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Primavera, tra presente e futuro: dal Robaldo alla ricerca di equilibrio in campo

Irene Nicola
Il Robaldo, il primo Toro, accorgimenti e idee di futuro: cosa racconta la prima in casa

Tra presente e futuro, la Primavera di Baldini si è svelata. Si è mostrata davanti ai propri tifosi e a una tribuna piena per quello che è, tra pregi e difetti, ma ha anche dato indicazioni su quello che sarà o almeno su quello che potrebbe diventare e su quali possano essere i punti cardine a cui aggrapparsi. Il tutto in una giornata storica, dove per la prima volta il Robaldo ha aperto le porte alla Primavera per una gara ufficiale.

Primavera, il presente: il Robaldo ora è davvero casa

Il presente, si può finalmente dirlo dopo dieci anni di attesa, è il Robaldo. L'impressione più vivida che resta della giornata di ieri è la cornice, il quartier generale che il Toro ha atteso a lungo. In attesa di inaugurazione, l'impianto è già in piena funzione. I granata si muovono al suo interno dando l'impressione di sentirsi già a casa. Non è cosa da poco, considerando quanto si è dovuta spostare la Primavera negli scorsi anni. Da Volpiano a Biella, da Biella a Vercelli, da Vercelli a Orbassano e ora l'ultimo trasloco, quello definitivo, con tutte le Under al seguito della Primavera. "Il centro ti fa lavorare in modo diverso. Qui lavoriamo in simbiosi, ci vediamo tutti i giorni, c'è confronto, tra i giocatori ma anche con i membri dello staff" ha affermato Baldini. Che poi ha ribadito con orgoglio: "Ora siamo a casa nostra, abbiamo qualcosa da difendere". Inaugurare l'impianto con una vittoria sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma la giornata di ieri, 30 agosto 2026, sarà comunque indelebile nella storia delle giovanili granata.

Primavera, il futuro: su cosa lavora il Toro e chi può essere un perno

Poi c'è il campo, che parla di presente ma permette di ragionare sempre sul futuro. Il Toro che si è visto è ancora una squadra in divenire, con meccanismi che vanno oliati. La parola chiave di una partita decisamente più positiva in fase offensiva con i tre gol recuperati che in fase di contenimento causa centrocampo troppo permeabile ed errori difensivi è equilibrio. "Ci devo lavorare - ha ammesso Baldini, riflettendo sui reparti - Bisogna tenere in considerazione che la linea difensiva ha perso una diga come Acquah. Non si può parlare solo della linea dei difensori, ma ha senso più parlare di tutta la fase di non possesso della squadra". In tutto ciò resta da completare, come è normale che sia del resto, l'amalgama tra chi già si conosce e chi invece si sta ancora inserendo. Esistono dei punti di riferimento in questa Primavera? Sicuramente sì, e altri potranno diventarlo stando alla regola numero uno di Baldini: zero presunzione. Per leadership spiccano Tonica, Ferraris e il neoacquisto Scacchi; Ballanti è certamente un punto di riferimento a livello tecnico, così come deve esserlo Kugyela. In attacco Falasca sta lavorando bene. È troppo presto per dare giudizi definitivi, se una cosa ha dimostrato la stagione dell'anno scorso è che le gerarchie durano finché non arriva qualcuno che le ribalti, anche radicalmente. Intanto il Toro è chiamato a trovare più solidità, più equilibrio come dicevamo. Servirà per portare a casa i primi tre punti della stagione venerdì con il Como al Robaldo.
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