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Primavera

La Primavera scopre Savini: il motorino di centrocampo made in Torino

Roberto Ugliono

La collocazione di Savini davanti alla difesa è stata una delle mosse che ha permesso a Coppitelli di rianimare la Primavera

Chiamare Giorgio Savini una sorpresa della Primavera del Torino targata Federico Coppitelli sarebbe ingeneroso nei confronti del ragazzo. Il suo percorso è sempre stato chiaro e non è la prima volta che viene chiamato per aiutare i 2002 diventando un pilastro della squadra.

Già la passata stagione a metà campionato Massimiliano Capriolo l'aveva chiamato in Under 18 (lui giocava in Under 17) per dare sostanza al centrocampo e dopo essersi conquistato il posto non l'ha più perso. Resta il fatto che la collocazione del centrocampista classe 2003 davanti alla difesa è stata una delle mosse che ha permesso a Federico Coppitelli di rianimare la Primavera che domani scenderà in campo a Bogliasco a caccia della salvezza diretta.

GIOCATORE DA TORO - E pensare che un anno fa c'è stato un trauma durissimo per lui e per suo fratello Alberto (portiere ex Toro, ora titolare nell'Albinoleffe in C). I due hanno perso il padre, un momento drammatico per due ragazzi ancora giovanissimi. Il campo dunque è stato un modo anche per superare le difficoltà. Lì Giorgio ha fatto vedere quanto il papà gli avesse trasmesso nella sua vita. Umiltà, generosità, mai una parola fuori posto, sempre al servizio dei compagni. Insomma un ragazzo di un'educazione incredibile, un ragazzo da Toro nello spirito e infatti in granata tutti se ne sono innamorati. Prima Semioli con l'Under 17, poi Capriolo con l'Under 18 e quest'anno Coppitelli. L'allenatore romano a lui non rinuncia mai proprio perché incarna lo spirito Toro al 100%. "Savini è un giocatore forte. Quando l’ho visto, gli ho subito riconosciuto caratteristiche che ci sarebbero servite. È un giocatore da Toro. A me servono questi ragazzi qui" aveva detto dopo la partita contro la Juventus.

PEDINA CHIAVE - In Primavera d'altronde mancava proprio un profilo come il suo, uno che recuperasse palloni e che sapesse giocare con semplicità. Dopo aver rotto il ghiaccio con la categoria, è stato spesso il migliore in campo. Nelle ultime partite, poi, è stato praticamente impeccabile. Il numero di palloni recuperati è altissimo e lo fa sempre con giocate pulite, sradicando la sfera dai piedi degli avversari, spesso dopo rincorse a perdifiato. Così ha strappato applausi e ora tutti hanno iniziato ad accorgersi di lui. L'unica pecca di questo scorcio di campionato è un gol divorato nel derby. Conoscendo il personaggio, è possibile che non se lo sia ancora perdonato, eppure la sua prestazione ha fatto praticamente passare in secondo piano quell'occasione. Senza di lui il Torino avrebbe rischiato molto di più sulle ripartenze bianconere, invece è stato spesso salvato proprio da Savini, dal suo spirito e dalle sue capacità in interdizione. Un giocatore così piacerebbe e molto anche a Juric. Chissà che in futuro non possa giocarsi qualche chance anche con il croato, Savini d'altronde è abituato a bruciare le tappe.