La partita di ieri, complice le contemporanee sconfitte di Siena e Palermo, ha di fatto sancito la salvezza del nostro Toro. Cinque punti sulla terzultima a due giornate dalla fine con vantaggio in caso di arrivo a pari punti (per via della differenza reti a favore), sono un margine...
Columnist
Tifosi del Toro: diversi da tutti
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La partita di ieri, complice le contemporanee sconfitte di Siena e Palermo, ha di fatto sancito la salvezza del nostro Toro. Cinque punti sulla terzultima a due giornate dalla fine con vantaggio in caso di arrivo a pari punti (per via della differenza reti a favore), sono un margine davvero enorme.
Ci sarebbe da esultare, da essere tutto sommato rilassati, la squadra a fine partita avrebbe dovuto venire sotto la curva a prendere gli applausi, (si vedano tifosi e giocatori del Genoa...).
E invece no! Il tifoso del Toro non riesce a gioire nemmeno sta volta, non riesce, forse a ragione, ad accettare il tacito accordo che si è materializzato ieri sera in campo. Già perché anche se, ormai, è la prassi del campionato italiano, queste cose il Toro non le deve fare! Non esiste che la nostra gloriosa squadra faccia questi biscotti, a maggior ragione contro chi non ha avuto pietà di noi cinque anni fa.
Ascoltando i discorsi tra i miei pazienti dopo la partita, per una volta ho riscontrato unità di pensiero, in quanto la stragrande maggioranza di loro sentiva di aver, in qualche modo, perso qualcosa e di essere stato tradito dal Toro che nel suo immaginario è una squadra che lotta sempre e comunque fino al novantacinquesimo e che fa della grinta la sua principale caratteristica. Assistere allo spettacolo offerto ieri sera dai 22 giocatori scesi in campo avrebbe messo a dura prova la psiche del più pacifico e ottimista dei tifosi.
La differenza questa volta si è materializzata tra i tifosi del Toro e quelli delle “altre squadre”. Ne è l’emblema la diversa reazione al fischio finale: due squadre che si salvano e da una parte uno spicchio di tifosi in festa che celebra l’impresa dei suoi giocatori sventolando bandiere e dall’altra una curva che contesta aspramente intonando cori che da un bel biennio non si sentivano più.
E’ proprio questa mentalità, che spesso va oltre il risultato, a fare del tifoso del Toro un esemplare, seppur controverso, unico nel panorama calcistico.
Riccardo Agnello
(foto Dreosti)
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