Primavera, Baldini post Milan-Torino 1-1: "Futuro? Ho appuntamento con Cairo"
Ultima in stagione vuol dire resoconti, ma vuol dire anche ragionamenti e pensieri rivolti al futuro. In questa stagione del Torino Primavera, grande protagonista è stato il tecnico: Francesco Baldini. Un lavoro complicato, con una squadra demoralizzata che ha poi trovato la propria qualità e una grande grinta. Della stagione e del futuro, il tecnico granata ha parlato in esclusiva ai microfoni di Toro News.
Ci dà un resoconto su questa stagione? "Sulla stagione ci sono tante riflessioni da fare. La prima, che è poi quello che riguarda il settore giovanile, è il miglioramento dei ragazzi. Penso che tutti i ragazzi in questa stagione siano cresciuti, siano migliorati. La Primavera dovrebbe servire a quello. Bisognerebbe pensare un po' meno alla classifica, però c'era il fatto che dovevamo salvarci. Ho fatto vedere oggi ai ragazzi la classifica prima della partita con il Milan nel girone di andata. Eravamo sotto di 11 punti dal Milan. Oggi avremmo potuto superarlo. In quel momento eravamo penultimi in classifica. Oggi ci giocavamo l'undicesima posizione. C'è un po' di rammarico, perché secondo me se non avessimo perso con il Cesena, la squadra avrebbe potuto puntare ai play-off e avremmo fatto veramente qualcosa di importante. Tante cose positive ma penso sempre che si poteva fare un po' meglio. Il ringraziamento va a tutti. Va alla società, va a tutte le persone che ci hanno dato una mano. Va al mio staff, va all'area medica, va a tutti quelli che ho visto che all'inizio erano molto preoccupati. Quindi va a loro".
Il direttore Ludergnani si è commosso dicendo che è stata una stagione veramente complicata, in cui ha sofferto tanto. Lei si sente d'accordo su questo aspetto? "Mi ricordo il discorso che Ruggero ha fatto a Natale, dove si è commosso anche in quell'occasione. Era veramente molto preoccupato. La scorsa settimana, quando ci siamo salvati, la prima cosa che gli ho detto è che ricordavo quando ha fatto il discorso di Natale allo stadio. Lui mi ha confermato che in quel momento era veramente preoccupato, perché sembrava che i ragazzi non reagissero. Però anche in quel periodo avevamo fatto delle buone prestazioni ed ero convinto che si potesse fare. Abbiamo cambiato tante cose, Ruggero è stato bravo. Insomma abbiamo ottenuto questa salvezza. Ripeto, c'è un po' di rammarico perché se non perdiamo la partita con il Cesena, dove non meritavamo assolutamente di perdere, potevamo giocarci i play-off. Secondo me dopo quella partita un po' i ragazzi hanno mollato. Io ho provato a non farli mollare, però avevano quello obiettivo dei play-off anche loro. Quindi un po' hanno mollato".
Oggi presenti allo stadio sia il direttore Ludergnani che il presidente Cairo, c'è stata una prima chiacchierata con lei? "No, ci siamo dati appuntamento per questa settimana. Il presidente ha detto che ci incontreremo presto. Rimaniamo sul fatto che ci incontreremo presto".
Lei come si vede l'anno prossimo? O meglio, dove si vede? "Non lo so, devo parlare con il presidente, dobbiamo vedere un po' di cose. Io ho fatto una scelta importante, quella di venire alla Primavera del Torino, perché volevo rimettermi in gioco, ma soprattutto volevo ritrovare il divertimento del mio mestiere. E ho ringraziato oggi i ragazzi perché mi hanno fatto ritrovare la voglia di fare il mio mestiere. Non che mi fosse passata, ma ho trovato tante situazioni complicate. La Serie C è complicata, un po' di rapporti non buoni con qualche direttore, con qualche presidente. Io sono uno che ci mette tutto se stesso. In questa avventura ci ho messo tutto me stesso e mi sono divertito, perché poi ho visto la squadra fare quello che volevo. È la cosa più bella per noi allenatori".
Su cosa ha visto maggiormente il suo lavoro in questi ragazzi? E poi, so che non le piace fare nomi, ma su quali ragazzi ha visto di più il suo lavoro? "Non posso farti i nomi, però dico quello che ho detto l'altra settimana. Mi hanno chiamato tanti direttori, anche di Serie B, direttori importanti, per questi ragazzi. È logico che secondo me sono cresciuti veramente tutti. Ma prendo per esempio quello di cui si parla di meno, quello che ha fatto meno allenamenti con la prima squadra, che è Zaia: è un giocatore che è un soldato, che io mi porterei in guerra, in battaglia, sempre. E lui secondo me ne ha tratto dei vantaggi per quello che chiedevo io a un terzino. Potrei parlare di Sandrucci, potrei parlare di Gabellini, potrei parlare dello stesso Acquah. Quello che ho levato a Gabellini, cioè la fascia da capitano, l'avevo data ad Acquah perché mi avevano detto che ne aveva combinate un po' troppe. E quindi ho voluto responsabilizzarlo. E penso che il lavoro si sia visto. Sono state scelte che... Ogni tanto, a noi allenatori, ci va bene, siamo fortunati. Sono state scelte dove siamo stati bravi e fortunati".
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