Toro News Columnist Se... per favore non indossate più la nostra maglia

Se... per favore non indossate più la nostra maglia

Guido Regis
Uscendo dallo stadio, dopo “Torino FC” - Cagliari

Uscendo dallo stadio, dopo Torino - Cagliari il più piccolo dei cinque under 12 che avevo accompagnato in curva, con regolare biglietto da 20 euro pagato, per quanto sedicente tifoso del Milan, domanda all’altro sprovveduto papà che mi ha accompagnato in questa eroica avventura' mi compri una maglietta del Toro?' E'stato un attimo; gli altri quattro giovani eroi dal sangue granata ed il papà in questione, si sono di botto fermati, hanno fissato stupiti ma sicuri nel loro intento, il piccolo Paolo e con incredibile voce corale sono sbottati “ E no, oggi qualcosa del “Toro FC” proprio non riusciamo a comprartelo”
Se dovessimo analizzare la partita di una squadra che non porta questo nome saremmo certamente arrabbiati, delusi ma correttamente cercheremmo nuovamente delle legittime giustificazioni.
La formazione schierata in campo sostanzialmente perfetta. Stupore nello scoprire che dopo pochi minuti un giocatore che si è allenato a parte per lunghi tratti durante la settimana viene sostituito senza che si siano verificati fatti traumatici, inducendo tutti a pensare ancora una volta ad una non corretta pianificazione delle situazioni atletiche e degli infortuni. Quindi lo spreco di un opportunità per una sostituzione. Un goal regolare, formalmente correttamente annullato, per quanto in altre occasioni e per altre maglie anche nella stessa giornata ed in situazioni ben più clamorose, reti analoghe siano state concesse. L’ultima in classifica che crea un attento, cinico, a volte scorretto muro nella sua metà campo, senza riuscire mai ad uscirne, ed i nostri undici, patito un dieci minuti di scoramento per l’ennesima rete annullata, che riescono comunque a produrre gioco e occasioni nitide, purtroppo tutte neutralizzate da un inferocito portierino ex.
Chissà mai perché inferocito? Il toro che a dir suo l’aveva tradito, purtroppo non era questo, ma quello di un presidente gobbo che stava per convertirsi al tremendismo granata e che aveva costruito una squadra granata dal vivaio, con fior di giocatori che oggi militano in tante società italiane e persino in nazionale.
Anche Amoruso smarrisce il suo cinismo, ma se non altro questa volta tutti i primi quarantacinque sono giocati a buon livello. Il secondo tempo purtroppo non si entra con il dovuto piglio, si costruiscono altre azioni nitide per l’innegabile tasso tecnico superiore, ma anche Bianchi non fa più l’unica cosa che sapeva fare bene, cioè appoggiare le palle dentro la rete. Entra l’ennesimo ex. che tanto avevamo evocato durante l’estate. Esce, sempre per problemi di affaticamento muscolare, il Natali parzialmente recuperato e lo si sostituisce con Di Loreto anziché con Ogbonna. Si stira Colombo ed entra Rosina non al meglio, che non combina nulla. Ed il Cagliari che aveva colto una traversa nell’unica occasione da rete prodotta, se ne costruisce un'altra con l’ennesimo nostro ex talento migrato in altri lidi, il quale con l’aiuto del noto bradipo riflesso di Di Loreto ci infila ed esulta alla Pippo Inzaghi.
Ve beh è andata male. Siamo stati ancora una volta molto sfortunati e sprovveduti. Abbiamo prodotto un ulteriore passo avanti nella tenuta atletica. In fondo li abbiamo schiacciati e ci hanno infilato in contro piede, come in tutte le altre partite. Siamo sulla strada giusta.
Ma questa non è una squadra qualsiasi, è la squadra che veste i nostri colori granata. Rappresenta una storia unica ed irripetibile. Certo voi non avete idea di quali incredibili personalità umane compongono questa meravigliosa famiglia. Per voi è addirittura un sacrificio passare qualche ora in mezzo a noi alle nostre cene sociali, e cercate in ogni modo di evitare il contatto. Forse avete troppa paura di quello che vi aspetta qualora diventaste dei veri granata? Sareste veri uomini, con vere responsabilità a cui non ci si può sottrarre. Ma noi sappiamo cosa significa essere del Toro.
Ed allora se siamo pronti ad accettare quanto accaduto nel primo tempo, perché in perfetta sintonia con quella che è la sofferenza e l’ingiustizia atavica a cui dobbiamo essere soggiogati, ci aspettiamo però che questa volta dopo il riposo i ragazzi rientrino più “ inca**ati che mai”, più “ granata che mai ”.
Che distruggano il nuovo manto erboso e se proprio la sorte li vuole alla fine sconfitti, li veda uscire al massimo in otto, perché almeno tre si sono fatti espellere per aver mangiato letteralmente un avversario, un guardialinee e la sua bandierina.
Non è stato così. A parte le poche occasioni costruite sull’asse Diana - Abate e la rabbia isolata di Rubin che si perdeva nel nulla, lanci da calcio parrocchiale e gesti volgari da bar di periferia di un portiere “ adorato da tutti” verso alcuni della curva primavera, legittimamente delusi per l’ennesimo retropassaggio da lui respinto in malo modo. Un atteggiamento molle e progressivamente arrendevole. Forse salvi ancora Saumel che, a dispetto di commenti tecnici sinceramente incomprensibili e pagelle ingiuste, sembra l’unico nel suo piccolo ad aver inteso cosa significa essere di questa squadra.
Rosina ha fatto pochi minuti di riscaldamento toccandosi continuamente, ora la parte anteriore distale della coscia, ora il polpaccio ( chi conosce l’anatomia sa che ne l’una ne l’altro si chiamano ginocchio, ma va bene così).
Sarà stata un impressione collettiva sbagliata eppure sembrava volesse dire “non aspettatevi nulla da me, perché non sto ancora bene”.
Sta di fatto che così è stato, è come se non fosse entrato; ma allora spiega al tuo allenatore che non te la senti. Mica ti mangia?
Stellone sembrava in gran forma, ha fatto scatti dall’intervallo fino a metà del secondo tempo???!!!! Magari aveva più senso.
L’amato GDB a quanto pare non riesce ad infondere la Toritudine a questi signorini e per di più si perde d’animo, smarrisce la lucidità
(capiterebbe a chiunque per altro) e non azzecca anche questa volta le sostituzioni.
Nessuno di voi, “pedatori dei miei stivali” probabilmente leggerà questo invito, tuttavia nella pia illusione che vi giunga il messaggio vi dico e scrivo.
Siamo tutti desiderosi che facciate vedere “qualcosa da Toro” contro i pigiami.
Se uscite sconfitti ci può stare, anche se sarebbe meglio di no.
Ma se alla fine non sarete imbrattati di sangue, se l’infermeria vostra e degli altri non si riempirà di contusi (non rotti, sia ben chiaro, ma contusi come è normale che si veda in partite vere è maschie) se non vi vedremo uscire con la lingua che lucida il campo sconnesso ed arato dalla vostra strenua battaglia, ebbene, per le prossime partite fatevi allestire delle magliette grigie con scritto fosforescente, sulla schiena, il vostro ingaggio annuale e non il vostro nome. Così in seguito piloteremo i nostri fischi, più forti per quelli più alti, più deboli ma sinceri e conditi da qualche pernacchia per quelli più bassi. Ve lo dice uno che fino all’altro ieri vi ha difesi e giustificati, convinto di essere nel giusto.
Una cosa sola per favore “ evitate di indossare la nostra maglia”.
Guido Regis, Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala

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