Torino Primavera, esordio amaro: fiammate, rimonte e la solita amnesia nel finale
L’esordio del Torino nel campionato Primavera 1 ha regalato subito novanta minuti di pura adrenalina, finiti purtroppo con l'amaro in bocca per la squadra guidata dal tecnico Francesco Baldini. Alla Puma House of Football, i granata hanno dovuto arrendersi 3-2 contro il Milan al termine di una gara pirotecnica e ricca di colpi di scena. Capaci di riagganciare i rossoneri per ben due volte, Tonica e compagni si sono arresi soltanto al 93', subendo la beffa decisiva di Dotta proprio quando gli avversari si trovavano in inferiorità numerica per l'espulsione di Cissè.
Torino Primavera, una squadra dalle due facce
La partita ha mostrato fin dalle prime battute le due facce di questo Torino. Finiti sotto nel primo tempo per il tap in vincente a pochi passi dalla porta di Tartaglia, i granata hanno saputo reagire con grande orgoglio nella ripresa, trovando prima il pari di testa con il difensore Tonica sugli sviluppi di una palla inattiva e poi, dopo il nuovo svantaggio firmato da Zanaga, il 2-2 con un altro colpo di testa questa volta del neo entrato Ferraris. Tuttavia, l’epilogo ha messo a nudo le difficoltà più evidenti del Toro: nei minuti finali, forte dell'uomo in più, la squadra si è fatta sorprendere su un'imbucata del reparto offensivo avversario, concedendo al Milan il gol del definitivo 3-2.
Torino Primavera, il cortocircuito nel finale e l'incubo dei recuperi
La sfida con i rossoneri, infatti, riporta a galla una tendenza alla discontinuità emotiva e tattica su cui il tecnico granata dovrà lavorare duramente. Non è la prima volta che i granata incappano in disattenzioni letali al tramonto dei novanta minuti: la mente corre inevitabilmente ai precedenti avuti lo scorso anno, gare infuocate in cui la gestione dei minuti di recupero o dei momenti di vantaggio ha finito per costare punti preziosissimi, come la clamorosa beffa da 3-0 a 3-3 subita allo scadere contro il Genoa in casa o i gol incassati in pieno recupero nei confronti diretti. Di contro, l'ambiente sa bene che il potenziale per graffiare nei momenti decisivi esiste ed è vivo, come dimostrato nel Mamma e Papà Cairo, dove la vittoria contro l'Inter è arrivata proprio dopo novanta minuti intensi risolti con freddezza ed energia nei dettagli finali.
Torino Primavera, Baldini deve lavorare sulla tenuta tattica e la concentrazione
Il primo match del campionato ha evidenziato un collettivo dal grande carattere ma con evidenti amnesie difensive. La sconfitta contro i rossoneri ha portato alla luce alcune lacune evidenti che hanno condizionato negativamente il debutto. Oltre a una tenuta difensiva tutt'altro che impeccabile nei traversoni e nelle seconde palle, la squadra ha sofferto la mancanza di continuità nella manovra, affidata più alle giocate individuali e all'estro di singoli come Kugyela che a un'organizzazione collettiva fluida. La gestione dei momenti chiave è indubbiamente uno degli aspetti su cui Baldini dovrà intervenire. Incassare un gol decisivo in contropiede a un minuto dalla fine e in vantaggio di un uomo, evidenzia una mancanza di maturità e un posizionamento difensivo da rivedere. Inoltre, il filtro a centrocampo è apparso a tratti fragile, lasciando troppo esposta la coppia centrale Tonica-Carrascosa di fronte alle accelerazioni rossonere. Il cantiere di Francesco Baldini è dunque aperto, ma le basi su cui lavorare sono solide. Il tecnico dovrà trasformare quella reattività mostrata nell'inseguire il risultato in una tenuta mentale proattiva, capace di gestire i ritmi della gara senza cali di concentrazione nei recuperi. L'impatto positivo di chi è subentrato dalla panchina conferma che la rosa possiede qualità e profondità: ora spetterà all'allenatore trovare la quadra tattica e la compattezza difensiva necessarie per far compiere al Toro il definitivo salto di qualità.
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