Toro News Columnist Se le certezze diventano i primi dubbi

Se le certezze diventano i primi dubbi

Gianluca Sartori
Il Toro in una foto / Adams è l’unico attaccante andato in gol, ma si è fermato. I dubbi su Zapata, Simeone e Vlasic: i senatori sono quelli che stanno dando meno

Il calciomercato da poco concluso ha rivoluzionato tutti i reparti del Torino, tranne uno. L’attacco. Fa specie evidenziare che, dopo le prime cinque partite, risiedano proprio qui le preoccupazioni maggiori per quanto si è visto in campo. Sono cambiati i due portieri e i quattro laterali, in difesa sono rimasti Coco e Ismajli, a centrocampo confermati i soli Gineitis, Ilkhan e Casadei. Là davanti, invece, la società ha optato per confermare i senatori, i capitani, coloro che dovrebbero rappresentare lo zoccolo duro dal punto di vista tecnico ma anche e soprattutto sul piano caratteriale. Ebbene, per ora non è così.

Adams unica certezza, Simeone continua a non convincere

Solo Che Adams ha iniziato bene la stagione, con due bellissimi gol. E dire che lo scozzese, alla fine della scorsa stagione, era dato sul banco dei partenti. Invece rappresenta oggi l’unica vera certezza dell’attacco granata. Ed è notizia delle ultime ore la lesione muscolare che lo terrà fuori almeno per il match di Bologna. Quanto alle altre punte, c’è da riflettere. Su Giovanni Simeone avevamo espresso delle perplessità fin da subito, vedendo in campo un giocatore molto diverso, soprattutto nello spirito e nell’approccio, rispetto a quello della scorsa stagione. Perplessità che il campo - al netto del match con la Roma, in cui era acciaccato - fin qui non ha smentito e che assumono ancora più consistenza se si guarda al suo curriculum. Il Cholito, infatti, in ogni sua avventura italiana ha vissuto un calo di rendimento tra il primo e il secondo anno delle sue varie esperienze (Fiorentina, Cagliari e Napoli) quando non se n’è andato dopo una sola stagione (Genoa e Verona). Come se le sue motivazioni calassero sensibilmente non appena riesce a imporsi in un contesto.
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Zapata e Vlasic da ritrovare, dietro di loro poche certezze

Per Duvan Zapata il discorso ovviamente è diverso. Non sono le motivazioni che mancano al colombiano, il tema è piuttosto la condizione atletica che non è più quella di un tempo, vuoi per l’età non più verdissima, vuoi per i continui problemi fisici. Siamo certi che il colombiano le tenterà tutte per dimostrare di poter essere ancora protagonista, ma non può essere lui l’uomo a cui affidare le redini dell’attacco. Capitolo Nikola Vlasic, che non è un attaccante ma resta il fulcro delle trame offensive: a nostro avviso, la questione è soprattutto tattica. Le sue qualità tecniche non si possono discutere, ma al momento Abate non è ancora riuscito a valorizzarle al meglio. Se il croato sta bene, sa cambiare il volto del Toro, però fin qui non ha ancora trovato la posizione giusta in campo e la squadra non riesce a imbeccarlo tra le linee. A completare la rosa dei giocatori offensivi ci sono poi Sandro Kulenovic e Pietro Pellegri, che per motivi diversi non possono essere sicuramente i salvatori della patria: il primo per evidenti limiti tecnici, il secondo per la ben nota fragilità fisica che lo tiene di fatto fuori squadra.

Le certezze dell’estate sono diventate i dubbi dell’autunno

L’unico attaccante andato in gol è Adams, ma si è infortunato. Gli altri, fin qui, per motivi diversi marcano visita. Le scelte della società in merito – dal rinnovo di Zapata alla mancata cessione di Simeone al River Plate, passando per l’acquisto lo scorso gennaio di Kulenovic – oggi appaiono del tutto criticabili. È stato cambiato tutto meno un reparto che ad oggi è il peggiore. Certo, il contesto va considerato: il Toro è ancora un cantiere aperto, sono passate pochissime partite e Abate ha in mano il gruppo al completo solo da quindici giorni. Contro la Roma, poi, si è vista una squadra certamente viva. Però i campanelli d’allarme, riguardo l’attacco del Toro, si sentono nitidi.
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