Toro News Columnist Toro, una grande squadra ha sempre un uomo simbolo

Toro, una grande squadra ha sempre un uomo simbolo

Guido Regis
di Guido Regis

Torino, 28 Luglio '09 Ho conosciuto Alessandro Rosina di persona quando fu scelto per sedersi al nostro tavolo la Cena del centenario. Un ragazzino come tanti, piombato nella popolarità per le sue discrete doti pallonare. Poche parole mi lasciarono nel dubbio se fosse un ragazzo timido un po’ spaesato, incapace di gestire il momento e con la necessità di tempo e scuola per crescere come uomo o un presuntuoso senza speranza che nascondesse con difficoltà il fastidio di essere costretto a cenare con “vecchi bacucchi” meno adoranti rispetto a qualche giovane pulzella. Il dubbio è rimasto tale. Probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Il mio giudizio tecnico nei suoi confronti è stato altrettanto controverso. La convinzione che fosse un talento che poteva raggiungere anche livelli eccelsi persino da trascinatore, come si era intravisto in più di una occasione all’inizio della sua storia Granata, si è infranta progressivamente contro il muro delle sue sempre più grigie prestazioni ed infelici esternazioni ( alcune anche lungimiranti e vere come all’inizio dell’ultimo campionato, ma inopportunamente espresse ai giornali voraci di notizie destabilizzanti ) spesso chiaramente non sue ma gestite o mal gestite a tavolino da chi lo consiglia e probabilmente sfrutta. Ho anche avuto modo, più recentemente, di arrabbiarmi seriamente per uno sgarbo personale non da poco, che non ho pubblicizzato solo perché anche in quest’occasione sono stato assalito dal dubbio che nel confezionarlo fossero concorsi come sempre fattori in parte esterni a lui. Sta di fatto che ancora ora non riesco a stare dalla parte di coloro che per quattro anni mi hanno martellato dicendo che è un bluff, che era un danno per il Toro, che era meglio scambiarlo con Vucinic, che è un affare averlo ceduto etc. etc. Contemporaneamente non sono convinto che la sua permanenza al Toro avrebbe sicuramente regalato ai tifosi la rinascita di questo giovane furetto pelato, e la definitiva consacrazione a uomo simbolo del Toro. Ma un po’ di certezze come sempre le ho e nascono dai dati che per me, come mi auguro per tutte le persone intelligenti, non possono essere discussi ed interpretati, anche se troppo spesso a questo mondo nonché in questa tifoseria, c’è qualcuno che si ostina a farlo scagliandosi presuntuosamente contro chi li sottolinea. Rosina va a guadagnare molto di più, e probabilmente giocherà anche in una competizione internazionale. Questo per lui non può che essere un fatto positivo. In un calcio mercenario, come sanno, scrivono e dicono tutti, sottolineo tutti, per certi versi più simile al wrestling che ad uno sport, le squadre più blasonate e che vincono tanto, hanno ancora un uomo simbolo, una o più bandiere. Il Milan ha Maldini, e a seguire i Pirlo, i Seadorf ( ricordate come molti anni fa sono stati lasciati andare come se fossero quasi dei brocchi dall’Inter?), gli Ambrosini, gli Inzaghi. La Giuva ha il passero uliveto e a seguire la Seredova, il biondo rachitico ma duro come il cemento( ora pensionato), il pugile toscano etc. etc. L’Inter ha Zanetti, Cordova, Toldo etc. La Roma ha Totti e a seguire i De Rossi, i Perrotta e via di questo passo. Una grande squadra si costruisce su uomini simbolo che possono essere acquistati già con doti da leader ma che devono poi essere messi nella condizione di esercitare il loro carisma, oppure che vengono coltivati da giovani più spesso nei vivai. Questo Toro non ha superati i cent’anni di vita, come ci ostiniamo a credere, ma è un Toro neonato di quattro anni, con un presidente neofita e probabilmente un po’ presuntuoso. Gli uomini simbolo dovevano essere trovati nella compagine che ci ha portati immediatamente in A il primo anno, piuttosto che nei rientri di sicura fede granata. Gli elementi c’erano, si sono proposti, e li abbiamo bruciati, divorati e dispersi. Brevi, Muzzi, Comotto ed ora Rosina. Alessandro aveva alcuni connotati ed alcune doti che si confacevano al progetto, ed era la società che doveva gestirlo, consigliarlo, proteggerlo, appoggiarlo perché nel tempo potesse assumere tutte quelle caratteristiche che contraddistinguono un uomo simbolo. Non è stato così, altro dato di fatto indiscutibile, e gli sfottò di pochi tifosi notoriamente saccenti, quasi sempre polemici senza costrutto, nonché le contestazioni indirizzate ad arte nei suoi confronti, sono state utilizzate per permettere che Rosinaldo diventasse un mercenario qualunque, capro espiatorio di un fallimento non suo. Ora il capitano è Di Michele….se il buon giorno si vede dal mattino?!. E’ vero che questa squadra, anche senza Rosina, Dzemaili e Bianchi, non può non ammazzare il campionato di B anche fosse allenata da Lino Banfi e capitanata da Chiambretti, ma è altrettanto vero che se si vuole ricostruire il Toro senza una bandiera in cui scorra indiscutibilmente sangue granata, al limite trasfuso, difficilmente si andrà lontano. Staremo a vedere. Concludo salutando con rammarico anch’io una compagna di viaggio di Toro News che non ho mai conosciuto, se non attraverso qualche e. mail ed i suoi bellissimi articoli. Ho sempre avuto il dubbio che dietro al suo nome si nasconda uno pseudonimo. I suoi articoli sono stati e spero saranno anche in un futuro prossimo, spaventosamente tecnici, preparati ma soprattutto intrisi di un granatismo che pare secolare. In sostanza ho pensato che magari in realtà sia un saggio sessantenne di nome “ Luciano Fabioli”. Probabilmente è l’orgoglio maschile che non può accettare di essere superato da una donna, tra l’altro apparentemente poco più che ventenne. Grazie Fabiola anche per l’ultimo tuo articolo, dove ribadisci decine di concetti che anche io “sponsorizzo” da tempo primo tra tutti l’invito per certi tifosi granata a fare un “ semplice passo verso gli altri”. Come te sono convinto che proprio perché il Toro siamo noi, questa sia la chiave per indirizzare meno faticosamente questo come futuri presidenti verso la strada giusta. “Forza Toro al di la del tempo e dello spazio”.

presidente Toro Club CTO C. Sala

Caricamento raccomandazioni...