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Ludergnani, il bilancio di fine stagione: l'equilibrio tra assestamenti e crescita

Irene Nicola
Il resoconto tra lavoro su Primavera e Under: cosa resta della stagione 2025-2026

La stagione del settore giovanile maschile granata è terminata anche per Ruggero Ludergnani. Il lavoro del responsabile del vivaio del Torino è su due fronti principali, indipendenti ma allo stesso tempo comunicanti. Da un lato c'è la Primavera, dove i riflettori sono più puntati. Dall'altro c'è il blocco delle Under, che spesso fa meno rumore ma rappresenta le fondamenta di quello che tra qualche anno si vedrà in Under 20. È stato un anno lungo, faticoso per quanto ha riguardato la Primavera e scorrevole invece sul resto delle annate. Ma è stato anche un anno di costruzione, sia dove ci sono stati più problemi sia dove tutto è filato liscio.

Ludergnani, in Primavera sono servite le maggiori manovre: come è stata ricostruita la stagione della squadra di Baldini

La Primavera è partita con un freno a mano che in pochi si sarebbero aspettati. Vero è che ogni anno fa storia a sé, ma è anche vero che a lungo è stato difficile capire perché il Toro faticasse così tanto. Il lavoro di Ludergnani è stato trovare una quadra nella rosa e nella composizione del gruppo, un lavoro condiviso nelle scelte con Baldini cui c'è sempre stato un confronto diretto e poi applicato al campo dal tecnico a cui il club granata ha scelto di affidarsi da fine settembre. Il responsabile del settore giovanile ha ammesso a fine stagione: "A un certo punto, non riconoscevo più il valore di alcuni giocatori rispetto alle scorse stagioni". Una sensazione che coincide con il periodo più buio della Primavera, dove la valutazione non può che essere negativa anche perché i granata, e lo stesso Ludergnani, hanno sempre lottato negli ultimi anni per ben altri lidi rispetto alla salvezza che "non è il mio obiettivo né deve essere quello del Torino". Va dato atto però anche a ciò che è venuto dopo non solo in termini di classifica - la squadra di Baldini si salva alla penultima giornata e inciampa nel finale, vero, ma dopo un cammino da dicembre in poi con passo per la zona fasi finali - ma soprattutto di rivalutazione dei profili. Tante le uscite a gennaio, pochi gli innesti esterni, gerarchie nette in Primavera, più consistenti i ricambi con l'Under 18 per valorizzare i 2008 che meritavano in quel momento il posto. C'è chi già stava andando bene e si è confermato (vedasi Acquah), chi ha sorpreso e si è preso uno spazio inatteso (Sandrucci, Bonacina, Ballanti per citarne tre). Alla fine, pur negli ostacoli, è tornata la calma. Alla fine Ludergnani hanno visto la squadra che avrebbero sperato di vedere subito. I correttivi indicano sempre che qualcosa è stato sbagliato o quantomeno non è riuscito come ci si sarebbe attesi, ma indicano anche in questo caso che c'è stata la capacità di rimettere tutto in discussione. Un aspetto che ha fatto la differenza in positivo e per cui Ludergnani ha spinto.

Ludergnani, le Under si confermano: in blocco tutte alle fasi finali con potenziale da sviluppare

Sulle Under il lavoro è più complicato perché si disperde su quattro categorie, ognuna con le sue valutazioni dalla conferma delle rose alle scelte in campo. La ciliegina sulla torta sono stati gli scudetti di Under 17 e Under 18 un anno fa, ma quest'anno il Toro pur non vincendo è riuscito a portare tutte le squadre alla lotta per lo scudetto. Ed è vero che i risultati non rappresentano l'ago della bilancia di una valutazione nelle giovanili, ma il fatto che tutte le formazioni si siano confermati tra quelle più competitive indica un livello buono di partenza. C'è materiale su cui costruire il futuro, con diversi giovani che si sono messi in mostra dall'Under 15 all'Under 18. Questo conta più dei risultati, perché vuol dire che si sta consolidando una base solida su cui Ludergnani ha sempre voluto contare. Una base che ogni vanno rinnovata, rimpolpata e confermata con il passaggio di categoria, ma comunque un materiale umano su cui è stato investito correttamente. Difficile prevedere di anno in anno quanto ogni classe potrà cambiare, ciò che è certo è che il primo passo di Ludergnani per il futuro sarà a monte con le strutture. Da quando è arrivato, il responsabile delle giovanili granata ha insistito sull'importanza di avere un luogo che permettesse a tutte le categoria di lavorare in maniera congiunta nei limiti delle rispettive sessioni, favorendo lo scambio di idee e la collaborazione tra gruppi oltre che l'appartenenza. Il Robaldo a pieno regime sarà questo, una motivazione ulteriore per fare quel passo in più.