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Il settore giovanile granata: ritorno al futuro

Redazione Toro News
La Primavera del Torino, e, più in generale, il settore giovanile granata sono tornati prepotentemente nel “gotha” del calcio italiano, manca ancora qualche sforzo ed il Toro tornerà ad essere punto di riferimento assoluto per migliaia di giovani talenti e serbatoio inesauribile per la nostra Prima Squadra.I...

La Primavera del Torino, e, più in generale, il settore giovanile granata sono tornati prepotentemente nel “gotha” del calcio italiano, manca ancora qualche sforzo ed il Toro tornerà ad essere punto di riferimento assoluto per migliaia di giovani talenti e serbatoio inesauribile per la nostra Prima Squadra.

I RISULTATI STANNO ARRIVANDO - E’ un momento molto positivo per il settore giovanile del Torino, che dopo tantissimi anni ha raggiunto, in due dei tre campionati nazionali disputati (Primavera, Allievi e Giovanissimi) la supremazia sui "cugini", che pur investono nel settore giovanile svariati milioni di Euro in più del Toro. Solo gli Allievi difatti si trovano oggi con un punto in classifica in meno rispetto ai rivali dell’altra sponda di Torino (a causa della sconfitta di ieri a Empoli, e nonostante la vittoria nel derby di qualche settimana fa), mentre sia la Primavera che i Giovanissimi sono davanti. Nonostante il consistente divario di investimenti tra i due Club, l’adeguatezza e la competenza dei tecnici e l’indubbia qualità dei ragazzi presenti in rosa nelle varie categorie, ci ha dato questa grande soddisfazione che riteniamo sia possibile mantenere se non migliorare per l’intera stagione agonistica, dimostrando ancora una volta il grande fascino che tuttora esercita sui giovani la maglia granata e le capacità professionali di tecnici, dirigenti accompagnatori e quant’altri che, pur in condizioni di difficoltà, si superano quotidianamente in perfetto “stile Toro”.

NAZIONALI - In questo momento il Torino ha un numero considerevole di ragazzi promettenti nel giro delle nazionali, dall’Under 15 all’Under 19. Purtroppo, però, nessuno nell’Under 21, e questo fondamentalmente per due ordini di motivi: in primis perché i talenti più cristallini (Aramu, Barbosa, Chiosa, Cinaglia, Gatto, Diop, Diarra, Alfred Gomis, Parigini, Rosso, Lenoci, ecc.) sono frutto di una recente “raccolta” della semina sapientemente prodotta negli ultimi 5 anni; è innegabile che i più bravi stiano venendo fuori adesso rispetto a un paio di anni fa. La seconda ragione è perché, per motivi diversi, la maggior parte di questi ragazzi non si è ancora affacciata nel calcio professionistico, sia perché in questo momento al Toro, in Prima Squadra, non c’è molto spazio, e forse neanche l’adeguata condizione ambientale per lanciare questi giovani, sia perché la maggior parte di questi ragazzi è in fase di maturazione e alcuni di loro spiccheranno con successo il volo nel calcio professionistico nel giro di un paio d’anni. Finalmente a partire dalla fine della scorsa stagione agonistica la società ha deciso di mettere immediatamente sotto contratto tutti questi talenti prospettici e, in questo senso, abbiamo sicuramente fatto un grande passo in avanti per evitare che ci vengano soffiati dalla concorrenza i ragazzi di avvenire che abbiamo così tanto faticosamente creato in casa.

ANCORA UNO SFORZO - Occorre un ulteriore sforzo sulla struttura. Al Toro non mancano i talenti né i bravi istruttori ma manca una struttura stabile e possibilmente “unica” per poter ospitare, formare e crescere al meglio i proprio ragazzi. Primavera, Allievi, Giovanissimi, e via discorrendo tutte le altre categorie, si allenano in luoghi differenti e, malgrado i sacrifici economici della società e l’impegno quotidiano dei dirigenti e dei tecnici di tutto il settore giovanile, manca “fortemente” l’identificazione di un centro sportivo “unico ed attrezzato” in grado di accogliere i giovani granata e formarli adeguatamente. A Torino non è facile identificare una struttura di questo tipo ma se proprio vale la pena effettuare un investimento economico, forse ancor più necessario del Filadelfia, è proprio sulla struttura e sull’organizzazione del settore giovanile. Il nuovo Responsabile, Massimo Bava, è sicuramente all’altezza della situazione e sta irrobustendo sapientemente la struttura degli osservatori, i dirigenti e i tecnici sono bravi, affidabili e oltremodo disponibili, speriamo che gli vengano messe a disposizione le risorse economiche sufficienti per poter continuare ad essere competitivi e a migliorare.
Ce l’hanno tutte le squadre più importanti questo tipo di struttura ed il Toro, che ha fatto del settore giovanile il suo storico fiore all’occhiello, non può non averla. Forse varrebbe la pena avere qualche giocatore e qualche “salario” da pagare in meno in Prima Squadra e dirottare qualche quattrino in più sull’identificazione e creazione di una struttura all’altezza della tradizione del Toro. Il Presidente Cairo è conscio di questa necessità e sarebbe opportuno che facesse un ulteriore sforzo economico per mettere in condizione i suoi collaboratori ed i ragazzi del vivaio di avere lo stesso livello di struttura messa a disposizione delle altre grandi squadre con tradizione nel settore giovanile.

IL FUTURO - Per far sì che tutti questi sforzi e ottimi risultati non restino vani occorre, però, creare anche a livello di Prima Squadra le condizioni tecniche ed ambientali perché queste giovani promesse non si perdano. Mister Ventura ripete quasi settimanalmente che al Torino è necessario ricordarsi “chi siamo e da dove veniamo”. Ecco Mister, noi siamo convinti e fieri della tradizione granata e vorremmo che anche Lei in futuro, magari ripassandosi la storia del Toro, non si dimentichi che il marchio di fabbrica della famiglia Toro è sempre stato “lanciare i giovani del vivaio in Prima Squadra”. Abbiamo avuto un black-out tecnico dovuto al fallimento ma adesso i nostri giovani sono tornati…….facciamo in modo che anche Lei non si dimentichi di loro quando e nel momento in cui lo riterrà più giusto ed opportuno. Fino a quando non torneremo al nostro “marchio di famiglia” non saremo mai più noi stessi e lei, Mister, ci aiuti a recuperare la memoria; non ha idea che iniezione di “adrenalina” e che felicità darebbe a tutto il nostro settore giovanile se solo gli venisse in mente di mettere in partita ufficiale uno di questi ragazzi, tipo un Diop o un Barbosa, e magari facessimo pure risultato con un loro goal! Coraggio Mister, coraggio… tocca anche a lei fare qualche sforzo di buona volontà. E poi, pensandoci bene, qualcuno di questi ragazzi non è così inferiore ai titolari...

Pietro Ghirardell

(Foto Campo)

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