Ve li ricordate tutti i nostri nuovi acquisti? Davvero?
Voi ci avete capito qualcosa di questi ultimi concitati giorni del mercato granata? Io ben poco. Un sacco di gente nuova, qualche inatteso ritorno. Non ci si è annoiati, quest'anno; non per le emozioni agonistiche che, per il momento, latitano, ma per questo sovrabbondante contorno a base di new entry.
Belghali, Patterson, Mandragora e Bragança, uno dietro l'altro in poche ore: nemmeno il tempo di prendere informazioni sul nuovo arrivato, di chiedersi se sarà lui l'uomo del destino, il fautore dell'agognato riscatto, che se ne presenta un altro. Tanta gente tutta insieme, come nelle code davanti al banco gastronomia del supermercato.
Anni fa, su ogni nuovo innesto avevi modo di fantasticare, potevi illuderti per poi essere scornato. Adesso non c'è il tempo materiale: ci sono tanti di quei nomi, tante di quelle nazionalità, tante di quelle squadre di provenienza che sono quasi sicuro di essermi già scordato di almeno un paio di neogiocatori. Quando li vedrò in campo mi strapperanno uno stupito: "E questo chi è?".
C'è stata la notte, quella dopo il gong di chiusura del calciomercato, che di solito serviva per fare mente locale. Poi, quando i nuovi pezzi del puzzle granata cominciavano a quadrare nella mente, ecco che ricompare Rodrìguez, che, peraltro, ci serviva come il pane e per fortuna si è materializzato a dare un senso compiuto al rompicapo.
In mezzo a ciò, una partita di Coppa Italia talmente disastrosa da sembrare una candid camera, come se, all'ennesimo passaggio sbagliato, dovesse sbucare fuori qualcuno a informarti che era tutta una burla. Non si trattava di una burla, ahimé; speriamo caldamente che la squadra scesa in campo contro il Monza fosse un prototipo che non rivedremo.
Scherzi a parte, adesso i pezzi per schierare una formazione adeguata sembrano esserci: qualche scommessa, un paio di sicurezze e un tentativo di progetto da portare avanti, a costo di prendere i dolorosi sganassoni che questo inizio di stagione ci sta assestando senza pietà.
Se la macchina inizierà a girare, potremo toglierci qualche soddisfazione. Già, mai come quest'anno il "se" è d'obbligo.
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