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Primavera, Baldini post Torino-Lazio 4-1: "Futuro? Parlerò con Cairo e Ludergnani"

Irene Nicola
Le parole di Baldini a caldo dopo la partita contro la Lazio

Al termine della partita con la Lazio, gara in cui il Torino ha aritmeticamente conquistato la salvezza diretta in Primavera 1, il tecnico granata Francesco Baldini è intervenuto ai microfoni di Toro News per commentare l'esito della sfida e fare un bilancio sulla stagione con un occhio anche al futuro. Di seguito le sue parole.

È arrivata finalmente la salvezza. Avete lottato un campionato intero in mezzo a tutte le difficoltà, quali sono le emozioni dell'averla raggiunta? "Ragionavo oggi con il mio staff, che il 3 di gennaio prima di Cremonese-Torino era una partita tra ultima e penultima. Abbiamo iniziato questo cammino e i ragazzi hanno fatto un gran lavoro. Io devo ringraziare tutte le persone che mi circondano: il mio staff, l'area medica. Abbiamo pedalato forte e io ho tenuto i ragazzi sul pezzo, anche se ultimamente abbiamo pagato un po' il periodo in cui siamo andati forte. Sapevamo che ci sarebbe potuto essere un calo nelle ultime partite e i risultati ci hanno un po' penalizzato. I ragazzi ce l'hanno messa tutta. Sono felice per il risultato raggiunto e per aver contribuito a salvare la Primavera del Torino, di cui conosciamo l'importanza. Anche quest'anno sono riuscito a raggiungere l'obiettivo che mi è stato chiesto. Dedico questa salvezza a Beppe, il nostro magazziniere che si sta curando e che oggi non è potuto essere qui con noi".

Quanto si sente protagonista di questa salvezza? L'immagine della rinascita di questo Toro può essere la rinascita di Gabellini? "L'abbiamo cercata questa rinascita, qui mi prendo qualche merito anche se non mi piace parlare di me. Mi raccontavano di un Gabellini come un giocatore fortissimo e io non ho visto questo all'inizio. Ho dovuto fare il padre cattivo e togliergli la fascia da capitano, per alcuni mesi non ci siamo neanche parlati e lui non giocava. L'ho fatto per cercare una reazione e quando l'ho vista gli ho ridato la fascia da capitano nella partita col Cesena: era tornato protagonista e ho visto il Gabellini che mi raccontavano. Sulla salvezza non prendo troppi meriti, vanno divisi con tutte le altre persone che ho citato prima. La bravura del Toro è stata confermare lo staff che avevo prima. È stato un connubio di incastri per tirare fuori il massimo dai ragazzi. Mi hanno chiamato tanti direttori per questi ragazzi, son convinto che tutti avranno la possibilità di andare a giocare nei grandi".

Ha già parlato del suo futuro con la società? "Amo troppo il campo, mi piace allenare. Ho la certezza che le prime persone con cui parlerò saranno Cairo e Ludergnani. Penso che io sia servito al Torino e viceversa. Ho ritrovato contentezza ad allenare dopo i miei fallimenti precedenti. Sono venuto al Toro per divertirmi e questi ragazzi sono riusciti a farmi anche divertire. Vediamo cosa vuole fare il Toro".

L'idea è restare ad allenare a livello giovanile o tornare tra i pro? "Mi rendo conto che nel settore giovanile riesco ad incidere molto. È una delle soddisfazioni più grandi per noi allenatori. Quando ho smesso di giocare in Serie A mi sono promesso di tornarci. Io alleno per quell'obiettivo e il giorno che ci metterò il piede per una volta potrò smettere. Non c'è una strada giusta nel calcio, ma il mio sogno è quello. Non l'ho mollato, ma posso arrivarci tramite una Primavera. Ora godiamoci questa salvezza".

Intervista a cura di Davide Bonsignore e Irene Nicola