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Una squadra che merita fiducia

Gianluca Sartori

Editoriale / Senza il suo uomo migliore il Torino Primavera se l’è giocata alla pari con la Fiorentina

"Le finali sono così, gli episodi fanno la differenza. Serve essere bravi a portarli dalla propria parte e per farlo ci vuole qualcuno che davanti segni. La Fiorentina ce l’aveva, con Vlahovic che è tanto forte quanto indisponente e provocatorio. Il Torino no, con Millico che si è infortunato nel momento peggiore della stagione e con il pur bravissimo Rauti che ha perso l'occasione di diventare l'eroe della serata. Serve anche arrivare all’appuntamento che conta con un’identità di squadra ben precisa: la Fiorentina ce l’ha avuta mentre il Torino, a causa degli infortuni di Adopo e Ambrogio, altri due titolari, ha dovuto riorganizzarsi in corso d’opera.

"Se a ciò aggiungiamo le scelte arbitrali, che hanno inciso molto a favore della Fiorentina sia nel match di andata che in parte in quello di ritorno, si ha un quadro completo di quel che è stato il confronto in finale di Coppa Italia Primavera. Il passivo totale di quattro reti a uno è troppo pesante per un Toro che senza l’uomo migliore (perché un giocatore da 26 reti non si sostituisce facilmente) se l’è comunque giocata alla pari con la Fiorentina. Bravi i viola, che hanno strappato il trofeo vincendo sul campo dei campioni in carica. Ma bravo anche il Torino, che abbandona il sogno del triplete a testa alta. Ora c’è un campionato che rimane tutto da giocare. Senza altri impegni Coppitelli può giocarsela fino alla fine, contando ovviamente sul recupero di Millico. E poi quel che conta più di tutto è formare giocatori per il futuro. Per diventare tali si passa anche da queste sconfitte.