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Lorenzo Mazzeo dei Giovanissimi

Redazione Toro News
Il personaggio del settore giovanile che andiamo ad incontrare questa settimana è Lorenzo Mazzeo, tecnico dei Giovanissimi Nazionali.

Il personaggio del settore giovanile che andiamo ad incontrare questa settimana è Lorenzo Mazzeo, tecnico dei Giovanissimi Nazionali.

Lorenzo, la situazione di classifica dei tuoi non è delle migliori. Cosa è successo finora? Come hai trovato la squadra alla ripresa, dopo la sosta natalizia?


“Le cose finora non sono andate per il meglio per tante ragioni, ma ho visto i ragazzi in forma, dopo la sosta. Hanno svolto il programma di preparazione che gli avevo assegnato per le vacanze di fine anno e sono pronti per il campionato. Per quanto riguarda la classifica, c’è da dire che nell'ultima partita siamo stati sfortunati, meritavamo di più...”.


Parlaci della squadra.


“Ci sono ancora parecchie cose da migliorare, ma stiamo facendo passi importanti. In un torneo di prestigio come il Tappari siamo arrivati in finale con il Milan, perdendo poi nella lotteria dei rigori. Il gruppo che seguo è ottimo, partecipe, i ragazzi si preoccupano se devono saltare un allenamento perché hanno paura per le mie scelte tecniche. Per me sono tutti uguali, ma devo fare delle scelte per la formazione da mettere in campo ed è titolare chi in quel momento considero più in forma... loro hanno capito il discorso”.


Raccontaci la tua esperienza di vita calcistica. Granata e non solo.


"Ho visto la mia prima partita allo stadio Comunale nel 1973, un Torino-Verona sotto il diluvio, ricordo che pareggiammo 1 a 1. Calcisticamente parlando, sono cresciuto nel Tarcisia Sassi, vicino casa mia vedevo passare i giocatori del Torino, seguivo gli allenamenti al Filadelfia e sognavo di indossare la maglia granata: poi ho giocato due anni nell'Aosta, in diverse squadre della C2, fino ad arrivare in A con l'Avellino e in B col Pescara. Dai sei anni in su, praticamente sono quaranta anni nel calcio”.


Tornando ai tuoi Giovanissimi, quali sono i propositi per migliorare in questa seconda parte della stagione?


“Noi creiamo tantissime occasioni, ma non concretizziamo, forse manca un attaccante per farci fare il salto di qualità. Però a questa età non bisogna pensare prima di tutto al risultato. Io sono ottimista, questi ragazzi devono crescere, ogni giorno li sprono per migliorarsi e loro seguono i miei consigli”.


Cosa ti senti di aggiungere, per chiudere?


“Non vedo l'ora di vedere la nostra foto nella bacheca del campo Agnelli (sede del settore giovanile, ndr). Sono convinto che dopo l'avvento del presidente Cairo, il Toro possa tornare ai fasti di una volta anche grazie all'entusiasmo che si è ricreato attorno ai colori granata.