Toro News Giovanili Asta: 'A Cesena sarà una finale'
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Asta: 'A Cesena sarà una finale'

Federico Floris
Gli Allievi Nazionali sono molto probabilmente la squadra del settore giovanile granata che nel corso dell’intera stagione ha messo in mostra il miglior potenziale ed ha raccolto, di conseguenza, risultati più che soddisfacenti. I ragazzi di Antonino Asta si trovano ora al bivio del proprio campionato: superata la fase a gironi sono impegnati nel doppio confronto col Cesena valevole per i sedicesimi di finale. L’andata...

Gli Allievi Nazionali sono molto probabilmente la squadra del settore giovanile granata che nel corso dell’intera stagione ha messo in mostra il miglior potenziale ed ha raccolto, di conseguenza, risultati più che soddisfacenti. I ragazzi di Antonino Asta si trovano ora al bivio del proprio campionato: superata la fase a gironi sono impegnati nel doppio confronto col Cesena valevole per i sedicesimi di finale. L’andata disputata in casa è finita 1-1, un risultato che obbliga i granata ad andare in Romagna domenica prossima per vincere o pareggiare con due o più reti segnate.
Abbiamo fatto il punto della situazione proprio insieme all’allenatore ed ex capitano del Toro.

Antonino Asta, le sue sensazioni a freddo dopo il pari interno con il Cesena.
Non è stata una delle nostre migliori partite ma abbiamo creato comunque tantissimo e sbagliato altrettanto sottoporta. Il risultato dell’andata non è molto buono, ci obbliga a vincere o pareggiare con tante reti. Domenica scorsa abbiamo sfiorato tante volte la segnatura e poi nel finale loro hanno insaccato l’1-1 nell’unico tiro verso la nostra porta. Dobbiamo migliorare sotto certi aspetti ma la squadra è comunque da elogiare perla stagione che sta disputando, al di spora delle mie aspettative iniziali.

Il suo stato d’animo in vista del ritorno?
Sono fiducioso. Abbiamo dimostrato di essere più forti anche se il risultato un po’ ci condanna. Servirà più concretezza in zona gol, cercando di trasformare tutte quelle azioni che nell’andate sono sfumate di un soffio. Comunque abbiamo rotto il ghiaccio con partite di questo tipo ed ora siamo concentrati solo su domenica prossima. Dimentichiamoci dell’andata, per noi sarà una finale secca. Se ci portassimo dietro il rammarico per come sono andate le cose quattro giorni fa diventerebbe tutto più difficile per noi.

Come sono le condizioni fisiche dei suoi ragazzi?
Siamo reduci da una cinquantina di gare stagionali. Davvero tante tra campionato e tornei prestigiosi. Tutte partite vere, giocate con intensità. Perciò è naturale che in questa fase i ragazzi non siano al 100%. Nelle scorse settimane abbiamo lavorato in questo senso con il nostro preparatore e la squadra sta abbastanza bene anche se è normale che sia più brillante come qualche mese fa. Perciò dobbiamo pescare quelle risorse dentro di noi che permettono di andare oltre la stanchezza del momento. Nella sfida d’andata i ragazzi hanno risposto bene da un punto di vista atletico.

Quanto potrà servire l’esperienza di alcuni ragazzi maturata con formazioni di categoria superiore?
Credo che tutti quanti abbiano vissuto esperienze importanti e che siano cresciuti nell’ultimo anno. Benedetti e Comi grazie al periodo trascorso in Primavera magari possono metterci qualcosa in più ma non scordiamoci mai che sono dei ’92, addirittura più giovani del resto della mia squadra. Nel complesso sono tranquillo i miei ragazzi hanno tutti carattere, sono già degli ometti. Poi è difficile che le partite in questa categoria finiscano 0-0, a noi è successo solo nei due derby.

Bisogna aspettarsi una partenza a razzo o un avvio più prudente domenica prossima?
In casa siamo partiti a mille come avevo chiesto nel prepartita, creando occasioni a getto continuo nel primo quarto d'ora. In questo caso credo sarebbe fuori luogo partire all’arrembaggio. Imposteremo una partita graduale, se poi non si sblocca alzeremo il baricentro. Non vogliamo certo prestare il fianco ai contropiede ad inizio gara. Però va anche detto che la nostra squadra ha nel proprio dna l’aggressività e la voglia di spingere sull’acceleratore.

Parliamo della prima squadra, la permanenza in A è molto importante per tutti, anche per il settore giovanile. Concorda?
E’ fondamentale, quasi vitale, per tutto il mondo- Toro. Ci speravamo e credevamo tutti. Questa squadra ha valori importanti poi le cose sono andate come sappiamo ma senz’altro ha meritato di salvarsi. Dal nostro punto di vista, poi, la A dà un valore aggiunto al vivaio. Offre la possibilità di investire e lavorare al meglio. I nostri obiettivi sono a lunga scadenza ma siamo sulla strada giusta. Lavoriamo insieme da tre anni, dopo il fallimento, e penso che i risultati si possano vedere nell’arco di cinque anni dall’inizio del progetto. Qualcosa di buono già si nota.

Cosa ha provato quando ha visto il suo nome accostato alla prima squadra prima dell’esonero di Novellino?
Leggere il mio nome accostato alla prima squadra mi ha dato enorme soddisfazione. Ripaga dell’impegno e della passione che metto sul campo. Certamente però non mi sono montato la testa. Io lavoro per il settore giovanile e sono disposizione della società, che ha fatto le sue scelte e come abbiamo visto tutti sono andate bene.