Tre piccoli giganteschi granata
Le elementari sono finite e la scuola media appena iniziata ha separato in parte, anche tra lacrime composte di grandi e fieri ometti, i piccoli grandi amici che avevano condiviso cinque anni della loro vita. Ma a dispetto del tradizionale agire umano che vede in breve sopirsi il ricordo di un amicizia al presentarsi di nuovi orizzonti, il gruppo granata (e non solo) della 5a B continua a telefonarsi, messaggiarsi, vedersi, legato da un esperienza scolastica unica e da una fede granata da anni 40. Venerdì, appena rientrato da una lunga trasferta congressuale, mi viene domandato dal mio ometto granata se riesco a trovare quattro biglietti di Toro – Lazio per andare allo stadio con i suoi due amici di fede. Anche se gli accordi erano diversi (“ prendo Sky ma niente abbonamento e stadio quasi zero”), l’idea di portare i tre eroici tifosi anni 40, nati alle soglie del 2000, tutti insieme allo stadio mi affascina oltre a mettermi l’ansia. E’ difficile spiegare all’ometto che papà, per quanto abbia studiato sottoponendosi a molte privazioni (lavorando part-time) per trent’anni, ed oggi si impegni per esercitare al top la sua professione di medico, guadagni poco più del doppio di un operaio. E’ difficile dirgli che, per quanto impieghi molto tempo libero a fare il presidente di un toro club e sostenga la società con attività gratuite, frutto solo di un senso di appartenenza che va al di la di ogni interesse, non è un “VIP” e non ha accessi privilegiati o gratuiti allo stadio. E’ difficile confessargli che Lo Tito con tutti i suoi bei soldini siederà gratuitamente in tribuna d’onore, e non sarà l’unico. Se per un caso del tutto ipotetico anche un gobbo tipo Lapo decidesse di assistere, troverebbe nel presidente o nel suo staff dirigenziale certamente tutta la disponibilità ad accoglierlo anche nel parcheggio interno allo stadio. Ma il suo papà non ha il coraggio di chiedere, anche perché mal sopporterebbe un rifiuto, ed allora prova a pensare se c’è una via per non farsi impiccare, va sul sito del Toro FC, guarda i prezzi dei tagliandi, pensa se è il caso di portare i piccoli in curva, per nulla convinto domanda a qualche fratello telefonicamente se è a conoscenza dell’opportunità di qualche biglietto, rassicurato sulla possibilità di acquistarli in Primavera ne parla con la moglie che lo stronca “giustamente”, torna sul sito e si rende conto che in fondo i ridotti nei distinti per i bambini costano “solo“ 20 euro anziché i 25 delle curve ed andando li alla fine complessivamente si pagano solo 5 euro in più…….. “ Papà, ho sentito Antonio e Paolo. Domani vengono qui, così ci vediamo la partita insieme su Sky. Non ti arrovellare per i biglietti. Noi abbiamo già pagato, e loro non spendono. La vita è dura per tutti quelli onesti, lo sai bene. Magari ci provi per il derby. OK? ” Non so se saltare di gioia o di rabbia ma prevale la gioia per aver generato un mostro di saggezza. Per inciso anche uno dei suoi due amici è figlio di un medico ospedaliero piuttosto in gamba, ligio alle regole e, come me, disgustato dall’evasione fiscale ( unico strumento moderno, oltre al furto e lo sfruttamento, per arricchirsi e diventare “VIP” ); anche lui che non riesce, pur potendo, a speculare “privatamente” sulle malattie vere o presunte dei pazienti, in sostanza quasi una mia fotocopia, un “ babbione idealista vero granata” che a 50 anni si interroga se ha fatto la scelta giusta o se era meglio vendere patate al mercato (con tutto il legittimo rispetto per il mercante di orto – frutta). Domenica mattina fervono i preparativi per allestire il saloncino dove c’è il 46 pollici di cui ho finalmente ottenuto il legittimo possesso dopo 24 rate. Vengono trasferite sciarpe, cappellini, bandiere, gagliardetti, magliette e quant’altro. Sul tavolo compare il “subbuteo”: si giocherà certamente un triangolare tra piccoli amici, pre, durante e post Toro – Lazio. Arrivano i piccoli giganteschi gemelli granata. Saluti, abbracci, “dammi il cinque”, come va nella nuova scuola, giochiamo alla play, giochiamo al subbuteo, ti racconto dei miei nuovi compagni, dei miei nuovi insegnanti, togata di qua, togata di la……….……..ore 15,00 non ti racconto più nulla, non giochiamo più a nulla, ora ci si dedica all’unica cosa che non cambierà mai nelle loro menti e nei loro cuori: IL TORO. La formazione schierata da De Biasi è perfetta, prevediamo un partitone ed in pochi secondi ne abbiamo la conferma. Pressing, movimento, gioco veloce coordinato dalla saggezza centrale di Corini e dai movimenti tempestivi di Dzemaili e Saumel, dalle sponde e scatti di Bianchi ed Abbruscato, dai dribling eccezionali di Abate, e dagli inserimenti sulle fasce di Rubin e Colombo. La Lazio non esiste, aggredita e frastornata. In difesa perfetti a chiudere ogni iniziativa, raddoppiando con i centrocampisti sui due attaccanti. Su un lancio di Corini, Abate raccogli in area e mette al centro ma nessuno raggiunge la palla. Punizione di Corini e netto rigore contemporaneo su Pratali e Bianchi, sotto gli occhi dell’arbitro che finge di non vedere. Sponda di Bianchi per Abbruscato che si aggiusta la palla e calcia al volo di poco alto. Gava distribuisce ammonizioni ma in modo assai discutibile, non completandole con il rosso quando lo stesso ostruzionismo già punito a Pandev e Zarate si ripete senza pudore. Nessuna azione della Lazio fino al trentesimo quando su una serie di fortuiti rimpalli, viziati anche da un fallo di Mauri e da un “passaggio” involontario del solito Di Loreto, Pandev incredulo ruba il gol del vantaggio. Che dire, i ragazzi non si arrendono, i piccoli grandi granata sono consapevoli di quanto è accaduto. Nettamente più forti e belli ma soccombenti. Ricomincia il forcing e non finisce fino al quarantottesimo. Manco a dirlo prendiamo una traversa con Abbruscato e sbagliamo un gol fatto con Saumel che calcia ancora di poco alto, solo davanti al portiere. Finisce il primo tempo con un assolutamente bugiardo vantaggio di una bruttissima Lazio contro un bel Toro. Luca Marchegiani, che commenta la partita, parla di squadre che si sono equivalse, affermando che il pareggio sarebbe stato più giusto….i piccoli granata ridono esclamando in coro“ equivalse?...ma che partita ha visto”. Continuerà il fato a consentire che si compia l’ennesima vergognosa ingiustizia calcistica contro la nostra amata squadra? Riprende la partita. Toro ancora buono, a tratti eccezionale, Lazio sempre inesistente, commenti televisivi di chi diplomaticamente dimostra di non guardare la partita con gli occhi della verità. Ma il destino non cambia. Uno dei consueti errori grossolani di Di Loreto fa scattare una ripartenza che si conclude con un palo. Entra Amoruso, occasione spaventosa sotto porta ma anche questa volta niente gol. Poi, al solito, un tiro della domenica di Zarate da fuori area si insacca all’angolino in alto a sinistra dell’incolpevole Sereni. Si completa l’ennesimo furto ai danni del Toro. I piccoli eroi granata sono sempre più consapevoli dell’ingiustizia ma non ne fanno un dramma, il Toro ha giocato e anche bene. I cambi operati da GDB sbilanciano spaventosamente in avanti e a questo punto la Lazio inizia a giochicchiare e ad avere occasioni vere e costruite come mai in tutta la partita. Buffa l’espulsione di Sereni ed il rigore con Ventola in porta. Zero a tre. I commentatori iniziano a dire che la punizione per il Toro è troppo pesante ma noi sappiamo che in realtà sono eccessivi i regali per la nuova “ piovretta” del calcio Italiano. Pratali espulso. Rigore inutile al Toro (bastava dare quello giusto nel primo tempo e commentavamo, forse, una partita più vera ed onesta). Sempre più “buffamente”, nel tentativo di dimostrare un grande “rigore” nell’interpretazione dei regolamenti, Gava lo fa ripetere due volte a Nic Amoruso che segna in entrambe le occasioni. Uno a tre e la partita finisce con GDB legittimamente imbufalito. Non sappiamo se Lo Tito ha anche “rubacchiato” il biglietto in tribuna con il placet di Cairo ma io sono contento di non aver speso altri preziosi e sudati euro per vedere dal vivo questo vergognoso spettacolo. L’unica consolazione è la salute della nostra squadra, l’impegno, il bel gioco. I risultati verranno, se la malasorte e gli arbitri smetteranno di farla ancora da protagonisti. I tre piccoli giganteschi granata non si scompongono e vanno a giocare al calcio, quello vero, in giardino. Più tardi termineranno la partita di subbuteo. Domenica si prepareranno per vedere un altro match del loro Toro rimaneggiato, con la speranza che prima o poi vinca veramente il migliore. Loro hanno la coscienza a posto, tifano per una squadra pulita e sanno che i genitori il fisco non lo evadono.
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