Primavera, anche Baldini resta: è la scelta di Ludergnani per aprire un ciclo
Il Torino punta su Baldini: decisiva la capacità del tecnico di valorizzare giovani e dare identità alla Primavera
Quando è arrivato a Torino, Francesco Baldini ha compiuto una scelta d'istinto: voleva riassaporare il piacere di lavorare sul campo, dedicandosi esclusivamente alla crescita dei giocatori e non a situazioni extra campo che negli ultimi anni con i professionisti erano state gravose (il fallimento di Spal e Catania, per esempio). Tornando dopo tanti anni a sedersi su una panchina giovanile, Baldini ha trovato quello che stava cercando. E anche Ludergnani ha trovato ciò che stava cercando, così si è arrivati a un'intesa, una stretta di mano con il tecnico toscano di cui ieri è stato ufficializzato il rinnovo fino al 2028.
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Baldini e Ludergnani, un rapporto basato su confronto e collaborazione
L'idea da parte del Torino è aprire un ciclo, come dimostra l'offerta di contratto biennale a Baldini. L'ultimo ad aprirlo in Primavera è stato Giuseppe Scurto, tecnico a cui era stata affidata la guida dei classe 2004 e dei classe 2005. Dal suo addio, il Toro non ha più avuto quella stabilità in panchina: Tufano prima, poi Fioratti, poi ancora Baldini. I primi due sono stati salutati anzitempo, il terzo è arrivato a stagione in corso e invece ha convinto, tanto che per Ludergnani non c'è mai stata un'altra prima scelta per la panchina del 2026-2027. Baldini con il responsabile del Settore giovanile granata ha creato un rapporto di confronto diretto (anche acceso se serve) ma anche di collaborazione. Le scelte principali relative alla Primavera sono sempre state figlie di entrambe le componenti: il mercato di gennaio è stato fatto ragionando insieme sulle esigenze, la selezione di chi tenere in rosa anche, la scelta di passare a un sistema diverso pure. Il filo delle idee insomma è comune con Baldini e anche con il suo staff, che il Toro ha scelto di portare a Orbassano nove mesi fa permettendo così al nuovo tecnico di lavorare nelle condizioni a lui ideali.Cosa ha convinto il Torino a puntare su Baldini
"Mi rendo conto che nel settore giovanile riesco ad incidere molto" aveva affermato Baldini a fine campionato. Una delle soddisfazioni più grandi per il tecnico, che tornando in Primavera ha ritrovato la contentezza di allenare. La mano di Baldini è stata palpabile e questo ha convinto il Torino. Ci sono state le difficoltà di una stagione partita storta, ma se si va a guardare nel dettaglio in realtà il passo da dicembre in poi non è stato da salvezza ma da lotta scudetto ed è anche stato sfiorato il recupero sulla zona playoff. Cosa è cambiato? La squadra, che è l'unica cosa che resta quando le classifiche poi si azzerano. Baldini è un allenatore di polso, pretende tanto e chiede tanto, senza mezzi termini. Chi è sotto standard, finisce fuori. Chi non dà tutto in allenamento, finisce fuori. Tratta i giocatori come se stesse lavorando con una prima squadra, un'attitudine che piace e responsabilizza considerando che la Primavera è l'ultima porta prima del professionismo per i giovani granata. Se serve fa il "padre cattivo", ma non lascia la porta sbarrata a chi vuole rimettersi in carreggiata e questo fa tutta la differenza. Ludergnani gli ha riconosciuto la capacità di incidere sul gruppo in sé e sui singoli, valorizzandone tanti: Gabellini è ritornato determinante, Carrascosa è stato incoronato miglior difensore del campionato Primavera, Acquah è stato un leader, Sandrucci ha fatto un salto di qualità, e ce ne sono altri. Tecnicamente poi Baldini è molto preparato, con un bagaglio ampio a cui attingere. Ora potrà iniziare a lavorare sul nuovo Toro, questa volta dalla preparazione estiva con più tempo e con più calma. Ha già iniziato a ragionarci, qualche settimana fa non a caso sedeva in tribunetta con Ludergnani per i quarti scudetto dell'Under 18, scrutando il nuovo serbatoio per la Primavera. Il ritiro sarà il primo passo della nuova era.© RIPRODUZIONE RISERVATA