Hanno vinto entrambe 1 a 0 con una differente prestazione: la Fiorentina, che probabilmente possiede un organico più forte del Torino, ha subito per tutta la gara il gioco del Verona e ha portato a casa la vittoria con due soli tiri in porta. Si può quindi affermare che non ha assolutamente meritato i tre punti. Mentre il Torino, contro il Pisa, al contrario dei Viola, non ha subito il gioco dei Pisani ed alla fine credo che abbia meritato la vittoria. Quindi coloro che non si accontentano mai della prestazione della loro squadra, ho l’impressione che dovrebbero allargare lo sguardo verso altre compagini che stanno vivendo la stessa situazione di classificadel Torino ed allora si potrebbero rendere conto che i granata sono arrivati finalmente, con molta fatica, in una posizione che dovrebbe dare ai giocatori quella giusta tranquillità per fare esprimere loro in campo un gioco migliore. Anche se sono del parere che, arrivati a questo punto, conta fare al più presto punti per salvarsi con qualche giornata di anticipo rispetto a fine campionato e con D’Aversa attualmente c’è una media punti da metà classifica".

Facciamo un passo indietro, e veniamo al nuovo flop della Nazionale italiana di calcio, che per la terza volta consecutiva non si qualifica per un Mondiale. “Ho seguito le varie polemiche, discussioni e sentenze. Colpa di uno o colpa di altri. Da come la vedo io, ci sono svariate colpe, ad iniziare dalle competenze nei settori giovanili, per poi finire, attraverso i Club, alle squadre nazionali. Di questo argomento, essendo cresciuto calcisticamente nel Settore Giovanile del Torino come calciatore ed avendo allenato, sempre nel Torino, squadre giovanili, penso di aver maturato con gli anni alcune convinzioni poi accresciute dal fatto di aver lavorato anche con le Nazionali giovanili per 9 anni. Per prima cosa viene naturale domandarsi come mai le squadre che giocano il campionato Nazionale Allievi sono già infarcite di giocatori stranieri, per non parlare poi delle squadre Primavera che fanno giocare quasi tutti giocatori provenienti da paesi esteri. Credo che il primo errore fatto dai Club sia quello di non investire nella ricerca, dove per la voce ricerca io intendo avere nei propri organici persone capaci di intravedere il futuro calciatore magari non cercandolo chissà dove ma controllando in primis le società di prossimità. Facendo come sopra detto riguardo alle squadre Allievi e Primavera, i Club pensano di risparmiare affidandosi ai procuratori portatori di giovani dall’estero e così facendo, non mantengono in organico e quindi non stipendiano tecnici capaci di individuare e far crescere i giovani calciatori italiani. I Club risparmiano sui Settori Giovanili per gettare poi denari negli acquisti ed ingaggi sproporzionati di calciatori, troppo spesso anche stranieri, non all’altezza per affrontare il campionato di serie A. Di questi ultimi nel nostro campionato si potrebbe fare un lungo elenco e le ripercussioni negative di questo agire, si riverberano purtroppo sulle squadre Nazionali perché questi giovani stranieri tolgono spazio ai nostri ragazzi, magari più bravi, che troveranno nel loro percorso enormi difficoltà per emergere. La prima conseguenza di questo modo di operare sarà che il tecnico della prima squadra, se vorrà dare spazio ad un giovane, troverà nella seconda squadra molti stranieri e pochissimi italiani e le conseguenze saranno che, nel futuro, il commissario tecnico della Nazionale maggiore si ritroverà sempre meno giocatori Italiani fra cui scegliere. Ho l’impressione che troppo spesso del mancato successo di una squadra si dà subito la colpa al tecnico e non si pensa che il tecnico di turno è colui che deve trasformare al meglio il lavoro che si è creato sotto. Con questo voglio arrivare a difendere il lavoro di Gattuso da tutti quelli che lo hanno messo sotto accusa, non pensando che il suo lavoro di scelte è la conseguenza di tutte le problematiche insite nei Club".

D’Aversa ha parlato del caso di Casadei, che è un giocatore italiano promettente, ma al momento nel Torino non gioca con continuità. “Lui ha detto che andare al Chelsea troppo presto ha nuociuto al suo percorso, perchè ha bruciato le tappe e non è cresciuto come doveva col calciatore. In questo sono d’accordo con lui: avevo già detto che, secondo me, ha fatto troppo presto un salto in alto. Di conseguenza non è migliorato in alcune basilari come il posizionamento del corpo, o altre piccole cose. Questo spesso succede ai giovani, che optano per andare all’estero, a volte a parametro zero, attirati da grandi guadagni”.

Tornando al Torino, ora c’è una partita casalinga importante, quella col Verona. Che ne pensi? “Sarebbe un grave errore pensare di avere risolto tutto, e che la salvezza sia già in tasca. Dunque mi aspetto un Torino che rimanga concentrato al cento per cento. Ma credo che D’Aversa lo sappia bene”.

Concludiamo con un pensiero a una bella iniziativa dell’associazione ex Calciatori Granata: cosa accadrà? “Il 16 maggio allo stadio Olimpico Grande Torino ci sarà un grande evento in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ultimo scudetto del Torino. L’iniziativa è a cura dell’associazione ex Calciatori Granata, di cui mi onoro di far parte, e il Torino ci ha offerto collaborazione, concedendoci la disponibilità dello stadio. Organizzare senza il loro aiuto sarebbe stato molto complicato”.