Per il vivaio è già tempo di bilanci
di Ivana Crocifisso - Dopo un paio d'anni di magra,a livello di fase finale nazionale, il 2012 ha regalato ai granata due qualificazioni: quella dei Giovanissimi di Fogli, che al terzo anno porta i suoi granata a Chianciano Terme, e della Primavera di Asta. Due su tre, considerato il piazzamento degli Allievi '95 di Moreno Longo, giunti quarti in campionato e quindi tagliati fuori da ogni discorso.
Presto, forse, per parlare di bilanci, visto che i '97 sono ancora in corsa, ma è possibile comunque analizzare le ultime tre stagioni del Settore giovanile tentando di trarne qualche conclusione. La premessa è d'obbligo: conta la crescita dei ragazzi, la loro preparazione. Ma non fa male aprire una piccola parentesi, legata ai risultati. Sul vivaio i discorsi sono sempre molteplici e chi parla di Settore giovanile un po' allo sbando si trova a dover fronteggiare chi invece porta come esempio i risultati. E di risultati allora parliamo.
Nelle ultime tre stagioni, restando al campionato Allievi e a quello Giovanissimi, soltanto due volte su sei i granata si sono qualificati alla final-eight. Gli Allievi di ZIchella, i '93 che adesso sono in pianta stabile in Primavera (Chiosa, Fiore, Vita, Isoardi per fare alcuni nomi), videro svanire una qualificazione meritatissima due anni fa. E in quell'anno, il 2010, nemmeno i Giovanissimi '95 di Fogli si qualificarono. L'anno successivo, il 2011, gli Allievi di Longo andarono avanti, fino alle fasi finali. I Giovanissimi '96 di Fogli furono eliminati agli ottavi di finale dal Monza, squadra nettamente inferiore. Poi la storia recente, quest'anno. Al terzo anno con i Giovanissimi Fogli ha centrato la qualificazione, mentre peggio è andata agli Allievi '95, quarti nel proprio girone.
I risultati e gli investimenti nel vivaio non vanno per forza di cose di pari passo, questo no. Ma per molte di queste annate, forse per tutte, sarebbe sbagliato parlare di investimenti perché toglierebbe meriti agli istruttori che, preso atto di quanto ereditato dalla Scuola calcio e dal lavoro dello staff di Benedetti, hanno lavorato con costanza con quanto a disposizione. Non c'è il colpo dell'estate, non c'è il giocatore pagato 1 milione di euro. Molti penseranno "Meglio così". In realtà uno o due investimenti mirati, a partire dai Giovanissimi, per fare un esempio, non avrebbero messo gli Allievi di questa stagione nelle condizioni di non avere una prima punta di ruolo. Cosa accaduta anche alla Primavera dello scorso anno, poi costretta a far ricorso ad un prestito dal Canavese per soli 3000 euro (Pinelli, tornato in questa stagione ma - secondo le indiscrezioni - solo a seguito del fallimento del Canavese e dell'affare 'parametro zero', condizione, pare, necessaria e imprescindibile).
Non si è parlato della Primavera, non si è parlato di Asta. Potrebbe sembrare una celebrazione, ma i risultati parlano per il tecnico. I suoi Allievi '92 hanno stravinto il campionato 2009 qualificandosi alla fase finale. La sua Primavera, l'anno successivo, fatta di quegli stessi promettenti giovani (Benedetti, Comi, Scaglia, Miello) non ebbe a disposizione alcun rinforzo: fu un anno di transizione, decisivo per quanto poi raccolto nelle due successive. Nel 2011 la qualificazione ai play-off (in un girone di ferro, vinto dal Genoa, che comprendeva la Fiorentina che arrivo in fondo a tante competizioni, ma anche la Juventus e l'Empoli), e la final-eight sfuggita dopo i calci di rigore con l'Inter, quest'anno la fase finale raggiunta, conclusasi con la sconfitta ai quarti.
Il lavoro spesso paga, i ragazzi crescono. Ma confrontarsi con certi palcoscenici, affrontare gare importanti, in cui in palio c'è ad esempio uno scudetto, non può che far bene. Non conta solo partecipare, e la mentalità vincente dovrebbe accompagnare questi ragazzi sin dal vivaio.
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