Toro News Giovanili News Primavera Primavera, le pagelle di Parma-Torino 4-1: gli errori sono ancora troppi

Primavera, le pagelle di Parma-Torino 4-1: gli errori sono ancora troppi

Irene Nicola
Le pagelle ai granata dopo la sfida con i ducali

Il Torino Primavera imbarca acqua in casa del Parma. In casa della capolista, la squadra di Baldini si fa male da sola, come successo diverse volte in questa prima parte di campionato. I ducali dimostrano tutte le loro qualità, ma gli errori dei granata di posizionamento e di lettura costano carissimo e sono determinanti nell'economia della partita. La reazione dopo lo svantaggio arriva, con gol del solito Conzato, ma quando arriva anche il raddoppio del Parma i granata si sciolgono. Di seguito le pagelle.

DORIGO 5.5: L'infortunio di Cereser gli dà una ghiotta occasione in campionato. Grandina dalle sue parti nei primi cinque minuti, è messo fuori causa in occasione del gol di Avramescu, ma si chiude a riccio per difendere i pali nelle altre occasioni come sulla punizione di De Martis. Viene battuto in controtempo anche dal Parma nella ripresa. Evita per un attimo il poker di D'Amico con una paratona, ma poi è trafitto allo scadere.

GAFFURINI 5.5: Dopo l'affanno iniziale, si ritrova a gestire anche un problema alla spalla in seguito a un ruvido contrasto. Rientra in campo, ma prima di metà primo tempo deve spendere un giallo. Cerca una maggiore stabilità ed è costretto a immolarsi su De Martis dal limite. Ha la peggio però nel contrasto, prende una botta sul piede e questa volta non ce la fa a stringere i denti. Esce dal campo sorretto dallo staff granata (32' GATTO 5: Subentra a freddo per necessità ricoprendo le vesti di braccetto. Come sempre entra concentrato, ma quando arrivano le magagne, soffre anche lui e non poco; 75' ZAGHINI sv)

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TONICA 5: In alcune fasi della partita è protagonista di interventi puliti, in scivolata. In azione mostra un volto, ma quando il Toro è schierato e c'è da respingere arroccati, la difesa granata mostra tutte le sue lacune. Lui e Carrascosa sono i principali riferimenti in marcatura eppure sui gol del Parma sono sempre troppo lontani dalle torri crociate. Posizionamento da rivedere.

CARRASCOSA 5: Discorso simile a quello del compagno. Si ritrova mal posizionato spesso quando ci sono piazzati e situazioni da fermo. Meno propositivo del solito nell'avviare l'azione dalle retrovie. Non trova clienti semplici con il Parma, vero, ma le disattenzioni amputabili al lavoro del reparto arretrato hanno tutte un peso specifico importante.

BEFANI 5.5: Confermato come esterno di centrocampo a destra, spazia moltissimo e a volte lo si vede anche a sinistra, nella sua comfort zone a piede invertito. Appare come sempre concentrato, si danna per contribuire alla manovra offensiva. Gli riesce però a fasi alterne (69' BANSE 5.5: Spesso gli era riuscita la magia dalla panchina, è uno spaccapartite per definizione. Questa volta non trova lo stesso tocco magico, resta un po' estraniato dal gioco).

LIEMA OLINGA 5.5: Dopo un avvio difficoltoso in cui fatica a fare filtro, alza il tono iniziando a dare più fastidio al Parma. Nella ripresa però torna a faticare. Anche lui va ko per un problema fisico a un quarto d'ora dalla fine. Zoppicante, lascia il campo e diventa un'assenza importante (75' SCIBILIA sv: Pochi minuti da aggiungere ai primi in Primavera a inizio settembre).

BALLANTI 6: Colpisce in una giornata negativa per come contribuisce a far rialzare la squadra dopo lo svantaggio. Sfrutta la sua visione e le sue qualità con i piedi per trovare giocate meno prevedibili e dare smalto a un Toro appannato. Si spende moltissimo anche nei recuperi e nei corpo a corpo, non il suo marchio di fabbrica. Dà comunque tutto nelle difficoltà.

KUGYELA 5.5: Prova ad arrivare all'ultima sulla marcatura di Avramescu, ma è troppo tardi per accorciare. Rientra nel pool di giocatori che più cambia marcia dopo l'avvio choc e quando inizia ad affondare fa la differenza per velocità e precisione dei suggerimenti. Sfiora anche la rete su punizione, specialità della casa, a fine primo tempo. Spesso i granata passano dai suoi piedi, ma in copertura deve ancora lavorare.

CONZATO 6.5: Dà la scossa a un Toro impaurito costringendo con una conclusione velenosa il Parma a sussultare. Aveva saltato l'appuntamento con il gol nel derby, non incappa nella stessa trappola con i ducali. Sono otto le reti in stagione in dieci partite, numeri che lo proiettano in vetta alla classifica marcatori (in attesa delle risposte degli altri colleghi bomber). La fattura del gol vale il prezzo del biglietto. Nella ripresa si vede a lungo poco, ma sul finale si rifà vedere e costringe i ducali a immolarsi per evitare il raddoppio granata.

FALASCA 6: Per gran parte del primo tempo gli attaccanti si muovono nel deserto, con il Toro che non riesce a creare azioni offensive. In una delle prime incursioni vere e proprie però ha il merito di trovarsi al posto giusto. Non può insaccare di testa, marchio di fabbrica, allora dà la sponda a Conzato per un pari insperato.

BONACINA 6: Pian piano inizia a trovare sempre più spinta. Prima piazza il cross, poi deviato, per l'affondo di Conzato. Poi alla mezz'ora decide di mettersi in proprio, ma si perde nei dribbling in area e alla fine viene recuperato. Ci riprova dieci minuti dopo, quando Kugyela gli regala una palla perfetta per l'incornata ma la spreca andando dritto addosso al portiere ducale. Nella ripresa continua con strappi a volontà, tra gli ultimi a mollare.

ALL. BALDINI 5: Conferma la difesa a tre, che però non è solida come lo era stata nel derby e anzi imbarca acqua nei primi minuti. Anche sul secondo gol del Parma gli spazi concessi sono davvero troppi. Sono due episodi che costano carissimo e dimostrano che ancora la stabilità non c'è dietro, confermata poi con i gol sul finale. Centrocampo e attacco alzano il livello verso metà primo tempo, ma poi tornano a soffrire quando il Parma mette la freccia. Nel complesso un Toro che non esce dagli schemi dei suoi soliti pregi e dei suoi soliti difetti: capace di creare e anche di spaventare, ma troppo incline a concedere e subire. Serve in questo senso un'inversione di rotta per arginare i vecchi problemi.

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