Torino-Monza 0-1, Abate in conferenza: "3-5-2? Prima devo conoscere i nuovi"
Al termine del match valevole dei sedicesimi di Coppa Italia, vinto per 0-1 dal Monza di Ivan Juric, interverrà in sala conferenze dello Stadio Olimpico Grande Torino il tecnico granata Ignazio Abate.
Che analisi fai della partita. E' un passo indietro?
"Da un certo punto di vista sì, da altri punti di vista no. Siamo delusi dal risultato, siamo delusi per non aver passato il turno, siamo delusi per la nostra gente. La squadra ha avuto un bell’approccio nei primi 25 minuti, ha avuto due palle gol, ha avuto tante palle inattive e poi ci ha dato indicazioni importanti. Quando la partita inizia a cambiare, quando ci sono momenti di sofferenza, siamo fragili, non avvertiamo il pericolo e dobbiamo diventare squadra. Questo è quello che è successo anche nelle prime giornate di campionato. Poi il secondo tempo è stato diverso, i nostri giocatori volevano recuperare il risultato, giocavano in fretta, ci allungavamo. E lì la squadra ha avuto spirito per rimanere in piedi, anche se la prestazione è stata insufficiente, questa è la verità. Quindi ci sono indicazioni anche dal punto di vista tattico, perché in questo momento dobbiamo tracciare una strada e capire le caratteristiche dei giocatori. Forse c’è troppo dispendio di energie per quanto riguarda la fase difensiva. C’è da trovare molta più solidità, perché la nostra crescita passerà solo ed esclusivamente da una fase difensiva di un livello diverso".
Cosa manca a questa squadra per diventare squadra?
"Per quanto riguarda la costruzione dal basso, oggi non c’era la costruzione dal basso perché giocavamo contro una squadra uomo contro uomo. L’uomo libero era il portiere, cercava di scavalcare il campo e andare a mettere la palla sulla linea di rigore. Molto spesso riuscivamo a ritrovare Ismajli dove aveva vantaggio e la squadra credo si sia relazionata bene nella prima fase di costruzione. Poi c’è il gioco diretto, dove ne abbiamo vinte troppo poche di seconde palle, perché questa è una partita di duelli: chi vince più seconde palle riesce maggiormente a sviluppare il gioco nella trequarti di campo. Devo dire che per 25 minuti i ragazzi l’hanno fatto bene, poi non abbiamo più trovato le distanze giuste per continuare ad avere quei benefici. Il mercato è finalmente finito.
Soddisfatto del mercato?
"Come potete immaginare, non è stato un mese semplice. Abbiamo avuto tante situazioni un po’ borderline e fino a oggi pomeriggio la società ha dato una bella accelerata nel finale. Finalmente da domani sappiamo chi siamo, abbiamo molte più certezze. Il lavoro e la strada saranno lunghi e tortuosi. Dobbiamo creare un’identità sia di gioco sia di squadra, avere troppe certezze e soprattutto spirito, perché in questo sport, al di là della tattica, entra in campo sempre l’anima del gruppo. Da domani, anche se siamo un po’ in ritardo, dovremo dare una bella accelerata. Starà a me e al mio staff. Sono contento di trovare i nuovi acquisti domani".
Alla luce dei nuovi innesti si cambierà con il 3-5-2?
"Il modulo? Adesso bisogna toccare con mano i nuovi ragazzi che arriveranno. Sicuramenteè un’opzione. Fortini invece nasce a piede invertito e lo vedo a sinistra".
Che ne pensi di Mandragora e Bragança?
"Mandragora è un giocatore di spessore, è carismatico, conosce bene il campionato italiano, conosce bene la piazza, ha fatto benissimo qui. Per me è un acquisto importantissimo. Bragança è un giocatore di talento, di grandissima qualità. Ha giocato sia in mediana che in [incomprensibile], ha fatto molto di più la mezzala. Dobbiamo cercare di farli coesistere, ma soprattutto di trovare un equilibrio di squadra in fase difensiva. Questo è l’aspetto principale. Dobbiamo capire su che altezza andare a mordere per avere meno dispendio di energie, perché ho la sensazione che la squadra non riesca a trovare un equilibrio. Ti porta a una pressione ultra-offensiva e questo è sicuramente un punto su cui ragionare bene".
Sei preoccupato?
"La partita, per come finisce nell’ultima mezz’ora, ti lascia sempre una sensazione. Noi con il Milan non abbiamo fatto un bel primo tempo, invece la squadra ha fatto benissimo gli ultimi 25 minuti e ci ha lasciato delle sensazioni. Oggi per me la squadra ha fatto per mezz’ora la partita che doveva fare, perché era una partita uomo contro uomo, dove non si poteva attirare l’avversario, non si poteva rischiare di giocare al limite della propria area. Era molto più un gioco diretto. Soffrono la profondità, cercavi di farli abbassare e dovevi vincere molte più seconde palle. Quello che ci è riuscito nella prima mezz’ora è quello che poi non ci è riuscito più nei restanti 60 minuti Si sono allungate le distanze, non avevamo più lucidità per fare una giocata, era una transizione continua e noi non possiamo accettarlo. Nel secondo tempo è rientrato Zapata e son contento. Luongo e Oristanio hanno fatto un buonissimo primo tempo. Abbiamo bisogno di trovare delle certezze”.
C'’è una squadra che non ha quello spirito sul quale tu dal primo giorno hai lavorato. Questa cosa ti preoccupa? Immagino che ti aspettassi delle difficoltà.
"Il calcio è uguale sia in Serie C, sia in Serie B, sia in Serie A. Il gruppo fa la differenza. Ovviamente ci sono delle qualità tecniche, fisiche, morali, però noi abbiamo lavorato due mesi in modo non completo, con gente in situazioni un po’ borderline sul mercato. Adesso è finito e da domani c’è da indicare la strada. I ragazzi che sono stati coinvolti hanno lavorato sempre a testa bassa, con grande professionalità, dandoci dentro. La società ha messo a disposizione altri giocatori che ci serviranno sicuramente, perché abbiamo rinforzato le fasce. Adesso dobbiamo trovare l’abito esatto, ma oltre all’aspetto mentale e all’amalgama, il gruppo è un aspetto importante. Poi dobbiamo fare delle riflessioni dal punto di vista tattico, perché se no punti se ne fanno pochi, questa è la verità. Dobbiamo trovare una solidità difensiva. Starà a me trovare la strada giusta: se c’è da abbassarsi di dieci metri, si farà. Poi le cose sono anche momentanee, magari sono periodi: magari ti abbassi di dieci metri per un mese e poi piano piano cerchi di rialzarti. Ma nei momenti della partita bisogna diventare più sporchi, bisogna avvertire il pericolo. Perché oggi nel primo tempo non penso che, se fosse finito 0-0, avremmo rubato qualcosa, o se fossimo andati in vantaggio nella prima mezz’ora. Dovevi far passare quei dieci minuti. Invece noi per cinque minuti abbiamo avuto la palla al limite dell’area in modo semplice, come se fosse la normalità. È quello il vero problema su cui dobbiamo lavorare. Starà a me capire perché non copriamo quella palla in tutti quei cinque minuti, se c’è stato un dispendio di energie negli altri 40 continuando a mordere oppure perché non avvertiamo il pericolo. Questi sono aspetti di campo da migliorare e sono fondamentali, perché prendere un gol in meno ti porta un punto in più in classifica, tre punti in più. Anche perché poi magari l’episodio finale lo avremmo trovato, Poi pareggi la partita al novantesimo o al novantatreesimo e cambia la storia e cambiano i giudizi. Questo non giustifica il fatto che oggi siamo arrabbiati, siamo delusi per i nostri tifosi, per non aver passato il turno e per non aver fatto un secondo tempo di un livello diverso".
Il Toro ha chiuso con 63 gol subiti. Aspetti un difensore tra gli svincolati. Chi preferisci?
“I nomi non li faccio, Sicuramente abbiamo la necessità di un braccetto sinistro e la società ci sta lavorando”
Tra le ipotesi c’è la difesa a quattro?
"Si gioca a cinque quando non hai gli esterni d'attacco. Si può giocare a quattro quando si hanno gli esterni d'attacco. Ma per noi non è un aspetto di modulo, bisogna leggere i momenti che trovi. Potremmo giocare a quattro contro squadre che giocano a quattro, potremmo giocare a cinque contro squadre che giocano a cinque. Noi dobbiamo trovare la solidità difensiva, questo è l’aspetto. Dobbiamo capire l’altezza, che è un aspetto importante. Ma non dimentichiamoci che siamo anche in una fase in cui abbiamo dato spazio a tanti ragazzi che non avevano trovato spazio e minutaggio nelle prime giornate. Dovevo far recuperare qualche ragazzo. Nel percorso, da fuori, non è che giudicate, ma non potete sapere tutto quello che succede all’interno. Quindi non abbiamo bisogno di fare dei giri a vuoto, ma in questo momento non mi sento di vedere tutto negativo. Oggi i ragazzi, nonostante le difficoltà, nonostante non ci fossero le distanze giuste, nonostante tutto, hanno corso come disperati. Questo è un aspetto molto importante. Erano dispiaciuti e devo dire che anche nell’ultima settimana ho cominciato a respirare qualcosa di diverso. I nuovi acquisti ci porteranno entusiasmo, abbiamo alzato il livello tecnico con i nuovi acquisti, sono arrivati con grande entusiasmo. Abbiamo tutto per migliorare e vedere il lato positivo. Nel calcio le chiacchiere stanno a zero: c’è da lavorare, c’è da perseverare. Prima o poi la ruota gira. Però noi abbiamo bisogno di tutti, abbiamo bisogno di voi che siete i primi tifosi. Abbiamo bisogno della nostra gente, che ringrazio perché oggi ha incitato per 95 minuti e poi giustamente ha fischiato alla fine. Perché noi ci aspettiamo di più da noi stessi. Quindi lavoriamo a testa bassa per regalarci delle soddisfazioni, a noi stessi, alla nostra gente e poi a voi che siete i primi tifosi. Con positività andiamo avanti. Adesso c’è da recuperare le energie e pensare di andare a fare risultato a Firenze, perché è nelle nostre corde".
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