Toro News Columnist Toro, non devi dipendere così tanto dal gallo!
Columnist

Toro, non devi dipendere così tanto dal gallo!

Riccardo Agnello
Lo psicologo granata / E' giusto essere contenti per la vittoria contro il Palermo ma va sottolineato che da troppo tempo, questo Toro pare totalmente dipendente da Andrea Belotti

[REVIVE al momento non ha un sdk per amp, che si fa? lo lasciamo fuori? va per forza inserito con un iframe? è obbligatorio?]

La vittoria col Palermo è arrivata al termine di una partita che sembrava davvero stregata. Nonostante l'enorme mole di gioco e di occasioni prodotte dai ragazzi la palla non voleva proprio saperne di entrare: un tiro a lato di pochi centimetri, la mano del portiere, il piede di un difensore, insomma c'era sempre qualcosa che proteggeva lo  0-1 per i rosa-nero. Ad un certo punto sugli spalti regnava la rassegnazione ad una sconfitta tanto immeritata quanto avvilente. E invece no, perché il Toro ha in squadra uno dei 3 o 4 attaccanti più forti al mondo e da solo ha ribaltato la situazione con una prova di forza che nessuno in serie A ha mai dimostrato (risulta infatti una delle triplette più veloci della storia) e ha fatto toccare con mano al suo ex presidente quanto quei 7 milioni sborsati da Cairo non siano poi così tanti come lui sostiene.

TURIN, ITALY - MARCH 05: Andrea Belotti of FC Torino celebrates victory at the end of the Serie A match between FC Torino and US Citta di Palermo at Stadio Olimpico di Torino on March 5, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Sicuramente è giusto essere contenti per la vittoria e per la crescita esponenziale di un giocatore ma, di contro, va sottolineato che da troppo tempo, ormai, questo Toro pare totalmente e incondizionatamente dipendente da Andrea Belotti; questo non è sintomo di grande salute. Guardando le partite sembra quasi che i compagni di squadra si affidino psicologicamente al Gallo, come se fosse l'unico in grado di buttarla dentro e come se nessuno di loro si ricordasse come si spinge la palla al di là della linea di porta. La partita di domenica è stata l'esempio più lampante di questa situazione mentale che attanaglia la squadra: praticamente ogni azione offensiva tendeva ad indirizzare a lui la palla; per carità, è giusto sfruttare una tale potenza offensiva, ci mancherebbe, ma non può e non deve diventare l'unica soluzione e spiegarne i motivi risulta persino superfluo (non mi riferisco alle questioni di mercato).

Da qui a fine campionato mister Sinisa dovrà soffermarsi a lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori facendo loro capire che sono un gruppo forte, non un'entità anonima con Belotti. I dati sono abbastanza eloquenti, basta vedere quanti gol la squadra ha fatto quando è orfana del suo fenomeno. Ci sono ancora 11 partite nelle quali i ragazzi avranno occasione di dimostrare che si possono ottenere dei bei risultati anche se il Gallo non canta perché magari non è in giornata e questo capiterà sicuramente dato che, anche se non sembra, Andrea Belotti è, a tutti gli effetti un essere umano.

[Qua sotto c'è apester non renderizza per via del dominio? proviamo in produzione]


Laureato in Economia, gestisco un negozio di caffè che trasformo clandestinamente in uno studio in cui esercito la professione di psicologo dedicato ai miei compagni di tifo; 30 anni, da 24 abbonato in maratona ho imparato a comprendere il comportamento di ogni singolo fenotipo di tifoso del Toro e mi diverto ad analizzarlo. Al quinto anno sulle colonne di TN, ecco a voi lo Psicologo del Toro!