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Torino Primavera, dall'affanno ai cantieri aperti: la situazione per reparto

Irene Nicola
L'attacco gira ma è da strutturare e amalgamare, ancora difficoltà per la difesa: cosa dicono le prime tre gare del Torino Primavera

Una pagina da cancellare. Difficile tradurre diversamente la partita del Toro di Baldini con il Como, una gara a tratti surreale per numero di errori, per spirito e per come è scivolata via dalle mani dei granata. "Non conosco altra strada che non sia il lavoro" ha affermato Baldini a caldo, una frase che ha ripetuto spesso anche lo scorso anno e che alla fine gli ha dato ragione nei mesi. Così farà il Toro, a testa bassa ragionerà sulle proprie mancanze e su come invertire la rotta. Prima dei risultati, che devono arrivare prima possibile comunque, servirà trovare quell'equilibrio che ancora non c'è.

Primavera, l'affanno della difesa è evidente: 10 gol incassati in 3 partite

Il primo dato su cui intervenire è quello relativo alla difesa. Il problema è simile a quello di un anno fa: troppe le concessioni, troppi gli errori e conseguentemente troppi i gol incassati, 10 in appena tre partite. Il reparto arretrato non ha ancora trovato la sua quadra. Due gli addii importanti dalla scorsa stagione, Pellini e Zaia, con il primo mandato in Serie B a fare esperienza al Sud Tirol e il secondo arrivato a fine corsa come 2006. Carrascosa, classe 2008, è rimasto (non ha fatto benissimo in questo avvio, la qualità del giocatore è però indubbia) ma al momento è a mezzo servizio perché aggregato da Abate (ieri non c'era, oggi è a Firenze). I punti fermi sono Tonica, fondamentale già nella scorsa stagione, e Kugyela, il riferimento a sinistra. Carrascosa, quando presente, si aggiunge a loro. Alexandre, appena arrivato dalla Germania, si è aggregato solo da qualche giorno: di lui si sa che ha una grande fisicità e che sulla carta può dare sicuramente una mano ai centrali, ma andrà rivalutato con più lavoro alle spalle. A destra le soluzioni sono state due: Gatto, già vice Zaia la scorsa stagione, e Rivas adattato a destra (Zaghini sarebbe la terza alternativa, ma non ha ancora trovato spazio). I valori singoli valgono più di ciò che il reparto ha espresso con i 10 gol che pesano come un macigno. E chi è già stato leader sarà chiamato a trascinare gli altri per risollevarsi.
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Primavera, l'attacco gira ma è da studiare: dall'abbondanza sugli esterni alla prima punta

In attacco la situazione è ben diversa, ma ancora da definire per quanto riguarda l'esatto ruolo che ciascuno si potrà ritagliare all'interno del reparto. Baldini ha espresso la volontà di continuare con il 4-3-3, marchio di fabbrica del Toro da dicembre dello scorso anno. Non una sorpresa ma una conferma, anche se al momento c'è una carenza davanti che riguarda la prima punta: Falasca è l'unica, con Russo indirizzato in Under 18. Bonacina è stato testato in mezzo all'attacco, ma è un cantiere aperto. Sulle fasce per contro c'è abbondanza, soprattutto a sinistra dove ci sono Bonacina, Banse, Befani e Rossitto. A destra Conzato è il punto di riferimento principale, senza escludere cambi di corsia da parte di chi solitamente sta sul fronte opposto in caso di necessità. I gol sono arrivati, il bottino di 7 piazza il Toro tra le squadre più prolifiche, ma i meccanismi anche qui vanno affinati e la seconda parte di gara con il Como lo ha dimostrato, con troppi pochi spunti. Insomma c'è lavoro da fare, che riguarderà anche il centrocampo inevitabilmente, a cui si possono imputare le difficoltà nel fare filtro. Tanto è da decidere, altrettanto da valutare. Il Toro sarà chiamato a tirare le fila in fretta.
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