Primavera, Torino-Lecce 3-3: prima al Robaldo pazza e con l'amaro in bocca
La prima al Robaldo, dieci anni dopo quel marzo del 2016 in cui arrivò la concessione dell'impianto sportivo, era storica prima ancora che la Primavera ci mettesse piede. Quando la squadra di Baldini è scesa in campo davanti a sé, nella nuova casa, ha trovato una tribuna da 500 persone gremita e calda. Poi il verdetto del campo, un 3-3 che non è la vittoria che il Toro avrebbe voluto ma che sicuramente ha regalato spettacolo per i presenti. I granata dalla sfida con il Lecce escono con il primo punto del proprio campionato, e anche un po' con l'amaro in bocca perché senza alcuni errori tra centrocampo e difesa il risultato avrebbe potuto essere diverso.
Le scelte: Dorigo si prende la porta, Ferraris titolare
Francesco Baldini conferma gran parte delle scelte della prima giornata di campionato. La prima novità è tra i pali con Dorigo, prelevato a metà luglio dall'Inter, in porta al posto di Cereser. In difesa invece nessuna sorpresa, ma la solita linea: Gatto e Kugyela sulle fasce, Tonica e Carrascosa centrali. A centrocampo l'unico avvicendamento è a destra con Ferraris al posto di Scacchi, confermati invece Ballanti come mezz'ala sinistra e Liema Olinga in cabina di regia. L'attacco sembra aver trovato la sua configurazione tipo: Falasca punta centrale, Conzato e Befani larghi come ali.Il primo tempo: lampi ed errori, Conzato e Ferraris tengono in partita i granata
La prima al Robaldo si apre tra gli errori di un Toro troppo morbido e dispersivo. Prima due palloni persi da Liema Olinga che causano confusione in area, poi un Lecce che prende progressivamente campo dando l'impressione di poter colpire da un momento all'altro. Così è, e nel tentativo di difendersi la squadra di Baldini si incespica: Tonica rinvia come può, Ballanti non accorcia al limite dell'area e Flies si avventa sul pallone con un diagonale che vale il vantaggio salentino all'8'. A quel punto il Toro reagisce, ferocemente. Passano appena due minuti, Kugyela si invola sulla fascia sinistra senza lasciare prigionieri e poi arrivato nei pressi della bandierina lascia il pallone a rimorchio a Conzato, che di potenza insacca alle spalle di Penev. L'italo-brasiliano sale in cattedra e diventa l'arma più velenosa di cui la squadra di Baldini dispone: va subito a un passo dal raddoppio personale, poi si divora un gol già fatto dopo essere stato lanciato sottoporta dal recupero di Liema Olinga e dallo spunto in verticale di Falasca. I continui assalti dei granata frenano l'irruenza iniziale del Lecce, costretto a coprirsi. Le disattenzioni tra centrocampo e difesa, però, riportano in vita la squadra salentina che in attacco fa paura e passa con troppa facilità. Al 32' la galoppata di Di Pasquale, indisturbato nella corsa, termina con l'apertura al limite dell'area per Vitale, che con un diagonale destro buca un incolpevole Dorigo. Di nuovo Lecce in vantaggio, di nuovo Toro a testa bassa e di nuovo partita riaperta in un attimo. Questa volta è la squadra di Schipa a sbagliare con Flies che atterra Ferraris in piena area. È rigore. Ferraris dal dischetto non trema, anzi: destro a incrociare, palo e pallone in rete per il 2-2. Nemmeno tempo di esultare, che il Lecce si riporta subito avanti con l'errore in area che questa volta punisce la squadra di Baldini. Onyemachi viene steso da Dorigo e spintonato da Gatto: Di Pasquale dal dischetto regala ai suoi il vantaggio prima dell'intervallo, è 2-3 al Robaldo dopo una prima frazione pazza.Il secondo tempo: Scacchi ancora da biliardo, Tonica regala un punto
Baldini rivoluziona l'undici con tre cambi al rientro in campo, ruolo su ruolo: il neoacquisto Tchamda (arrivato tre giorni fa in granata dallo Zurigo) prende il posto di Liema Olinga, Scacchi sostituisce Ferraris, Russo rileva Falasca. È il Lecce però a partire meglio, costringendo Dorigo a due parate monstre nel giro di un paio di minuti. Il Torino si sveglia poco dopo, attaccando con continuità ma ritrovandosi sempre con le mani in mano perché sui cross in mezzo all'area non arriva nessuno per il tap-in. L'equilibrio della partita è costantemente in bilico, ma rispetto al primo tempo non piovono gol. Per i granata sono Bonacina e Scacchi a cercare con più costanza l'offensiva, ma senza riuscire a bucare la difesa salentina. Lo squillo più concreto si registra a un quarto d'ora dalla fine quando Kugyela dal limite costringe Penev a voltare per togliere la palla dallo specchio. Poco dopo tutta la tribuna granata si lamenta per un fallo ai danni di Russo non segnalato in area. Il Toro però ora sta spingendo e ha la facoltà di mettere paura al Lecce, serve solo un varco. A trovarlo è uno specialista, dalla mattonella, al 79': Scacchi si inventa con il mancino una punizione da incorniciare, il pallone bacia il palo e gravita nei pressi della linea di porta dove arriva lo zampino di Tonica per il 3-3. Finisce così, un punto per parte e classifica che si smuove per il Torino dopo la sconfitta contro il Milan all'esordio.Il tabellino
TORINO-LECCE 3-3Marcatori: 8' Flies (L), 10' Conzato (T), 32' Vitale (L), 38' rig. Ferraris (T), 42' rig. Di Pasquale (L), 79' Tonica (T)
TORINO (4-3-3): Dorigo; Gatto, Tonica, Carrascosa, Kugyela; Ferraris (46' Scacchi), Liema Olinga (46' Tchamda), Ballanti (85' Roda); Conzato, Falasca (46' Russo), Befani (59' Bonacina). A disposizione: Boerleider, Rivas Correa, Scacchi, Zaghini, Banse, Tomic, Scibilia. Allenatore: Francesco Baldini.
LECCE (4-3-3): Penev; Larsen, Palamarchuk, Longo, Dabo (73' El Bouradi); Onyemachi, Zovko (55' Lerga), Flies; Vitale (73' Persano), Esposito, Onyemachi. A disposizione: Fontanarosa, Shala, Parente, Milojevic, Skorb, Trio, Candido, Lerga, Perrone. Allenatore: Simone Schipa.
Ammoniti: 41' Gatto (T), 43' Di Pasquale (T), 45+1' Longo (L), 57' Scacchi (T), 64' Bonacina (T)
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