Toro News Columnist Torino-Empoli: 3 dicembre 2006 versus 6 aprile 2008

Torino-Empoli: 3 dicembre 2006 versus 6 aprile 2008

Redazione Toro News

Da una settimana al C.T.O. manifesti colorati scandivano l’avvicinarsi dello storico evento. Meno sette, meno sei, meno cinque, meno quattro , meno tre, meno due, meno uno …….. persino i gobbi, forse meno galli e più “ onesti”, ( ma aspettiamo a dirlo con certezza) avvertivano l’euforia e l’emozione. Il giorno storico del centenario di una società leggendaria ed unica era arrivato. La bandiera granata sventolava sul C.T.O. più orgogliosa che mai, la gente si sorrideva , cenni d’intesa e migliaia di “ tanti auguri “ scambiati verbalmente, via mail e con sms. Sono arrivato allo stadio col mio piccolo grande mitico tifoso granata a cerimonia iniziata ed ho visto negli occhi delle migliaia di persone presenti da oltre un ‘ora, le lacrime di chi aveva gia iniziato a rivivere quell 'emozione lunga 100 anni, nonostante a presentare ci fosse un folletto divertente ed arguto quale Chiambretti. Lo stadio “Grande Torino” finalmente addobbato e sonorizzato come merita, più bello che alle Olimpiadi, ed un cerchio di maglie granata con i volti storici degli ultimi 70 anni di storia torinista a tenersi per mano attorno alla grande torta con 100 candeline. Sulle tribune le gigantografie delle leggende simboleggiavano e rendevano prorompente alla vista quella presenza sovra umana del loro spirito che tutti gia avvertivano nell’aria e nel loro cuore. Incredibile, c’erano tutti, da Valentino Mazzola a Nestor Combin, a Sattolo, a Toschi al nostro Claudio, al magnifico Pupi, persino De Biasi, tutti, tutti, tutti. C’eravamo anche noi tifosi tutti, tutti, tutti allo stadio, fuori, vicini, lontani, lassu’…… “ Dio c’è e tifa Toro”, diceva una maglietta di Fegato Granata, ma oggi non chiede più il permesso ad Agnelli. Zaccheroni non ha consentito ai ragazzi della prima squadra di sfilare, forse è stato giusto così. Non abbiamo fatto in tempo ad assorbire l’emozione che la partita, seppur in ritardo, è cominiciata. Le curve coperte da due immensi striscioni con scritto 1906 in Maratona e 2006 in Filadelfia. Ed ecco che quella strana atmosfera magica che ormai spesso siamo abituati ad avvertire è calata sul campo. Il toro non gioca bene, anche Rosina non riesce perfettamente nelle sue “ brasiliane” primizie. Dietro è la solita storia, si corrono rischi noti anche se episodici e viziati da errori arbitrali. A centro campo Diego è un leone ma che non sa impostare, Simone è lontano dal o troppo vicino al mondiale Davanti il “ solito solitario “ Stellone che si danna e magistralmente riesce almeno a cogliere l’altrettanto solito palo. Cioffi sfiora il palo di testa su due corner. Ma ci sono due che hanno una strana marcia in più, lo si vede, si chiamano Balestri e Comotto. Lo si capisce man mano che la partita va avanti, man mano che gli animi dei tifosi si insospettiscono, man mano che i soliti cambi per cercare di vincere vengono fatti e non sortiscono effetto. I due sembrano motorini instancabili in “trance”, non ci stanno a pareggiare, proprio oggi no. Ed ecco il fatto fuori da ogni logica granata. Un cross empolese dall’ala sinistra, Abbiati che si getta in un’ improbabile uscita e va “ per farfalle”, una testata comunitaria di difensori granata ed attaccanti azzurri, la palla che vola a parabola inesorabile verso la rete………….ma…… Gigi, Giorgio, Valentino, Pupi e gli altri, con i loro volti fieri, ipnotizzano arbitro e guardialinee, con il loro spirito infondono in Barone un’ inusuale intuizione ed un’ acrobatica forza. Simone si lancia in spaccata e respinge a mezz’altezza il pallone, che ha però varcato abbondantemente la linea di porta; ma ciò che più conta, le due casacche nere se ne stanno imbambolate a rimirare le leggende e quando si risvegliano per l’urlo dei tifosi Empolesi esultanti, si guardano straniti e negano quanto avvenuto e non doveva avvenire, li, in quel giorno, con quegli uomini, con quel secolo di leggenda che non poteva essere violato. Per qualche istante tutti ci siamo detti dentro “ regalo troppo grande, tra poco ci fischia un rigore contro ed espelle 10 dei nostri” ma in pochi attimi questa sensazione di punizione dovuta ed imminente si è volatilizzata. I tifosi dell’ empoli ci urlano “ come la Juve , voi siete come la Juve”, ma noi sappiamo che non è così: il denaro , la corruzione, la sete di potere qui non c’entrano nulla. Qui c’è solo la leggenda che annichilisce ogni decisione umana, giusta o sbagliata che sia. Oggi nulla deve impedire che si compia ciò che è scritto. Ed allora il “ capitano” in campo, anch’egli usurpato della fascia, si rigetta in attacco a tempo quasi scaduto. Prova la solita incursione ma non ci riesce, palla respinta, la riacchiappa il Simone dell’acrobazia salva risultato, gliela ricede allungandosi sulla destra per ricevere lo scambio e portandosi dietro due difensori. Ed allora il Gian Luca granata sente che è il momento di osare l’inosabile, cambia direzione, si accentra alla Rosina, scavalca di poco un avversario e con il suo piede “sbagliato” da fuori area produce una cannonata ……. Abbiamo ammirato come al rallentatore quel pallone scagliato da Giorgio, Gigi, Valentino, Pupi entrati in Gian Luca. A metà strada sapevamo dove finiva, alla fine della corsa ha gonfiato imparabile la rete all’angolo alto a sinistra, ed i nostri cuori di gioia. Un urlo e le braccia esultanti rivolte al cielo oggi più che mai. Si è completata in un attimo l’emozione lunga 100 anni.

Se volete che vi racconti della cena di Gala a cui, pagando profumatamente, i presidenti e vice presidenti di vari club hanno partecipato con giocatori di ieri e di oggi, personaggi illustri e meno illustri del popolo granata, scrivetemelo. Lo farò. E’ stata bellissima, per carità, ho fatto una foto con PUPI e la pubblicherò. Ma la storia granata si scrive sul campo quando siamo tutti li insieme a soffrire per vincere, non nelle cene di gala. Noi “ non siamo come la Juve” ne mai lo saremo. Le partite non le truccheremo mai. Sarà qualcuno lassù che ogni tanto e speriamo sempre più spesso, provvederà a restituirci quanto in questo secolo ci è stato rubato, e a lasciarci quanto di leggendario ci siamo conquistati.

GRANATA DA SEMPRE e PER SEMPRE “

Domenica Comottino non ci sarà. Anche questa volta sarebbe stato “usurpato” della fascia di capitano come in quell’incontro che ha già sapore di leggenda pur essendo stato giocato da poco più di un anno.
Lui però in quel giorno è entrato definitivamente e a buon diritto nella leggenda della storia granata e ne è consapevole.
Lui, a differenza degli altri, potrà ancora contribuire sul campo, se lo vorrà, nel far proseguire questa travagliata ma meravigliosa storia granata.
Intanto domenica, sono certo, seguirà la partita in televisione da Roma, se non sarà ancora tornato, o magari dagli spalti in tribuna, e potrà temporaneamente unire il suo “ Karma positivo” a quello di - Luciano ("Giaguaro"), Nello, Roberto("Faina"), Patrizio, Roberto, Vittorio("Caporalbauer"), Claudio (il "Poeta del Gol"), Eraldo, Francesco ("Ciccio"), Renato ("Zac"), Paolo ("Puliciclone”), Valentino, Gigi, Giorgio - per infondere ai suoi compagni quella “ forza cosmica “ che gli ha consentito il 3 dicembre 2006 di produrre con il suo piede sinistro uno delle più belle reti della storia del Toro.
Se accadrà poi con il suo giovane e promettente sostituto, “ Mottino” , sarà davvero un incredibile segno del destino.